Corsi

Indice

Sezione I - Patrologia fondamentale
Sezione II - Teologia dei Padri
Sezione III - Lettura dei Padri
Sezione IV - Lingue e metodologia
Sezione V - Contesto socio-culturale
Sezione VI - S.Agostino
Sezione VII - Corsi obbligatori per i dottorandi

Sezione I - PATROLOGIA FONDAMENTALE

 

PF104 Patrologia fondamentale (secoli I-III) *

Scopo del corso è illustrare la nascita e lo sviluppo delle prime comunità cristiane attraverso l’esame della produzione letteraria sorta tra I e III secolo. In particolare si esamineranno i seguenti temi: gli ambiti giudaico-palestinese ed ellenistico, religioso e culturale, in cui sono sorte e si sono sviluppate le comunità dei credenti in Cristo, come pure il contesto politico-sociale del mondo greco-romano; la formazione del canone neotestamentario e la letteratura apocrifa; la letteratura apologetica, eretica e antieretica; tradizione e Scrittura; l’esegesi patristica; la riflessione cristologica e trinitaria, antropologica, soteriologica ed escatologica; il rapporto con il potere imperiale: le persecuzioni e la letteratura martiriale; l’organizzazione e la vita delle comunità: prassi liturgiche e istituzioni ecclesiastiche.

Bibliografia

M. SIMONETTI - E. PRINZIVALLI, Storia della letteratura cristiana antica, Bologna 2010; C. MORESCHINI - E. NORELLI, Manuale di letteratura cristiana antica greca e latina, Brescia 2006; E. PRINZIVALLI - M. SIMONETTI, La teologia degli antichi cristiani, Brescia 2012; G. RINALDI, Pagani e cristiani, Roma 2016; F. RUGGIERO, La follia dei cristiani, Roma 2002. Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il corso. 

F. Cocchini

PF105 Patrologia fondamentale (secolo IV) **

Il IV secolo dell’era cristiana si inaugura con la conversione di Costantino: se questa è stata e continua a essere oggetto di un vivace dibattito storiografico, è indubbio che il passaggio da una posizione marginale a una del tutto centrale nella compagine dell’Impero fu, per la comunità ecclesiale, foriera di molte e profonde conseguenze, diversamente valutate. Il corso si propone di prendere in esame gli sviluppi dottrinali di questo secolo di trasformazione, soffermandosi specialmente sui processi che porteranno a riconoscere alcuni movimenti (Donatismo, Arianesimo, Apollinarismo, Origenismo, Priscillianismo) come eterodossi e pertanto a combatterli per l’affermazione della retta fede, la cui formulazione richiese spesso uno sforzo non indifferente e sulle prassi attraverso le quali la Chiesa intese, nel mutato contesto, preservare la sua carica di rottura nei riguardi delle strutture sociali (monachesimo, catecumenato). 

Bibliografia

Per la storia della Chiesa nel periodo in esame si rimanda a J. M. MAYEUR - CH. E L. PIETRI - A. VAUCHEZ - M. VENARD (éds.), Storia del Cristianesimo: religione, politica, cultura, vol 2, La nascita di una cristianità, 250-430, Roma 2000 (originale francese: Histoire du Christianisme des Origines à nos jours, vol. 2, Naissance d’une Chrétienté (250-430), Paris 1995). Si tratta di un’opera miscellanea, attenta sia agli avvenimenti storici ma ancor più alle loro ripercussioni nell’ambito ecclesiale. Inoltre vengono affrontati, in questo volume, sia pure cursoriamente, anche i principali problemi teologici che travagliano questo secolo. Altre storie della chiesa nel periodo in oggetto: M. M. MITCHELL - F. M. YOUNG (eds.), The Cambridge history of Christianity 1, Origins to Constantine, Cambridge 2006 e la sua continuazione: A. CASIDAY - F. W. NORRIS (eds.), The Cambridge history of Christianity 2. Constantione to c. 600, Cambridge 2007. Per un profilo storico rapido, e tuttavia affidabile, dell’antichità cristiana, si veda G. FILORAMO - E. LUPIERI - S. PRICOCO, Storia del cristinesimo. L’antichità, Bari 1997. Inoltre si segnala per l’attenzione agli aspetti tipici del cristianesimo vissuto e percepito dall’uomo comune, secondo l’intento della collana, V. BURRUS (ed.), A people’s history of Christianity 2. Late ancient Christianity, Minneapolis 2005. Sulla riflessione teologica nel periodo in questione si veda: B. STUDER, La riflessione teologica nella Chiesa imperiale (s. IV-V), Roma 1989 e anche A. DI BERARDINO - B. STUDER (a cura di), Storia della Teologia 1. L’età patristica, Casale Monferrato 1993. Per una serie di riflessioni relative alla cristianizzazione dell’impero verificatasi nel IV secolo si veda: A. MOMIGLIANO (ed.), The conflict between Paganism and Christianity in the fourth century, Oxford 1963 (trad. it. Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV, Torino 1968); A. FRASCHETTI, La conversione. Da Roma pagana a Roma cristiana, Bari 1999; J. CURRAN, Pagan City and Christian Capital. Rome in the Fourth Century, Oxford 2000. Bibliografia specifica sui singoli argomenti sarà fornita durante le lezioni. 

G. Caruso, OSA

PF 106 Patrologia fondamentale (secoli V-VI) *

Il corso prenderà in esame il periodo patristico che si estende dall’inizio del pontificato di Innocenzo I (401) alle soglie del pontificato di Gregorio Magno (590), autore trattato nel corso PF107. Il corso sarà diviso in tre parti. Nella prima parte, sarà presa in considerazione la situazione esterna alla Chiesa; si esamineranno le conseguenze delle immigrazioni germaniche sull’impero romano e sulla Chiesa, la legislazione imperiale riguardante i cristiani, le istituzioni e le condizioni sociali ed economiche di questo periodo (matrimonio, schiavitù, ricchezza e povertà). La seconda parte del corso esaminerà la vita interna della Chiesa: la struttura delle chiese, il ruolo del vescovo di Roma, dei concili, dei vescovi, del clero, del laicato, del monachesimo, la legislazione ecclesiastica, lo sviluppo della liturgia, delle pratiche ascetiche, dell’arte e architettura cristiane. La terza parte del corso, dedicata alla teologia patristica, prenderà in esame gli scrittori ecclesiastici insieme alle questioni e alle controversie teologiche del periodo, fra le altre la storia della controversia pelagiana in occidente fino al concilio di Orange (529), le controversie cristologiche e i concili di Efeso (430), Calcedonia (451), Costantinopoli (553), l’esegesi biblica in Oriente e in Occidente, la riflessione filosofica dei cristiani e la storiografia cristiana. Per quanto riguarda le modalità di svolgimento del corso, ogni studente sarà obbligato a scegliere (con l’approvazione del docente) un tema, tra quelli indicati in una delle tre parti del corso sopraindicate, e di presentare durante una lezione frontale una rassegna bibliografica ragionata in cui si offra una disamina delle fonti insieme con i principali studi da conoscere per l’approfondimento del tema scelto. Inoltre, ai fini della preparazione dell’esame, ogni studente sarà tenuto allo studio delle dispense del docente e di uno dei tre libri indicati sotto nella categoria “lettura obbligatoria”.

Bibliografia

Patrologia. IV. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Beda: I Padri latini, a cura di A. DI BERARDINO, Genova 1996; V. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Giovanni Damasceno († 750), a cura di A. DI BERARDINO, Genova 2000; Histoire du christianisme des origines à nos jours. 3. Les Églises d’Orient et d’Occident (432- 610), a cura di L. PIETRI ET AL., Paris 1998 (tr. ital. a cura di E. PRINZIVALLI, Roma 2002); Storia della Teologia. 1. Epoca patristica, a cura di A. DI BERARDINO - B. STUDER, Casale Monferrato 1993, 511-622 (III. La teologia patristica posteriore), (trad. ingl. a cura di M.J. O’CONNELL, Collegeville 1996).

Lettura obbligatoria
J. MEYENDORFF, Imperial Unity and Christian Divisions. The Church 450-680 A.D., Crestwood (NY) 1989 (tr. franc. a cura di F. LHOEST, Paris 1993); R. MARKUS, The End of Ancient Christianity, Cambridge 1990 (tr. ital. a cura di C. NOCE, Roma 1996); M. FIEDROWICZ, Theologie der Kirchenväter: Grundlagen frühcristlicher Glaubensreflexion, Freiburg 2007 = Teologia dei Padri della Chiesa. Fondamenti della riflessione Cristiana sulla fede, Brescia 2007.

Lettura complementare
A. GRILLMEIER, Jesus der Christus im Glauben der Kirche: 2/1: Das Konzil von Chalcedon (451); 2/2: Rezeption und Widerspruch (451-518); 2/3: Die Kirchen von Jerusalem und Antiochien nach 451 bis 600, Freiburg 1979-2002 (trad. in diverse lingue). 

R. Dodaro, OSA


PF107 Patrologia fondamentale (secoli VII-IX) **

Il corso si propone di fornire una panoramica dell’ultimo periodo patristico fino all’epoca carolingia e all’espansione dell’islam. Le lezioni saranno organizzate in base a criteri geografici –la Hispania visigotica, l’Italia longobarda e bizantina, il regno franco, le isole britanniche e l’impero bizantino–, controversie teologiche –monotelismo, monoenergismo, iconoclasmo, la questione del filioque– e autori di rilievo occidentali e orientali.

Bibliografia

La bibliografia è disponibile sul sito: http://pf107.blogspot.it

 

J. A. Cabrera Montero, OSA
 
 
Sezione II - TEOLOGIA DEI PADRI
 
 

Primo semestre

 

PT231B - Esegesi basiliana dei salmi

Nel corso verrà presentato il corpus delle Omelie sui Salmi di Basilio: occasione e contesto storico in cui vengono pronunciate le Omelie, storia del testo con cenni sulla sua tradizione manoscritta, tematiche e stile. Attraverso la lettura in greco di alcuni passi, si analizzerà poi il metodo esegetico proprio di Basilio, mettendolo a confronto con i suoi modelli, in particolare con Origene.

Bibliografia

A. BENITO Y DURAN, Filosofía de San Basilio Magno en sus Homilías sobre los Psalmos, in Studia Patristica V, Berlin 1962 (TU 80), 446-472; A. CERESA GASTALDO, Struttura e stile delle Omelie sui salmi di Basilio, in Basilio di Cesarea, la sua età, la sua opera e il basilianesimo in Sicilia, vol. I, Messina 1983, 503- 510; J. GELINAU, Les psaumes à l’époque patristique, in La Maison-Dieu 135 (1978), 99-116; M. GIRARDI, Basilio di Cesarea interprete della Scrittura. Lessico, principi ermeneutici, prassi, Bari 1998; M. GIRARDI, Salmi e Salterio in Basilio di Caesarea: il prologo alle «Omelie sui Salmi», in Le Psautier chez les Pères, Strasbourg 1994, 73-96; M. GIRARDI, Appunti per una definizione dell’esegesi allegorica di Basilio di Cesarea: le «Omelie sui salmi», in AnnSE 10 (2) (1993), 495-529; M. LA MATINA, L’omelia come conferenza spirituale, in Pan 18-19 (2001), 265-285.

G. Ricciardi

PT249B - I Padri Cappadoci e la riflessione trinitaria del IV secolo

La figura e le opere dei Padri Cappadoci sono di grande importanza all’interno dello sviluppo del pensiero cristiano antico. Nell’ambito della loro riflessione teologica, la trattazione prende spesso spunto dalla polemica che vede al centro l’ariano Eunomio e i suoi scritti. L’Adversus Eunomium di Basilio, il Contra Eunomium di Gregorio di Nissa e i più sporadici ma non meno convincenti accenni del Nazianzeno ci permettono di conoscere, almeno dalla parte dei vincitori, i termini e le questioni centrali del dibattito, che porterà all’interpretazione neonicena e permetterà l’approdo, per certi versi definitivo, del Concilio di Costantinopoli. Il corso intende approfondire la produzione cappadoce, con attenzione privilegiata alla teologia trinitaria attraverso la lettura di ampi brani tratti dalle opere legate alla polemica con Eunomio.

Bibliografia

M. SIMONETTI, La crisi ariana nel IV secolo, Roma 1975; C. MORESCHINI, I Padri Cappadoci. Storia, letteratura, teologia, Roma 2008; C. CURZEL, Studi sul linguaggio in Gregorio di Nissa, Roma 2015; B. SESBOÜÉ, Introduction, in Basile de Césarée: Contre Eunome suivi de Eunome: Apologie, Tome I, Paris 1982 (SCh 299), 15-97; R. WINLING, Introduction, in Grégoire de Nysse: Contre Eunome I (1-146), Paris 2008 (SCh 521), 21-107; R. WINLING, Introduction, in Grégoire de Nysse: Contre Eunome II, Paris 2013 (SCh 551), 15-94; R. WINLING, Introduction, in Grégoire de Nysse: Réfutation de la Profession de foi d’Eunome, Paris 2016 (SCh 584), 7-41. Ulteriore bibliografia sarà fornita nel corso delle lezioni, come anche l’indicazione di testi, in traduzione italiana, di cui sarà fatta lettura e analisi durante il corso.

C. Curzel

PT292B - La riflessione sul tempo nel cristianesimo antico sino ad Agostino

Il corso intende studiare attraverso fonti diverse l’approccio dei cristiani antichi al problema del tempo, alla sua scansione, al riconoscimento come durata indefinita del mondo, al rapporto fra eternità e tempo, al rapporto fra tempo e storia.

Bibliografia

Tempo sacro e tempo profano. Visione laica e visione cristiana del tempo e della storia, a cura di L. DE SALVO - A. SINDONI, Soveria Mannelli 2002; O. CULLMANN, Cristo e il tempo, Bologna (il volume è un classico della teologia: la prima edizione, in lingua tedesca, è del 1946. È disponibile nelle traduzioni in diverse lingue); H. URS VON BALTHASAR, Prèsence et pensèe. Essai sur la philosophie religieuse de Grègoire de Nysse, Paris 1988. Altri articoli e volumi saranno consigliati durante le lezioni.

E. Prinzivalli

PT236A - Trinità e cristologia da Nicea a Calcedonia

Il corso presenta lo sviluppo della teologia trinitaria e cristologica nel cor- so del IV secolo. Saranno esaminati i testi più significativi dei protagonisti del dibattito teologico, come Ario, Atanasio, Basilio di Cesarea, Gregorio di Nazianzo, Apollinare di Laodicea, Teodoro di Mopsuestia, Nestorio e Cirillo. Si porrà attenzione alle assemblee conciliari che hanno segnato il periodo di studio: Nicea (325); Costantinopoli (381); Efeso (431); Calcedonia (451). Si offrirà anche un panorama della cristologia latina con riferimenti ad Ambrogio ed Agostino.

Bibliografia

Fondamentale
A. GRILLMEIER, Jesus der Christus im Glauben der Kirche, vol. I, Freibourg 1979; M. SIMONETTI, La crisi ariana del IV secolo, Roma 1975; H. DROBNER, Person- Exegese und Christologie bei Augustinus. Zur Herkunft der Formel una persona, Leiden 1986; R.A. NORRIS, Manhood and Christ. A study in the Christology of Theodore of Mopsuestia, Oxford 1963.

Lettura complementare
G. KRETSCHMAR, Studien zur fruechristlichen Trinitaetstheologie, Tuebingen 1956; R.A. GREER, Theodore of Mopsuestia, Exegete and Theologian, London 1961; G. MASCHIO, La figura di Cristo nel commento al salmo 118 di Ambrogio di Milano, Roma 2003.

C. dell'Osso

Secondo semestre

 

PT217J - L’Apocalisse di Giovanni nell’interpretazione patristica

Il corso prenderà in esame gran parte dei commenti patristici pervenuti al testo dell’Apocalisse di Giovanni proponendo, accanto ad un approfondimento esegetico, una lettura attenta ai dati teologici. Dalla lettura dei testi proposti sarà possibile delineare lo sviluppo di alcuni dei temi caratteristici dell’escatologia, quali il millennio, la risurrezione, la fine del mondo e il giudizio universale.

Bibliografia

Fonti:
Beati Liebanensis, Tractatus de Apocalipsin, ed. R. GRYSON, Turnhout 2012 (CCSL 107B – 107C); Bedae presbyteri, Expositio Apocalypseos, Turnhout 2001 (CCSL 121A); The complete commentary of Oecumenius on the Apocalypse, ed. H. C. HOSKIER, Ann Arbor 1928; Hyppolyt’s kleinere exegetische und homiletische Schriften, ed. H. ACHELIS, Leipzig 1897 (GCS. Hippolytus Werke 1), 229-238; Primasius episcopus hadrumetinus, Commentarius in Apocalypsin, ed. A. W. ADAMS, Turnhout 1985 (CCSL 92); J. SCHMID, Studien zur Geschichte des griechischen Apokalypse-Textes, München 1955-1956; Tyconii Afri, Expositio Apocalypseos, ed. R. GRYSON, Turnhout 2011 (CCSL 107A); Variorum Auctorum, Commentaria minora in Apocalypsin Johannis, ed. R. GRYSON, Turnhout 2003 (CCSL 107); Victorini episcopi petavionensis, Opera, ed. I. HAUSSLEITER, Wien-Leipzig 1916 (CSEL 49), 11-153.

Commenti contemporanei:
Apocalisse, a cura di C. DOGLIO, Padova 2012 (Parole di vita 3); Apocalisse. Introduzione e commento, a cura di R. H. MOUNCE, Chieti 2013; L’Apocalisse di Giovanni, a cura di E. LUPIERI, Milano 2009; L’Apocalypse de Saint Jean, ed. P. PRIGENT, Genève 2000.

Studi:
Apokalypsis: Percorsi nell’Apocalisse in onore di Ugo Vanni, a cura di E. BOSETTI - A. COLACRAI, Assisi 2005; C. CURTI, Il regno millenario in Vittorino di Petovio, in Augustinianum 18 (1978), 419-433; M. DULAEY, Jérôme «éditeur» du «Commentaire sur l’Apocalypse» de Victorin de Poetovio, in Revue d’Études Augustiniennes Et Patristiques 37(1991), 196-236; A. MONACI CASTAGNO, Il problema della datazione dei Commenti all’“Apocalisse” di Ecumenio e di Andrea di Cesarea, in Atti dell’Accademia delle Scienze di Torino. II. Classe di scienze morali, storiche e filologiche 114 (1980), 223-246; K. B. STEINHAUSER, The Apocalypse Commentary of Tyconius. A History of its Reception and Influence, Frankfurt am Main 1987; U. VANNI, L’Apocalisse: ermeneutica, esegesi, teologia, Bologna 1988 (Rivista biblica, Supplementi 17).

J. A. Gaytán Luna, OSA

PT221C - Anfilochio di Iconio: esegesi e teologia

Il corso si interesserà alla figura di Anfilochio di Iconio, uno dei Cappadoci, a volte associato a Basilio e ai due Gregori, ma molto spesso dimenticato dagli studiosi. Attraverso la lettura delle sue omelie e dei frammenti superstiti, si cercherà di familiarizzare con l’esegesi biblica antiariana di Anfilochio e di individuare le linee guida della sua teologia trinitaria.

Bibliografia

Amphiloque d’Iconium, Homélies, I, Homélies 1-5; II, Homélies 6-10, Fragments divers, Épitre synodale, Lettre à Séleucos, edd. M. BONNET - S. J. VOICU, Paris 2012 (SCh 552. 553); A. SEGNERI, La controversia trinitaria del IV secolo nell’esegesi dottrinale di Anfilochio di Iconio, Roma 2016 (SEA 147).

A. Segneri, CRIC

 

PT255 - L’antropologia teologica di Massimo il Confessore

In epoca recente si è assistito ad un crescente interesse per il pensiero di Massimo il Confessore (580-662). Questo corso si prefigge di mettere in evidenza la sua dottrina della divinizzazione dell’uomo che – per quanto imponente appaia nei suoi scritti – si trova in realtà acutamente costruita su una messa in relazione di due nozioni, energeia (operazione) e hexis (habitus). L’esplorazione della tradizione biblica, filosofica (in particolare Aristotele e il neoplatonismo) e patristica (in particolare i Padri Cappadoci e il Pseudo-Dionigi l’Areopagita) di questi concetti condurrà ad una rivalutazione del contributo massimiano all’antropologia teologica.

Bibliografia
PH. G. RENCZES, Agire di Dio e libertà dell’uomo. Ricerche sull’antropologia teologica di san Massimo il Confessore, Roma 2014; (in francese): Agir de Dieu et liberté de l’homme. Recherches sur l’anthropologie théologique de saint Maxime le Confesseur, Paris 2003 ; J. GAVIN, «They are like the Angels in the Heavens». Angelology and Anthropology in the thought of Maximus the Confessor, Roma 2009; E. AYROULET, De l’image à l’image. Réflexions sur un concept clef de la doctrine de la divinization de Saint Maxime le Confesseur, Roma 2013; M. VASILJEVI(ed.), Knowing the Purpose of Creation through the Resurrection. Proceedings of the Symposium on St. Maximus the Confessor, Alhambra, California 2013.

P. Renczes, SJ

 

PT292C - La fede nella risurrezione: da Paolo a Metodio di Olimpo

La proclamazione di Gesù risuscitato dai morti, uno dei punti essenziali del kerygma originario (cf 1Cor 15,1-11), da collocare nel multiforme contesto delle aspettative escatologiche giudaiche, produce tra i cristiani una duratura e complessa riflessione sulla risurrezione dei morti, che comprende l’aspetto escatologico (quando risorgono i morti?), quello antropologico (come?), quello etico-soteriologico (perché? Chi risorge?) e che conduce progressivamente a definire la dottrina professata nella Chiesa. Il corso si propone di effettuare alcuni sondaggi tra le più significative opere cristiane dei primi tre secoli relative a questo argomento, per cercare di cogliere l’evoluzione del pensiero, molto spesso sviluppatosi in forma di accesa polemica, concernente tale oggetto della fede.

Bibliografia

N.T. WRIGHT, Risurrezione, Torino 2006 (London 2003); O. CULLMANN, Immortalità dell’anima o risurrezione dei morti? La testimonianza del Nuovo Testamento, Brescia 19863 (Neuchâtel 19592); E. PRINZIVALLI, La risurrezione nei Padri, in S.A. PANIMOLLE (ed.), Morte-Risurrezione nei Padri (Dizionario di Spiritualità Biblico-Patristica 45), Roma 2007, 169-288; O. LEHTIPUU, Debates over the Resurrection of the Dead: Constructing Early Christian Identity, New York 2015. 

 

A. D’Anna

PT243A - Cristologia postcalcedonese

Il corso presenta l’evoluzione della riflessione teologica sulla formula di Calcedonia dal V al VII secolo, seguendone gli sviluppi dal calcedonismo rigoroso al cosiddetto neocalcedonismo. Il punto di partenza sarà l’interpretazione e la contrapposizione delle formule “in due nature” e “una sola natura del Logos incarnata” da parte di calcedonesi e severiani. Si prenderanno in esame gli scritti di natura cristologica di Leonzio di Bisanzio, Leonzio di Gerusalemme, Sofronio di Gerusalemme e Massimo il confessore. Si darà particolare rilievo all’influsso della teologia latina del Tomus Leonis e del De trinitate di Agostino all’interno del panorama teologico orientale grazie all’apporto dei monaci sciti e di Giovanni Massenzio.

Bibliografia

Fondamentale: C. DELL’OSSO, Cristo e Logos, Roma 20122; C. DELL’OSSO, Mononergiti/monoteliti del VII secolo in oriente, Roma 2017; P.T.R. GRAY, Neo- Chalcedonianism and the Tradition: from Patristic to Byzantine Theology, in ByzF 16 (1982), 61-70; A. GRILLEMEIER, Christus im Glauben der Kirche 2/3, Freiburg a. M. 2002.

Lettura complementare: M. SIMONETTI, Le controversie cristologiche nel VI e VII secolo, in ID., Studi patristici VII, nr. 13, 85-102. 

C. dell'Osso

 
 

Sezione III - LETTURA DEI PADRI

 

Primo semestre

 

LP302C - I Salmi ascensionali in Ilario di Poitiers

Nel Salterio, i Cantici delle ascensioni (salmi 119-133) hanno uno statuto particolare : sono un libro nel libro, con le sue peculiarità legate alla storia del pio Ebreo che sale annualmente al Tempio di Gerusalemme. Verso 360 dopo Cristo, il Vescovo di Poitiers offre ai suoi lettori e le chiavi di lettura necessarie per entrare nella lettera e nello spirito di detti testi sacri e fare anche lui un’ascensione spirituale. Egli si ispira alle intuizioni origeniane, pur dando la propria comprensione della Parola divina affidata agli uomini. Nel corso saranno letti estratti di questi trattati per evidenziare la bellezza e la ricchezza del primo tentativo occidentale di esegesi dei Salmi.

Bibliografia

HILARIUS PICTAVIENSIS, Tractatus super Psalmos, In Psalmos CXIX-CL, Corpus Christianorum Series Latina LXI B, Turnhout 2009, 3-142; ILARIO DI POITIERS, Commenti ai Salmi/3, Introduzione, traduzione e note a cura di A. Orazzo, Testi patristici 187, Città Nuova, Roma 2006, 11-178; P.C. BURNS, A Model for the Christian Life: Hilary of Poitiers’ Commentary on the Psalms, Washington 2012; M. DURST, Die Eschatologie des Hilarius von Poitiers, Bonn 1987; M. FERREIRA, Fé e Profecia em Santo Hilário de Poitiers, Lisboa 1994; N.J. GASTALDI, Hilario di Poitiers exégeta del Salterio, Paris-Rosario 1969; CH. KANNENGIESSER, L’exégèse d’Hilaire de Poitiers, in Hilaire et son temps, Paris 1969, 127-142; L. LADARIA, San Hilario de Poitiers. Diccionario, Burgos 2006; X. LE BACHELET, Hilaire de Poitiers, in Dictionnaire de Théologie Catholique, Paris 1920, t. 6, coll. 2388-2462.

P. Descourtieux

LP383A - Tertulliano, De oratione

Il primo autore cristiano di lingua latina inaugura, con il suo De oratione, la tradizione degli omonimi trattati che commentano il Pater noster: Origene, Cipriano, Ilario, Lucifero di Cagliari, Girolamo, Agostino, Cromazio, Venanzio Fortunato, Isidoro, da una parte; e dall’altra Cirillo di Gerusalemme, Gregorio di Nissa, Teodoro di Mopsuestia, Giovanni Crisostomo, Ambrogio. Divisa in due parti, Tertulliano dedica la prima ad un commento della preghiera del Signore definita come breuiarium totius euangelii, (Or. 1,6) e la seconda alle condizioni della preghiera. Come ha detto uno studioso non molto tempo fa «In nessun altro trattato eucologico dei primi secoli incontriamo una ricchezza di esperienze paragonabile agli spunti che Tertulliano ci offre sulle usanze del suo tempo». L’opera verrà letta in una prospettiva ormai consolidata nella ricerca patristica: data di composizione, destinatari, risorse retoriche, fonti, testo critico, contenuto, commenti, interpretazioni.

Bibliografia

Edizioni-traduzioni
G. F. DIERCKS, Tertullianus, De oratione. Critische uitgave met prolegomena, vertaling en philologisch-exegetisch-liturgische commentaar, Bussum 1947; E. EVANS, Tertullian’s Tract on the Prayer. The Latin text with critical notes, an English translation, an introduction, and explanatory observations by Ernest Evans, London 1953; H. KELLNER, Ueber das Gebet, BKV2 7 (1912), 247-273; H. U. MEYBOOM, Tertullianus, Over het gebed (Oudchristel. geschriften, dl. 46), Leiden 1931; P.A. GRAMAGLIA, Tertulliano, La preghiera, Roma 1984; S. VICASTILLO, Quinto Septimio Florente Tertuliano, El bautismo; La oración, Madrid 2006.

Studi
J. ALEXANDRE, ‘Sur la terre comme au ciel’. La théologie symbolique du De oratione de Tertullien, in Connaissance des Pères de l’Eglise 116 (2009), 3-13; L. ALFONSI, Considerazioni sul De oratione di Tertulliano, in Convivium 29 (1961), 641- 647; C. BURINI DE LORENZI, Panis quotidianus / (Mt 6, 11; Lc 11, 3). Tertulliano e Origene: le due direttrici esegetiche e la loro recezione, in Adamantius 12 (2012), 178-199; F. CHAPOT, Volumen aptissimum sed... Quelques considérations sur la fortune du De oratione de Tertullien, in D. Vigne (éd.), Lire le Notre Père avec les Pères, 103-121; F.J. DÖLGER, Das Niedersitzen nach dem Gebet. Ein Kommentar zu Tertullian, De oratione 16, in Antike und Christentum 5 (1936), 116-137; V. GROSSI, Il contesto battesimale dell’oratio dominica nei commenti di Tertulliano, Cipriano, Agostino, in Augustinianum 20 (1980), 205- 220; A.J.B. HIGGINS, The Latin Text of Luke in Marcion and Tertullian, in Vigiliae Christianae 5 (1951), 1-42; G. LOESCHKE, Die Vaterunsererklärung des Theophilus von Antiochien. Eine Quellenuntersuchung zu den Vaterunsererklärungen des Tertullian, Cyprian, Chromatius und Hieronymus, Berlin 1908; K.K. RAIKAS, Adueniat regnum tuum: Interpretierung und Erweiterungen des Vaterunsers von Tertullian und Cyprian bis Augustin (De sermone Domini in monte 6, 20), in La preghiera nel tardo antico. Dalle origini ad Agostino. XXVII Incontro di studiosi dell’antichità cristiana (Roma, 7-9 maggio 1998), Roma 1999, 249-274; W. RORDORF, Les gestes accompagnant la prière, d’après Tertullien, De oratione 11-30, et Origène, 31-32 , in Gestes et paroles dans les diverses familles liturgiques, Roma 1978, 191-203; J.-M. SANTIAGO VÁZQUEZ, La petición «danos hoy nuestro pan de cada día» en Tertulliano, in D. VIGNE, Lire le Notre Père avec les Pères, Paris 2009, 79-101; M.B. von STRITZKY, Die Vaterunserinterpretation des Tertullians, in P. MARTINELLI - L. BIANCHI, In caritate veritas. Luigi Padovese. Vescovo cappuccino, Vicario Apostolico dell’Anatolia. Scritti in memoria, Bologna 2011, 595-609; D.R. STUCKWISCH, Principles of Christian Prayer from the Third Century: A Brief Look at Origen, Tertullian and Cyprian with some Comments on their Meaning for Today, in Worship 71 (1997), 2-19. M. TURCAN, La prière des animaux chez Tertullien, in La lettre de Pallas 5 (1997), 18. 

J. Leal

 

Secondo semestre

 

LP333B - Gregorio Magno, I Dialogi (l. IV)

I quattro libri dei Dialogi hanno stimolato l’interesse degli studiosi e ad essi sono stati dedicati nel tempo un numero considerevole di studi storici e indagini di carattere filologico che per ampiezza e varietà rappresentano indubbiamente uno dei capitoli più importanti della “storia della storiografia” del Medioevo e della stessa storia della medievistica. La lectio intende presentare l’opera gregoriana nel suo complesso, le problematiche storiche e filologiche che il testo presenta e approfondire, attraverso la lettura di testi scelti, alcune delle tematiche del libro IV.

Bibliografia

Basica/Fondamentale (obbligatoria)
GREGORIO MAGNO, Storie di santi e di diavoli, a cura di M. SIMONETTI - S. PRICOCO, I-II, Milano 2005-2006. 

Lettura complementare
GRÉGOIRE LE GRAND, Dialogues, I-III, a cura di A. DE VOGÜÉ - P. ANTIN, Paris 1978-1980; GREGORIO MAGNO, Dialoghi, a cura di B. CALATI - A. STENDARDI - BENEDETTINE DI ISOLA S. GIORGIO, Roma 2000; S. BOESCH GAJANO, Gregorio Magno. Alle origini del medioevo, Roma 2004; S. PRICOCO - A. DEGL’INNOCENTI - L. CASTALDI, Dialogi, in G. CREMASCOLI - A. DEGL’INNOCENTI (ed.), Enciclopedia gregoriana. La vita, l’opera e la fortuna di Gregorio Magno, Firenze 2008, 88-94.

R. Ronzani, OSA

 

LP399J - Giustino: l’Apologia/e nel suo/loro contesto storico

Il corso intende leggere per intero l’Apologia I e II di Giustino martire, contestualizzandone la teologia all’interno della Roma della metà del II secolo. Ci si concentrerà soprattutto sul confronto di Giustino con l’eresia “simoniana” e marcionita, quindi sulla peculiarità della sua attività eresiologica; quindi sui suoi rapporti con Tolomeo martire, di cui si proporrà l’identificazione con Tolomeo valentiniano; sulla sua esegesi biblica e sulla relazione problematica con il vangelo di Giovanni; sul confronto con il pensiero filosofico greco.

Bibliografia

GIUSTINO, Apologie, testo greco a fronte, Rusconi, Milano1995; oppure JUSTIN, Apologie pour les Chrétiens, Sources Chrétiennes, 507, Cerf, Paris 2006; E. NORELLI, Marcione e la costruzione dell’eresia come fenomeno universale in Giustino Martire, in Rivista di Storia del Cristianesimo 6/2 (2009), 366-388; CH. MOUNIER, Introduction, a Justin, Apologie pour les Chrétiens, SChr 507, Paris 2006, 9-119; G. LETTIERI, Materia mistica, Milano 2017 (di imminente pubblicazione).

G. Lettieri

 

LP401 - La controversia battesimale nel III secolo. Intorno al trattato pseudociprianeo De rebaptismate

A seguito di una recente editio maior del trattato anonimo De rebaptismate nel Corpus Christianorum Series Latina, e in vista di una prossima editio minor (con traduzione francese ed ampio apparato esplicativo) nella collana “Sources chrétiennes”, si affronterà il riesame della controversia battesimale dei tempi ciprianei (radici, sviluppo e significato dottrinale, posterità) sotto la luce di uno studio complessivo (filologico-letterario, storico, teologico) dell’opuscolo. Descrizione. È noto che, nel tempo di Cipriano, poco dopo gli scismi suscitati dalla persecuzione deciana (250-251), si pose la questione non solo della reintegrazione nella catholica dei dissidenti ma soprattutto dell’accoglienza di quelli che erano stati battezzati nello scisma o l’eresia (ad es. novazianea). Che valore attribuire a questo sacramento scismatico od eretico? Si sa che, secondo una tradizione africana che risale al meno al tempo di Tertulliano in poi, e conformemente alla logica della sua ecclesiologia, Cipriano negava ogni valore ai sacramenti dispensati fuori della catholica. Tale posizione provocò una grave crisi con Stefano, vescovo di Roma, ma era condivisa dalla maggioranza dei vescovi africani (province di Proconsolare e di Numidia). Alcuni prelati della regione tuttavia non accettavano la teologia sacramentaria del Cartaginese, né pertanto la sua prassi: tra di essi, l’autore anonimo del De rebaptismate, se, come sembra più sicuro, occorre assegnarlo a quegli anni. Lo studio si propone di ricollocare il De rebaptismate nella storia letteraria, cronachistica e dottrinale della controversia. Intende far udire una voce che, contraddistinguendosi dalla grande voce di Cipriano, e cercando di articolare una soluzione che vorrebbe rompere con quella difesa dall’illustre martire, permette di progettare una luce nuova sugli eventi e sui pensieri. Sarà l’occasione non solo per esaminare dettagliatamente il trattato in se, nei particolari della sua realizzazione retorica e stilistica, e nella complessità del suo insegnamento, spesso ambigua, ed anche rovinosa, segnatamente nel confronto con il pesante influsso esercitato su di lui da Cipriano, ma anche di presentare contestualmente, uno specimen poco conosciuto che attesti la diversità, la fecondità e la vitalità della letteratura cristiana africana intorno a Cipriano, il suo potenziale ascendente sui tempi ulteriori, vale a dire i secoli IV e V, negli ambiti sia donatisti che cattolici (sant’Agostino).

Precisazioni complementari. Il corso si svilupperà secondo tre assi:
- Letterario. Elenco critico dei documenti ciprianei (lettere). Esame filologico e letterario de De rebaptismate: tradizione manoscritta e stampata, stabilimento del testo latino, originalità e difetti dell’elocutio e dell’ornatio, testo biblico.
- Storico. Cronologia dei documenti sull’arco della controversia e del suo sviluppo. Esame delle questioni relative alla collocazione del De rebaptismate nella metà del III secolo (specialmente negli ultimi mesi della controversia battesimale tra Cartagine e Roma), in quanto al tempo, ed in Africa (Proconsolare o Numidia) in quanto al luogo.
- Dottrinale. Studio lessicale (particolarmente indagine sul materiale scritturistico) e tematico. Pensiero sacramentario (battesimale) dell’Anonimo, comparato a quello di Cipriano e, per quanto possa congetturarsi, di Stefano di Roma. Pensiero ecclesiologico, sulle medesime basi comparative. Fallimento finale di un tentativo nuovo, ed anche ardito, senza vere radici nella tradizione, riguardo al pensiero sacramentario, ma quasi oberato, riguardo al pensiero ecclesiologico, dalla forte personalità di Cipriano.

L’Introduzione descriverà il background africano (Tertulliano). La Conclusione mostrerà la posterità del litigio nell’epoca di Agostino, e in che modo, laddove l’Anonimo aveva fallito, l’Ipponate poté, al meno fino a un certo punto che bisognerà definire, edificare un insegnamento che sapesse, contro i donatisti, distinguersi da Cipriano, superare le contradizioni alle quale Cipriano si era arenato e onorare le principali esigenze sacramentarie ed ecclesiologiche del santo di Cartagine.

Bibliografia

Basica/fondamentale Testi (e traduzioni)

Cipriano (Epistolario e trattati)
Sancti Cypriani episcopi epistularium, ed. G.F. DIERCKS, CCL III B-C-D, Turnhout 1994-1996-1999;
G.W. CLARKE, The Letters of St. Cyprian of Carthage, translated and annotated by —, vol. 4 (l. 67-82), «Ancient Christian Writers» 47, New York 1989 (Rebapt.: pp. 188; 197; 223; 242);
Cyprien. L’unité de l’Église (De ecclesiae catholicae unitate). Texte critique du CCL 3 (M. Bévenot). Introduction par P. SINISCALCO, Professeur émérite à l’Université La Sapienza, Rome, et P. M. Traduction par M. POIRIER, Professeur honoraire de Première Supérieure au lycée Henri-IV, Paris. Apparats, notes, appendices et index par P. M.; coll. Sources Chrétiennes n° 500, Paris 2006 (traduzione italiana, Roma-Bologna, novembre 2006: Cipriano di Cartagine, L’unità della Chiesa).
De rebaptismate
Auctoris ignoti De rebaptismate, in Sancti Cypriani episcopi De habitu uirginum; Opera pseudo-cyprianea, cura et studio Laetitia CICCOLINI et P. M, III F, Turnhout 2016, 507-596 (Introduzione, bibliografia, testo latino, note critiche); La ripetizione del battesimo, in PSEUDO-CIPRIANO, Trattati – intr., tr. e note a cura di Carlo DELL’OSSO (Collana di testi patristici, 231), Roma 2013, 67-103. 

Introduzioni e studi basilari
P. BERNARDINI, Un solo battesimo, una sola chiesa: il concilio di Cartagine del settembre 256, Pref. di S. DELÉANI, Bologna 2009 (Rebapt.: pp. 106-113); P. MATTEI, De rebaptismate, in Nuovo Dizionario Patristico e di Antichità cristiane, a cura di A. DI BERARDINO, Casale Monferrato, 2008, vol. 3 (P-Z), 4471-4473; Les frontières de l’Église selon la première tradition africaine (Tertullien, Cyprien, Anonyme De rebaptismate), in Revue des Sciences Religieuses 81 (2007), 27-47. 

 

P. Mattei

 

 

Sezione IV - LINGUE E METODOLOGIA

 

GL401 - Corso di lettura di greco (annuale)

Il I semestre è dedicato al completamento e all’approfondimento dello studio della morfologia e della sintassi dei casi e del verbo della lingua greca, già intrapreso nel corso base, affiancato da un cospicuo esercizio di traduzione di testi classici anche complessi. Nel II semestre viene particolarmente approfondito lo studio della sintassi del periodo affiancato da specifico esercizio applicativo. Viene inoltre letta, tradotta e commentata a livello linguistico, stilistico e retorico una scelta antologica di autori cristiani.

Bibliografia

Grammatica della lingua greca (lo stesso manuale già usato nel corso base di lingua greca). Vocabolario della lingua greca (consigliato: Franco Montanari, ed. Loescher). Materiale in fotocopia. 

A.M. Marafelli

 

LL404 Corso di lettura di latino (annuale)

Il corso si propone di approfondire la conoscenza delle strutture morfo-sintattiche della lingua latina attraverso l’analisi e la traduzione di brani di autori classici e cristiani. con attenzione anche al livello retorico-stilistico dei testi. Attraverso l’analisi di passi scelti, verrà affrontato lo studio della sintassi del periodo e dei casi, con particolare attenzione al valore dei modi verbali, ai vari tipi di proposizioni subordinate, all’uso delle forme nominali del verbo. Nel II semestre verrà affrontato lo studio di un testo d’autore, vòlto ad integrare e a completare le conoscenze già acquisite nel corso del I semestre. Il testo prescelto verrà tradotto e ne verranno altresì esaminate le strutture sintattiche, nonché le caratteristiche retorico-stilistiche.

Bibliografia

L. CASTIGLIONI - S. MARIOTTI, Il vocabolario della lingua latina, Loescher, Torino, o altro dizionario latino-italiano e italiano-latino. I testi oggetto di studio verranno forniti in fotocopia nel corso delle lezioni.

R. Baviera 


PL 406 Metodologia e filologia patristica (primo semestre)

Il corso ha lo scopo di introdurre lo studente agli strumenti e alle metodologie di ricerca nell’ambito delle discipline patristiche, attraverso una presentazione delle materie, degli strumenti bibliografi cartacei e digitali, delle dinamiche proprie del lavoro scientifico. A tale scopo verranno presentati i parametri di riferimento fondamentali per uno studioso di Patrologia, con riferimento alla storia degli studi e dell’Istituto Patristico Augustinianum. Verrà quindi analizzata nello specifico la natura della materia attraverso una periodizzazione del lungo contesto storico, cui si accompagnerà il tema del calcolo del tempo nelle fonti antiche. Il discorso si incentrerà, poi, sul concetto di fonte e sulla classificazione delle fonti antiche e medievali, al fine di avvicinarsi al concetto di filologia e al lavoro del filologo. Verrà, in seguito, fatta una disamina degli strumenti bibliografici fondamentali, con riferimento ai manuali di studio, ai Dizionari, alle Collane, alle Riviste e infine ai Repertori e alle risorse digitali. Ad una prima parte di ordine teorico, seguiranno lezioni pratiche, indirizzate all’analisi di testi critici, alla elaborazione di testi scientifici, alla compilazione di una tesi. 

Bibliografia

R. FARINA, Metodologia, Avviamento alla tecnica del lavoro scientifico, Zürich 1973; Patrologia, a cura di J. QUASTEN, vol. 1, Genova 1978, 1-28; A. HAMMAN - J. LEAL, Patrologia-Patristica, in Nuovo dizionario patristico e di antichità cristiane, diretto da A. DI BERARDINO, 2 ed. aggiornata e aumentata, Genova-Milano 2006-2008, 3967-3972; C. REVELLI, Citazione bibliografica, Edizione aggiornata, Roma 2010; A. MARCHITELLI - G. FRIGIMELICA, OPAC, Roma 2012; J. LEAL - G. PIGNALBERI, Edizioni Critiche. Guida alla composizione con il proprio computer, Pisa 2012; Norme di edizione delle collane “Studia Ephemeridis Augustinianum”, “Sussidi Patristici” e della rivista “Augustinianum”, a cura dell’Istituto Patristico «Augustinianum», Roma 2012 (http://www.patristicum.org/).

G. Pilara 

LR406 - La retorica nei Padri (secondo semestre)

Il corso si propone di illustrare le principali teorie della retorica antica in ordine alla inventio, dispositio ed elocutio, a partire dai testi classici di Cicerone e Quintilliano, mostrandone l’influsso sui Padri della Chiesa. Un’attenzione particolare sarà riservata ad Agostino di Ippona e all’uso della retorica nella composizione delle sue opere.

Bibliografia

Basica/fondamentale
N. CIPRIANI, La retorica negli scrittori cristiani antichi. Inventio e dispositio, (Sussidi Patristici 18), Roma 2013.

Letture complementari
M.P. ELLERO, Introduzione alla retorica, Milano 1997; R. BARTHES, La retorica antica, Milano 2000; O. REBOUL, Introduzione alla retorica, (Collana Manuali), Bologna 2002; B. MORTARA GARAVELLI, Manuale di retorica, Milano 2003.

Retorica e S. Agostino
Sant’Agostino, La grammatica; Le regole; La retorica; La dialettica, intr., trad. e note di A. Pieretti, NBA vol. 36, Roma 2005.
L.F. PIZZOLATO, Capitoli di retorica agostiniana, (Sussidi Patristici 7), Roma 1994; J. OROZ RETA, La rétorica en los sermones de S. Augustin, Madrid 1963.

Ulteriore bibliografia sarà indicata nel corso delle lezioni.


P. Cormio, OSA
 

 

Sezione V - CONTESTO SOCIO-CULTURALE
 

Primo semestre

 

PC501C - Il Medioplatonismo e i Padri della Chiesa (II-III secolo)

Una volta chiarita la categoria storiografica di “Medioplatonismo”, il corso si propone di sviluppare un confronto tra le principali figure del pensiero medioplatonico e quelle della coeva tradizione cristiana. Particolare attenzione sarà rivolta a Filone di Alessandria, Plutarco, Apuleio, Celso e Numenio (sul versante filosofico), e a Giustino, Clemente e Origene (sul versante cristiano). Tale confronto metterà in luce le somiglianze e le differenze tra le due tradizioni, nonché la ripresa di tematiche filosofiche greche nelle opere dei Padri della Chiesa. Inoltre, la lettura diretta di passi scelti consentirà di approfondire la terminologia filosofica e teologica impiegata nelle fonti, nonché l’esame della traduzione della terminologia greca nella lingua latina (nel caso di Apuleio o di Tertulliano, ad esempio).

Bibliografia

Una dispensa di testi fornita da docente; un volume da concordare con il docente. Indicazioni saranno fornite a lezione.

E. Vimercati 

PR 775 - Letteratura patristica e iconografia paleocristiana

1. «Non ti farai immagine alcuna»: il divieto mosaico e i primi Padri della Chiesa; 2. «Pístis parétheke Ichthn»: fondamento biblico degli antichi simboli cristiani; 2.1. Il pesce; 2.2. Nave, àncora e altri temi marini; 2.3. La colomba e altri animali; 2.4. La palma e la vite; 3. I Semina Verbi germogliati: il Pastore e l’Orante; 3.1. Il Buon Pastore: la philanthropía di Dio rivelata in Cristo; 3.2. L’Orante: la vera pietas; 3.3. Altre eredità iconografiche pagane nell’arte cristiana delle origini; 4. L’unità dei Testamenti nelle prime iconografie bibliche; 4.1. «La Trinità è creatrice!»: Il ciclo della creazione e la raffigurazione di Dio; 4.2. Altre figure genesiache: Noè e il diluvio, Abramo e Isacco; 4.3. Mosè figura di Cristo; 4.4. Il libro di Daniele tra iconografia e Padri; 4.5. Il segno di Giona; 5. Le scene neotestamentarie: l’iconografia di Cristo; 5.1. I testimonia: le profezie avverate; 5.2. Volto apollineo e volto filosofico; 5.3. Prima e dopo Costantino: dal pastore taumaturgo all’imperator divino; 6. Apocrifi dell’Antico e del Nuovo Testamento nell’arte paleocristiana; 6.1. Scritture extracanoniche e iconografia pale- ocristiana; 6.2. Apocrifi dell’Antico Testamento: il Testamentum Job; 6.3. I Vangeli dell’Infanzia, inesauribile fonte iconografica; 6.4. Il ciclo della Passione: il Vangelo di Nicodemo; 6.5. Atti apocrifi degli Apostoli.

Bibliografia

F. BISCONTI, Sull’unità del linguaggio biblico nella pittura cimiteriale romana, in C. CASALE MARCHITELLI (ed.), Parola e Spirito. Studi in onore di S. Cipriani, Brescia 1982, 731-740; C. CARLETTI, Origine, committenza e fruizione delle scene bibliche nella produzione figurativa romana del III secolo, in Vetera Christianorum 26 (1989), 207-219; F. BISCONTI, Letteratura patristica ed iconografia paleocristiana, in A. QUACQUARELLI (ed.), Complementi interdisciplinari di Patrologia, Roma 1989, 367-412; J. DANIÉLOU, I simboli cristiani primitivi, Roma 1990; H. RAHNER, Miti greci nell’interpretazione cristiana, Bologna 1990; H. RAHNER, I simboli della Chiesa. L’ecclesiologia dei Padri, Cinisello Balsamo 1995; M. DULAEY, I simboli cristiani. Catechesi e Bibbia (I-VI sec.), Cinisello Balsamo 2004; J. DRESKEN WEILAND, Immagine e parola. Alle origini dell’iconografia cristiana, Città del Vaticano 2012; U. UTRO, Programmi iconografici e impianti dottrinali nell’arte cristiana a Roma nella piena età costantiniana. L’esempio del ‘sarcofago dogmatico’, in O. BRANDT ET ALII (eds.), Episcopus, civitas, territorium (Atti del XV Congresso Internazionale di Archeologia Cristiana, Toledo, 8-12.9.2008), Città del Vaticano 2013, 1029-1038; U. UTRO, Cristo “buon pastore”, cioè Signore che risorge, in Ecclesia Mater 52/3 (2014), 136-143; G.-H. BAUDRY, Simboli cristiani delle origini. I-VII secolo, Milano 2016.

U. Utro 

Secondo semestre 

 

PT541A - Paganesimo e cristianesimo in età patristica: identità, conflitti, coabitazioni

Il corso mira a fornire una presentazione del paganesimo in età patristica, a partire da un inquadramento generale delle religioni del Mediterraneo antico e soffermandosi quindi sulle fonti cristiane. Il corso sarà articolato in tre parti:

1) introduzione generale alle religioni del Mediterraneo antico;
2) definizione generale dei rapporti fra cristianesimo e ‘paganesimo’;
3) analisi di temi o casi di studio particolari.

Bibliografia

A. BRELICH, Il politeismo, Roma 2007; G. PIRONTI - C. BONNET, Gli dèi di Omero. Politeismo e poesia nella Grecia antica, Roma 2016; G. DE SANCTIS, La religione a Roma, Roma 2012; G. RINALDI, Pagani e cristiani. La storia di un conflitto (secoli I-IV); F. MASSA, Tra la vigna e la croce. Dioniso nei discorsi letterari e figurativi cristiani (II-IV secolo), Stuttgart 2014. 

A. Saggioro

 
 
 
Sezione VI - SANT'AGOSTINO
 
 
Primo semestre
 

SA695A - L’esegesi agostiniana della Lettera ai Galati

Nell’itinerario vitale, spirituale e dottrinale di Sant’Agostino il corpus paolino ha un posto particolare. Dai primi contatti con l’Apostolo, sino alla fine della sua vita, le lettere paoline hano segnato fortemente il suo percorso intellettuale e vitale. Nei suoi scritti Il commento alla lettera ai Galati ha un posto particolare, sia peché è l’unico commento paolino completo, sia perché ci permette di conoscere la preparazione scritturistica e la spiritualità di Sant’Agostino alla vigilia dell’episcopato. Nel corso, dopo una breve introduzione alla Expositio epistolae ad Galatas, metteremo in rilievo, con la lettura del testo agostiniano, l’atteggiamento di Sant’Agostino dinanzi al testo di S. Paolo, le sue tecniche esegetiche, l’influsso dei commentari precedenti, e metteremo in risalto le sue preoccupazioni spirituali e pastorali.

Bibliografia

Basica/fondamentale
S. AGOSTINO, Commento alla Lettera ai Galati, Città Nuova, Roma, 1997.

Lettura complementare
N. CIPRIANI, Agostino lettore dei commentari paolini di Mario Vittorino, in Augustinianum 38 (1998), 413-428 (trad. in spagnolo: Agustín lector de los comentarios paulinos de Mario Victorino, in Augustinus 56 (2011), 421-438); N. CIPRIANI, La Expositio epistolae ad Galatas di S. Agostino, in INSTITUTUM PATRISTICUM AUGUSTINIANUM, Agostino Lettore e interprete di Paolo. Lectio Augustini XX. Settimana Agostiniana Pavese (2004), Roma 2005, 41-62; B. DELAROCHE, Saint Augustin Lecteur et Interprète de Saint Paul, Paris 1996; M.G. MARA, L’influsso di Paolo in Agostino, in J. RIES - F. DECRET - W.H.C. FREND - M.G. MARA, Le epistole paoline nei Manichei, i Donatisti e il primo Agostino, Roma 2000, 135-190; E. PLUMER, The Influence of Marius Victorinus on Augustine’s Commentary on Galatians, in Studia Patristica 1997 (33), 221- 228; E. PLUMER, Augustine’s Commentary on Galatians, Oxford 2006.

E. Eguiarte, OAR 

 
Secondo semestre
 
SA680 - Introduzione a S. Agostino (I)

Il corso prenderà in esame i temi principali del pensiero teologico dell’Ipponate: Trinità, Cristo, Chiesa, uomo (natura e grazia), etica, storia, società e politica, con attenzione alle fonti bibliche, patristiche e profane e allo sviluppo in Agostino dal catecumeno al vescovo. Durante le lezioni frontali si leggeranno testi scelti di Agostino per illustrare la dottrina teologica.

Bibliografia

F.G.L. VAN DER MEER, Augustinus, de Zielzorger. Een studie over de praktijk van een Kerkvader, Kampen 2009 (Utrecht-Brussel 1947; 19573) (trad. molt.); P. BROWN, Augustine of Hippo. A Biography. A New Edition with an Epilogue, Berkeley-Los Angeles 2000 (trad. molt.); A. TRAPÈ, S. Agostino. L’uomo, il pastore, il mistico, Fossano 1976. O. PERLER - J. L. MAIER, Les voyages de saint Augustin, Paris 1969; S. LANCEL, Saint Augustin, Paris 1999 (trad. ingl.); G. BONNER, Augustinus (uita), in Augustinus-Lexikon 1, Basel (1986-1994), 519- 550.

Bibliografia particolare

J. RIST, Augustine. Ancient thought baptized, Cambridge 1994; N. CIPRIANI, La teologia di sant’Agostino. Introduzione generale e riflessione trinitaria, Roma 2015; G. CARABETTA, Agostino d’Ippona: La Chiesa mistero e presenza di Cristo totale, Assisi 2015.

R. Dodaro, OSA 



 

 

Sezione VII - CORSI OBBLIGATORI PER I DOTTORANDI
 
 
Primo semestre

PR710A - La Septuaginta e le traduzioni latine della Bibbia

Nel corso saranno trattati i seguenti temi: storia della Septuaginta, suo ambito linguistico e culturale; Esapla di Origene e le revisioni di Aquila, Simmaco, e Teodozione. Il Siracide sarà il punto di partenza del nostro studio. Ci sarà uno studio scientifico degli apparati critici delle edizioni di Rahlfs-Hahnhart e di Göttingen. Le prime traduzioni latine della Bibbia apparvero quando la lingua della Bibbia (il Greco del Nuovo Testamento e la versione greca dell’Antico Testamento, la Septuaginta) divenne sempre meno comprensibile nel II secolo. Queste versioni latine delle Scritture (la Vetus Latina e la Vulgata) diventarono le fonti della teologia occidentale e dell’esegesi patristica. Concentreremo la nostra attenzione per prima cosa sulla Vetus Latina, una collezione di testi biblici latini usata dai cristiani fin dall’inizio del II secolo. Saranno analizzati numerosi testimoni patristici così da offrire allo studente uno sguardo interno dei testi biblici che i Padri ed altri commentatori (storici, teologi ed esegeti) avevano a loro disposizione. La storia della Vulgata è estremamente complicata. Saranno esaminate caratteristiche e particolarità linguistiche ed inoltre le differenze significative fra la lingua della Vetus Latina e della Vulgata. Verranno discusse le più importanti edizioni della Bibbia nell’al- to e basso Medio Evo.

Bibliografia

Septuaginta, Id est Vetus Testamentum graece juxta LXX interpretes, edidit A. Rahlfs; Editio altera quam recognovit et emendavit R. Hanhart (Stuttgart: Deutsche Bibelgesellschaft, 2006); N. FERNÁNDEZ MARCOS, Introducción a las versiones griegas de la Biblia, 2 (Instituto de Filología de CSIC, Madrid 1998) [trad. ital.: La Bibbia dei Settanta, Introduzione alle versioni greche della Bibbia (Brescia: Paideia Editrice, 2000)]; A.J. FORTE, Recensione di: H. AUSLOOS - J. COOK - F. GARCÍA MARTÍNEZ - B. LEMMELIJ - M. VERVENNE (eds.), Translating a Translation. The LXX and its Modern Translations in the Context of Early Judaism, Leuven-Paris-Dudley (MA), 2008 (Bibliotheca ephemeridum theologicarum lovaniensium 213), in Gregorianum 90, 4 (2009), 874-876; A.J. FORTE, Recensione di P. SACCHI, La Bibbia dei Settanta. 1. Pentateuco, a cura di P. LUCCA, Brescia 2012, in Biblica 95.4 (2014), 626-630; M. HARL - G. DORIVAL - O. MUNNICH, La Bible grecque des Septante. Du judaïsme hellénistique à la patristique grecque, Paris 1994; J. ZIEGLER, Iesu Filii Sirach, Septuaginta. Vetus Testamentum Graecum Auctoritate Academiae Scientiarum Gottingensis editum, Göttingen 1964; Biblia Sacra iuxta latinam vulgatam versionem ad codicum fidem, iussu Pii PP. XI, cura et studio monachorum S. Benedicti Commisionis pontificae a Pio PP. X institutae sodalium, Città del Vaticano 1926-1995; Biblia Sacra iuxta vulgatam versionem, adiuvantibus B. Fischer, I. Gribomont, H.F.D. Sparks, W. Theile, recensuit et brevi apparatu critico instruxit R. Weber, editionem quartam emendatam cum sociis B. Fischer, H.I. Frede, H.F.D. Sparks, W. Theile, praeparavit R. Gryson, 2007; P.-M. BOGAERT, The Latin Bible, c. 600 to c. 900, in The New Cambridge History of the Bible, 2012, I, 69-92; J. FONTAINE - Ch. PIETRI, Le monde latin antique et la Bible, Paris 1985; A.J. FORTE, Vetus Latina, Die Reste der Altlateinischen Bibel. 11/2. Sirach (Ecclesiasticus) Pars Altera. Fascicle 1: Sir 25,1-28,24, Freiburg im Br. 2014, 1-80; A.J. FORTE, The Old Latin Version of Sirach: Editio Critica and Textual Problems, in J.-S. REY - J. JOOSTEN (eds.), The Texts and Versions of the Book of Ben Sira: Transmission and Interpretation, Leiden 2011, 199-214, Supplements to the Journal for the Study of Judaism 150; A.J. FORTE, Veteris Latinae Ecclesiastici: Apologia pro interprete latino, in Journal of the Septuagint and Cognate Studies 47 (2014), 70-93; A.J. FORTE, Vetus Latina, Gemeinnützige Stiftung, 57-58. Bericht der Stiftung, 46-47. Forschungsbericht des Instituts, Sirach/Ecclesiasticus, 32-37; 19-20, 2016.

A. Forte, SJ

PR716A - Introduzione alla paleografia latina

Il corso vuole costituire una introduzione allo studio della paleografia latina fornendo un inquadramento generale della disciplina (formazione e sviluppo, scopi, metodi), una storia della scrittura libraria latina dall’antichità all’epoca umanistica, con alcuni approfondimenti sui principali tipi di scrittura, e con nozioni riguardanti la forma e la materia del libro manoscritto nei secoli. Si porrà attenzione sia al rapporto tra storia della scrittura e storia della cultura sia al profilo tecnico della paleografia (con esercitazioni di lettura).

Bibliografia

Un manuale a scelta tra i seguenti: P. CHERUBINI - A. PRATESI, Paleografia latina; l’avventura grafica del mondo occidentale, Città del Vaticano 2010; B. BISCHOFF, Paläographie des römischen Altertums und des abendländischen Mittelalters, Berlin 1986 (II ed); ed. francese: Paléographie de l’antiquité romaine et du moyen âge occidental, Paris 1985; ed. inglese: Latin Palaeography: Antiquity and the Middle Ages, Cambridge-New York 1990; ed. italiana: Paleografia latina. Antichità e medioevo, a cura di G.P. Mantovani e S. 

Zamponi, Padova 1992; A. PETRUCCI, Breve storia della scrittura latina, Roma 1992 (II ed.); G. BATTELLI, Lezioni di paleografia, Città del Vaticano 1999 (IV ed.); G. CENCETTI, Lineamenti di storia della scrittura latina, Bologna 1997. Altre letture e strumenti consigliati: P. CHERUBINI - A. PRATESI, Paleografia latina. Tavole, Città del Vaticano 2004; F. DE LASALA, Esercizi di paleografia latina. Trascrizioni, commenti e tavole, Roma 1999; A. PETRUCCI, Prima lezione di paleografia, Roma-Bari 2002. 

 A. Piazzoni

 

PR773A - Da Sulpicio Severo ad Alcuino: il dossier agiografico di san Martino

La Vita Martini, capolavoro di Sulpicio Severo, è un monumento fondatore della letteratura agiografica latina. Lo studio approfondito del testo, completato da quello delle Epistulae e dei Dialogi, offre una chiave di comprensione per tutta l’agiografia medievale. Testimoni privilegiati del successo dell’opera sono le riscritture versificate che ne fecero Paolino di Périgueux (V sec.) e Venanzio Fortunato (VI sec.). Con Gregorio di Tours (VI sec.), l’accento viene spostato dalla biografia al racconto delle virtutes (miracoli). All’epoca carolingia, Alcuino (IX sec.) abbrevia Sulpicio. Lo studio di quei testi in prosa e in versi di epoche diverse fornisce un’occasione privilegiata di familiarizzarsi con le tecniche e gli strumenti (repertori, database elettronici) del metodo agiografico critico.

Bibliografia

Sulpice Sévère, Vie de saint Martin, ed. J. FONTAINE (= Sources chrétiennes, 133- 135), Paris 1967; Sulpicio Severo, Vita di Martino, ed. F. RUGGIERI (= Biblioteca patristica, 40), Bologna 2003; Sulpice Sévère, Gallus. Dialogues sur les ‘vertus’ de saint Martin, ed. J. FONTAINE (= Sources chrétiennes, 510), Paris 2006; Paulin de Périgueux, Vie de saint Martin, Prologue, Livres I-III, ed. S. LABARRE (= Sources chrétiennes, 581), Paris 2016; Venance Fortunat, Œuvres, tome IV: Vie de saint Martin, ed. S. QUESNEL (= Collection des Universités de France), Paris 1996; C. STANCLIFFE, Saint Martin and his Biographer, Oxford 1983; S. LABARRE, Le manteau partagé, Paris 1998; M. VIELBERG, Der Mönchsbishof von Tours im ‘Martinellus’. Zur Form des hagiographischen Dossiers und seines spätantiken Leitbilds, Berlin-New York 2006; T. D. BARNES, Early Christian hagiography and Roman history, Tübingen 2010.

R. Godding, SJ 

 

Secondo semestre

 

PR723 - Introduzione alla paleografia greca

Il corso intende fornire i dati essenziali per la conoscenza dello sviluppo storico della scrittura libraria greca, al fine di acquisire non solo la capacità di leggere, datare e localizzare i manoscritti esaminati, ma anche la conoscenza delle modalità di confezione del manoscritto. Sulla base della trascrizione di tavole con relativo commento paleografico il corso intende: 1. fornire lo studente di una preparazione all’analisi dei principali tipi di scrittura libraria greca a partire dal IV secolo a.C. fino al Rinascimento, con particolare attenzione ai tipi di grafie attestate nei più antichi e importanti testimoni manoscritti della Sacra Scrittura; 2. esercitare alla lettura e allo studio dei manoscritti greci. Temi che saranno trattati nel corso delle lezioni: 1. i principali tipi di scrittura libraria greca a partire dal IV secolo a.C. fino al Rinascimento; 2. cenni sulla codicologia, ovvero sulla forma e sul materiale scrittorio del libro antico e medievale, sulla datazione, composizione e tipologia dei codici medievali; 3. caratteristiche dei manoscritti biblici greci; 4. trascrizioni di tavole e commento paleografico; analisi e datazione di alcuni manoscritti.

Bibliografia

L. PERRIA, Graphis. Per una storia della scrittura greca libraria (secoli IV a.C. - XVI d.C.), Roma 2011 (Quaderni di , 1).

Lettura obbligatoria
Per le esercitazioni di letture saranno utilizzate le seguenti raccolte, integrate da facsimili che saranno distribuiti durante le lezioni: H. FOLLIERI, Codices graeci Bibliothecae Vaticanae selecti, Città del Vaticano 1969 (Exempla scripturarum, 4); P. CANART - A. JACOB - S. LUCÀ - L. PERRIA, Facsimili di codici greci della Biblioteca Vaticana, I: Tavole, Città del Vaticano 1998 (Exempla scripturarum, 5).

Lettura complementare
M.L. AGATI, Il libro manoscritto. Da Oriente a Occidente. Per una codicologia comparata, Roma 2009; M. MANIACI, Terminologia del libro manoscritto, Roma- Milano 1996 (2a ed.: 1998), le cui definizioni sono disponibili anche in rete all’indirizzo: http://vocabulaire.irht.cnrs.fr/. Altra bibliografia sarà indicata durante le lezioni.

D. Bucca

PR735A - L’edizione critica dei Padri

Il corso propone un’esercitazione pratica dell’edizione testuale. Gli studenti lavoreranno con manoscritti patristici componendo piccole edizioni per le quali si dovranno mettere in gioco le diverse discipline che compongono l’ecdotica: la codicologia, la paleografia, la filologia e le conoscenze filosofiche e teologiche. Si affronteranno i problemi propri della composizione di edizioni critiche tra i quali la scelta e la collazione dei manoscritti, la composizione dello stemma e la punteggiatura. Un’esercitazione di questo genere permetterà d’altronde una dimestichezza con la lettura e l’uso di edizioni di testi delle grandi collezioni a partire della Patrologia del Migne. Il professore consegnerà agli studenti il materiale che si userà nelle lezioni.

J.L. Narvaja, SJ

 

PR797 - Epigrafia e antichità cristiane

Il corso, articolato in 12 lezioni di 2 h. ciascuna, si prefigge di presentare uno sguardo di insieme sui temi e sui problemi connessi alla nascita e allo sviluppo – tra i secoli II e VII – della prassi epigrafica dei cristiani alla luce del complessivo epigraphic habit dell’età romano-imperiale e in riferimento sul piano metodologico al concetto storiografico dell’Auseinandersetzung zwischen Antike und Christentum elaborato alla fine del secolo scorso da Franz Joseph Dölger. Le problematiche emergenti in questo ambito della comunicazione scritta antica saranno osservate e discusse sulla base di un dossier di documenti scelti allo scopo, con un particolare sguardo alla emersione della visibilità epigrafica dei componenti della gerarchia ecclesiastica.

Si prevede lo svolgimento di alcune lezioni con visione diretta dei documenti epigrafici in complessi rilevanti, quali la memoria apostolica sulla via Appia o la catacomba di Domitilla sulla via Ardeatina.

Bibliografia

C. CARLETTI, Epigrafia dei cristiani in Occidente dal II all’VIII secolo. Ideologia e prassi, Bari 20122 (part. la Introduzione, 7-126); A.E. FELLE, Judaism and Christianity in the light of epigraphic evidence (3rd-7th cent. C.E.), in Henoch 29 (2007), 354-377; A.E. FELLE, Biblia epigraphica. La Sacra Scrittura nella documentazione epigrafica dell’Orbis christianus antiquus (III-VIII secolo) [ICI, Subsidia, V], Bari 2006, 9-36 (Introduzione); 381-444 (Sintesi); appunti delle lezioni.

Letture complementari (ai fini della verifica in sede di esame, si approfondisca la lettura in particolare di uno dei testi seguenti, in funzione degli argomenti).

Origini
C. CARLETTI, Preistoria dell’epigrafia dei cristiani. Un mito storiografico ex maiorum auctoritate?, in V. FIOCCHI NICOLAI - J. GUYON (a cura di), Origini delle catacombe romane, Città del Vaticano 2006, 91-119.

Bibbia ed epigrafia
A.E. FELLE, Esporre la Scrittura. L’uso di testi biblici in epigrafi d’ambito pubblico fra Tarda Antichità e prima età bizantina (secoli IV-VIII), in Antiquité Tardive. Revue Internationale d’Histoire et d’Archéologie (IVe - VIIe siècle) 23 (2015), 353- 370. 

oppure:

- A.E. FELLE, Expressions of hope quoted from Biblical texts in Christian funerary inscriptions (III-VII cent. CE), in W. KRAUS - S. KREUZER - M. MEISER - M. SIGISMUND (hrsgg.), Die Septuaginta - Text, Wirkung, Rezeption (4. Internationale Fachtagung veranstaltet von Septuaginta Deutsch (LXX.D), Wuppertal 19.-22. Juli 2012), Tübingen 2014, 775-824.

Epigrafia della devozione
A.E. FELLE, Alle origini del fenomeno devozionale cristiano in Occidente: le inscriptiones parietariae ad memoriam apostolorum, in Martiri, santi, patroni: per una archeologia della devozione. Atti del X Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana (Arcavacata di Rende [Cosenza], 15-18 settembre 2010), Cosenza 2012, 477-502.

Gerarchia ecclesiastica
A.E. FELLE, Il repertorio scritturistico negli epitaffi metrici dei vescovi di Roma: da Damaso ad Adriano I, in Motivi e forme della poesia cristiana antica fra Scrittura e tradizione classica. XXXVI Incontro di Studiosi dell’Antichità cristiana (Istituto Patristico Augustinianum, Roma, 3-5 maggio 2007), Roma 2008, 197- 211; A.E. FELLE, Diaconi e diaconissae tra Oriente e Occidente. L’apporto della documentazione epigrafica, in , diaconiae, diaconato: semantica e storia. XXXVIII Incontro di studiosi dell’antichità cristiana (Roma, Institutum Patristicum Augustinianum, 7-9 maggio 2009), Roma 2010, 489-537.

A. E. Felle 

 

 

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