Corsi

Indice

Sezione I - Patrologia fondamentale
Sezione II - Teologia dei Padri
Sezione III - Lettura dei Padri
Sezione IV - Lingue e metodologia
Sezione V - Contesto socio-culturale
Sezione VI - S.Agostino
Sezione VII - Corsi obbligatori per i dottorandi

Sezione I - PATROLOGIA FONDAMENTALE

 

PF104 Patrologia fondamentale (secoli I-III) *

Scopo del corso è illustrare la nascita e lo sviluppo delle prime comunità cristiane attraverso l’esame della produzione letteraria sorta tra I e III secolo. In particolare si esamineranno i seguenti temi: gli ambiti giudaico-palestinese ed ellenistico, religioso e culturale, in cui sono sorte e si sono sviluppate le comunità dei credenti in Cristo, come pure il contesto politico-sociale del mondo greco-romano; la formazione del canone neotestamentario e la letteratura apocrifa; la letteratura apologetica, eretica e antieretica; tradizione e Scrittura; l’esegesi patristica; la riflessione cristologica e trinitaria, antropologica, soteriologica ed escatologica; il rapporto con il potere imperiale: le persecuzioni e la letteratura martiriale; l’organizzazione e la vita delle comunità: prassi liturgiche e istituzioni ecclesiastiche.

Bibliografia

M. Simonetti - E. Prinzivalli, Storia della letteratura cristiana antica, Bologna 2010; C. Moreschini - E. Norelli, Manuale di letteratura cristiana antica greca e latina, Brescia 2006; E. Prinzivalli - M. Simonetti, La teologia degli antichi cristiani, Brescia 2012; G. Rinaldi, Pagani e cristiani, Roma 2016; F. Ruggiero, La follia dei cristiani, Roma 2002. Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il corso. 

F. Cocchini

PF105 Patrologia fondamentale (secolo IV) **

Il IV secolo dell’era cristiana si inaugura con la conversione di Costantino: se questa è stata e continua a essere oggetto di un vivace dibattito storiografico, è indubbio che il passaggio da una posizione marginale a una del tutto centrale nella compagine dell’Impero fu, per la comunità ecclesiale, foriera di molte e profonde conseguenze, diversamente valutate. Il corso si propone di prendere in esame gli sviluppi dottrinali di questo secolo di trasformazione, soffermandosi specialmente sui processi che porteranno a riconoscere alcuni movimenti (Donatismo, Arianesimo, Apollinarismo, Origenismo, Priscillianismo) come eterodossi e pertanto a combatterli per l’affermazione della retta fede, la cui formulazione richiese spesso uno sforzo non indifferente e sulle prassi attraverso le quali la Chiesa intese, nel mutato contesto, preservare la sua carica di rottura nei riguardi delle strutture sociali (monachesimo, catecumenato). 

Bibliografia

Per la storia della Chiesa nel periodo in esame si rimanda a J. M. Mayeur - CH. E L. Pietri - A. Vauchez - M. Venard (éds.), Storia del Cristianesimo: religione, politica, cultura, vol 2, La nascita di una cristianità, 250-430, Roma 2000 (originale francese: Histoire du Christianisme des Origines à nos jours, vol. 2, Naissance d’une Chrétienté (250-430), Paris 1995). Si tratta di un’opera miscellanea, attenta sia agli avvenimenti storici ma ancor più alle loro ripercussioni nell’ambito ecclesiale. Inoltre vengono affrontati, in questo volume, sia pure cursoriamente, anche i principali problemi teologici che travagliano questo secolo. Altre storie della chiesa nel periodo in oggetto: M. M. Mitchell - F. M. Young (eds.), The Cambridge history of Christianity 1, Origins to Constantine, Cambridge 2006 e la sua continuazione: A. Casiday - F. W. Norris (eds.), The Cambridge history of Christianity 2. Constantione to c. 600, Cambridge 2007. Per un profilo storico rapido, e tuttavia affidabile, dell’antichità cristiana, si veda G. Filoramo - E. Lupieri - S. Pricoco, Storia del cristinesimo. L’antichità, Bari 1997. Inoltre si segnala per l’attenzione agli aspetti tipici del cristianesimo vissuto e percepito dall’uomo comune, secondo l’intento della collana, V. Burrus (ed.), A people’s history of Christianity 2. Late ancient Christianity, Minneapolis 2005. Sulla riflessione teologica nel periodo in questione si veda: B. Studer, La riflessione teologica nella Chiesa imperiale (s. IV-V), Roma 1989 e anche A. Di Berardino - B. Studer (a cura di), Storia della Teologia 1. L’età patristica, Casale Monferrato 1993. Per una serie di riflessioni relative alla cristianizzazione dell’impero verificatasi nel IV secolo si veda: A. Momigliano (ed.), The conflict between Paganism and Christianity in the fourth century, Oxford 1963 (trad. it. Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV, Torino 1968); A. Fraschetti, La conversione. Da Roma pagana a Roma cristiana, Bari 1999; J. Curran, Pagan City and Christian Capital. Rome in the Fourth Century, Oxford 2000. Bibliografia specifica sui singoli argomenti sarà fornita durante le lezioni. 

G. Caruso, OSA

PF106 Patrologia fondamentale (secoli V-VI) *

Il corso prenderà in esame il periodo patristico che si estende dall’inizio del pontificato di Innocenzo I (401) alla fine del VI secolo, vale a dire alle soglie del pontificato di Gregorio Magno (590) che sarà trattato in modo esaustivo nel semestre successivo (corso PF107). 

Il corso PF106 indagherà tre tematiche principali. La prima prenderà in esame il contesto storico: la cultura tardoantica, la legislazione imperiale riguardante i cristiani, le istituzioni e le condizioni sociali ed economiche di questo periodo (matrimonio, schiavitù, ricchezza e povertà etc…), le migrazioni germaniche e sue conseguenze. La seconda parte del corso verterà sulla vita interna delle comunità cristiane: gerarchia ecclesiastica e ruolo del vescovo di Roma, vescovi e concili, clero laicato monachesimo legislazione ecclesiastica e sviluppo della liturgia, pratiche ascetiche, arte e architettura cristiane. La terza, dedicata alla teologia patristica, illustrerà vita opere e dottrina degli scrittori ecclesiastici e, soprattutto, le questioni e i temi di maggior momento in cui essi furono coinvolti: fra le altre, la storia della controversia pelagiana, le controversie cristologiche, l’esegesi biblica, la riflessione filosofica e la storiografia cristiane.

Si ricorda che, per sostenere l’esame, ogni studente dovrà prepararsi con l’ausilio della bibliografia indicata in seguito (vedi infraBibliografia), dei tre testi indicati in Lettura obbligatoria nonché degli appunti delle lezioni la cui frequenza non è opzionale. Si noti bene che l’esistenza di dispense, non ufficiali, del corso potrà essere utile ausilio per gli studenti, ma esse non sono esaustive né sostitutive delle lezioni e della bibliografia indicata e, pertanto, si prega di usarle con discernimento. 

Bibliografia

Patrologia. IV. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Beda: I Padri latini, a cura di A. Di Berardino, Genova 1996; Patrologia. V. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Giovanni Damasceno († 750), a cura di A. Di Berardino, Genova 2000; Histoire du christianisme des origines à nos jours. 3. Les Églises d’Orient et d’Occident (432- 610), a cura di L. Pietri et al., Paris 1998 (tr. ital. a cura di E. Prinzivalli, Roma 2002); Storia della Teologia. 1. Epoca patristica, a cura di A. Di Berardino- B. Studer, Casale Monferrato 1993, 511-622 (III. La teologia patristica posteriore), (trad. ingl. a cura di M.J. O’Connell, Collegeville 1996).

Lettura obbligatoria

B. Luiselli, La formazione della cultura europea occidentale (Biblioteca di cultura Romanobarbarica, 7), Roma 2003, 9-244; M. Simonetti, Studi di Cristologia postnicena (SEA, 98), Roma 2006, parte terza, studi nn. 18-25 e il 17 per una sintesi da Apollinare a Giustiniano; Lettera sulle due nature. Introduzione, testo, traduzione e commento a cura di R. Ronzani (Biblioteca Patristica, 48), Bologna 2011, in particolare l’introduzione pp. 11-103.

Lettura complementare

J. Meyendorff, Imperial Unity and Christian Divisions. The Church 450-680 A.D., Crestwood (NY) 1989 (tr. franc. a cura di F. Lhoest, Paris 1993); R. Markus, The End of Ancient Christianity, Cambridge 1990 (tr. ital. a cura di C. Noce, Roma 1996); M. Fiedrowicz, Theologie der Kirchenväter: Grundlagenfrühcristlicher Glaubensreflexion, Freiburg 2007 = Teologia dei Padri della Chiesa. Fondamenti della riflessione cristiana sulla fede, Brescia 2007; Costellazioni geo-ecclesiali da Costantino a Giustiniano: dalle chiese ‘principali’ alle chiese patriarcali (SEA, 149), Roma 2017; A. Grillmeier, Jesus der Christus im Glauben der Kirche: 2/1:Das Konzil von Chalcedon (451); 2/2:Rezeption und Widerspruch (451-518); 2/3:Die Kirchen von Jerusalem und Antiochien nach 451 bis 600, Freiburg 1979-2002 (trad. in diverse lingue); Il Cristo. Testi teologici e spirituali in lingua greca dal IV al VII secolo, a cura di M. Simonetti, parti sesta-settima, Fagliano (CN) 1986, 20035

R. Ronzani, OSA


PF107 Patrologia fondamentale (secoli VII-IX) **

Il corso si propone di fornire una panoramica dell’ultimo periodo patristico fino all’epoca carolingia e all’espansione dell’islam. Le lezioni saranno organizzate in base a criteri geografici –la Hispania visigotica, l’Italia longobarda e bizantina, il mondo franco, le isole britanniche e l’impero bizantino–, controversie teologiche –monotelismo, monoenergismo, iconoclasmo, la questione del filioque– e autori di rilievo occidentali e orientali.

Bibliografia

La bibliografia è disponibile sul sito: http://pf107.blogspot.it

J. A. Cabrera Montero, OSA
 
 
Sezione II - TEOLOGIA DEI PADRI
 
 

Primo semestre

 

*PT 218 - Antropologia patristica 

Nella storia della teologia cristiana la riflessione su Dio e quella sull’essere umano sono inscindibili, perché il Dio cristiano, a causa dell’eredità giudaica e della peculiare fede in Gesù il Cristo, è un dio che si prende cura dell’uomo per condurlo alla salvezza. Le differenti declinazioni di tali presupposti condurranno a sviluppare diverse visioni antropologiche, alcune minoritarie, altre maggioritarie e perduranti, almeno per qualche risvolto. Il corso renderà ragione di questi percorsi di riflessione fra I e V secolo.

Bibliografia

E. Prinzivalli- M. Simonetti, La teologia degli antichi cristiani (secoli I-V), Brescia 2012.

Nel corso delle lezioni saranno via via indicati altri studi specialistici.

E. Prinzivalli

 

PT206D - L’escatologia della 1 Thess. nell’esegesi patristica

Andare oltre il confine disegnato dalla morte è desiderio dell’uomo di ogni tempo e, allo stesso tempo, una delle paure più grandi qualora si pensi che una vita oltre la morte venga accompagnata dal bilancio delle proprie azioni realizzato mediante un giudizio. Paolo volle rispondere, nella Prima lettera ai Tessalonicesi, agli interrogativi che la sua stessa predicazione aveva fatto sorgere a riguardo nei fedeli da lui evangelizzati. L’Apostolo ha risolto solo in parte la problematica riguardante le realtà ultime, lasciando una serie di questioni aperte. Il corso intende studiare l’elaborazione escatologica dei Padri che sorge precisamente dallo studio e dall’esegesi di questa Epistola di Paolo.

Bibliografia

M. Adinolfi, La prima Lettera ai Tessalonicesi nel mondo greco-romano, Roma 1990; F. Cocchini, L’esegesi paolina di Teodoreto di Cirro, in Atti del II Simposio di Tarso su s. Paolo Apostolo, ed. L. Padovese, Roma 1994 (Turchia: la Chiesa e la sua storia 7), 145-153; Ead., Il Paolo di Origene: contributo alla storia della recezione delle epistole paoline nel III secolo, Roma 1992; R. F. Collins, Studies on the First Letter to the Thessalonians, Leuven 1984 (Bibliotheca ephemeridum theologicarum lovaniensium 66); H. deLubac, Exégèse médiévale: les quatre sens de l’Écriture, 4 voll., Paris 1959-1964; R. Penna, Aspetti originali dell’escatologia paolina, in Annali di Storia dell’Esegesi 16 (1999), 77-103; R. Pesch, La scoperta della più antica lettera di Paolo. Paolo rivisitato: le lettere alla comunità dei Tessalonicesi, Brescia 1987 (edizione italiana a cura di M. Angilletta Panini); A. Pitta, Ermeneutica paolina della Scrittura, in Ricerche Storico Bibliche 19 (2007), 163-190; J. Sánchez Bosch, Scritti paolini (edizione italiana a cura di A. Zani). 

J.A. Gaytán Luna, OSA

 

PT233C - Lo scambio epistolare fra Girolamo e Agostino

Il carteggio intercorso fra Girolamo e Agostino vide la luce a partire da esigenze di approfondimento esegetico e teologico. Dalla lettura e traduzione di ampi brani dell’epistolario si tenterà di far affiorare il contesto storico e letterario in cui si affrontarono due fra i maggiori intellettuali dell'occidente latino nel passaggio tra IV e V secolo. Particolare attenzione verrà riservata all’interpretazione discordante da parte dei due protagonisti di Gal 2, 11-14 e al loro convergere, dopo un lungo silenzio, per affrontare Pelagio e il suo seguito, divenuti questa volta un comune nemico.

Bibliografia 

Fonti:

Augustinus, Hieronymus, Epistulae mutuae - Briefwechsel, ed. A. Fürst, Turnhout 2002; Lettres croisées de Jérôme et Augustin, ed. C. Fry, Paris 2010.

Studi:

E. Bona, Appunti di lettura della «Praefatio in Euangelio» di Gerolamo (con un occhio all’epistolario Gerolamo-Agostino), in «Venuste noster»: scritti offerti a Leopoldo Gamberale, edd. M. Passalacqua- M. De Nonno- A. M. Morelli, Hildesheim-Zürich 2012, 347-369; A. P. Carriker, Augustine’s Frankness in his Dispute with Jerome over the Interpretation of Galatians 2:11-14, in Nova Doctrina Vetusque. Essays on Early Christianity in Honor of Fredric W. Schlatter, edd. D. Kries- C. BrownTkacz, New York 1999, 121-138; J. V. Ebbeler, Mixed messages: the play of epistolary codes in two late antique latin correspondences, in Ancient letters: classical and late antique epistolography, ed. R. Morello, Oxford-New York 2007, 301-323; A. Fraïsse, Comment traduire la Bible? Au sujet d’un échange de lettre [sic] entre Augustin et Jérôme, in «Dieu parle la langue des hommes»: études sur la transmission des textes religieux, edd. B. Bakhouche- Ph. LeMoigne, Lausanne 2007, 73-92; A. Fürst, Veritas latina: Augustins Haltung gegenüber Hieronymus’ Bibelübersetzungen, in Revue d’études augustiniennes et patristiques 40 (1994), 105-126; A. Fürst, Hieronymus und Augustinus, in Von Origenes und Hieronymus zu Augustinus. Studien zur antiken Theologiegeschichte, Berlin-Boston 2011, 337-358; A. Fürst, Hieronymus: Askese und Wissenschaft in der Spätantike, Freiburg 2016; G. Menestrina, «Domino dilectissimo Hieronymo Augustinus»: riflessioni sul carteggio Agostino-Gerolamo, in Bibbia, liturgia e letteratura cristiana antica, ed. G. Menestrina, Brescia 1997, 89-177; C. Moreschini, Pagani e Cristiani nell’Africa del quinto secolo: Agostino e i suoi corrispondenti, in Cristiani, ebrei e pagani: il dibattito sulla Sacra Scrittura tra III e VI secolo - Christians, Jews and Heathens: the Debate on the Holy Scripture between the Third and the Sixth Century, ed. A. Capone, Turnhout 2017; G. Raspanti, San Girolamo e l’interpretazione occidentale di Gal. 2, 11-14, in Revue d’études augustiniennes et patristiques 49 (2003), 297-321; M. Tabet Balady, La hermenéutica bíblica de san Agustín en la carta 82 a san Jerónimo, in Augustinus 33 (1988), 181-193. Ulteriore bibliografia sarà indicata nel corso delle lezioni. 

S. Mantelli

 

PT287B - Forme e testi della letteratura sui martiri dei primi secoli del cristianesimo

Il corso ha lo scopo di introdurre gli studenti allo studio critico della letteratura sui martiri, con particolare attenzione ai cosiddetti ʻatti e passioniʼ dei martiri cristiani. Spesso considerata una Kleinliteratur, la produzione letteraria sui martiri ha avuto una grande diffusione e nell’antichità cristiana fu un genere molto amato con un suo programma liturgico, pedagogico e, talvolta, ideologico. Attraverso la lettura e il commento di testi scelti, si affronteranno i seguenti argomenti: 1. Il martirio: esperienze e teologie cristiane; 2. Il punto di vista pagano; 3. Le origini, i generi e le forme della letteratura sui martiri; 4. I più antichi calendari e martirologi. 5. La lettura degli atti e passioni dei martiri nella Chiesa antica; 6. La trasmissione testuale (libelli sanctorum, libri liturgici, scritture e riscritture); 7. Problemi di autenticità; 8. Alcune recenti linee e strumenti utili per la critica textusdel genere agiografico; 9. Le più importanti raccolte moderne di atti e passioni dei martiri.

Bibliografia

Atti e passioni dei martiri, a cura di A.A.R. Bastiaensen - A. Hilhorst - G.A.A. Kortekaas - A.P. Orbán - M.M. van Assendelft, Milano 20076; H. Musurillo, The Acts of the Christian Martyrs, Oxford 1972; H.R. Seeliger - W. Wischmeyer, (hrsg.), Märtyrer-literatur. Herausgegeben, übersetzt, kommentiert und eingeleitet (TU 172), Berlin-München-Boston 2015.

Letture complementari

R. Aigrain, L’hagiographie. Ses sources, ses méthodes, son histoire, Bruxelles 1953, reprod. et compl. bibl. R. Godding, (Subsidia Hagiographica 80), Bruxelles 2000, 132-155; T.D. Barnes, Early Christian Hagiography and Roman History, Tübingen 2010, 1-198, 285-300, 343-365; T. Baumeister, Martyrium, Hagiographie und Heiligenverehrung im christlichen altertum (Römische Quartalschrift, 61 Supplementband), Rom-Freiburg-Wien 2009; Id. La teologia del martirio nella chiesa antica (Traditio Christiana, 7), versione italiana a cura di G. Barbero, Torino 1995; G.A. Bisbee, Pre-Decian acts of martyrs and commentarii, Philadelphia 1988; G.W. Bowersock, Martyrdom and Rome, Cambridge 1995; P. Brown, The cult of Saints. Its Rise and Function in Latin Christianity, Chicago 1981; H. Delehaye, Les passions des martyrs et les genres littéraires, Bruxelles 1921; G. Lanata, Gli atti dei martiri come documenti processuali, Milano 1973; G. Lazzati,Gli sviluppi della letteratura sui martiri nei primi quattro secoli. Con appendice di testi, Torino 1956; B. DeGaiffier, La lecture des Passions des martyrs à Rome avant le IXesiècle, in AB 87 (1969), 63-78; Id., La lecture des Actes des Martyrs dans la prière liturgique en Occident. Á propos du Passionnaire hispanique, in AB 72 (1954), 134-166; M. Goullet - M. Heinelmann, La réécriture hagiographique dans l’Occident médiéval. Transformations formelles et idéologiques (Beihefte der Francia 58), Thorbecke 2003; A. Monaci Castagno, L’agiografia cristiana antica. Testi, contesti, pubblico (LCA, nuova serie 23), Brescia 2010, 29-91; C.R. Moss, Ancient Christian Martyrdom. Diverse practices, Theologies, and Narrations, London 2012; da un punto di vista metodologico sono importanti i contributi del volume della rivista Sanctorum 1 (2004); G.E.M. De Ste. Croix,Christian Persecution, Martyrdom and Orthodoxy, Oxford 2006; E. Zocca, Martiri e martirio nella chiesa precostantiniana, in Martirio di pace. Memoria e storia del martirio nel XVII centenario di Vitale e Agricola, a cura di G. Malaguti, Bologna 2004, 259-278.

J. Leoni, OFM

 

Secondo semestre

 

*PT267 - Temi di teologia trinitaria e cristologia dal I al IV secolo

Il corso introdurrà lo studente nelle principali controversie teologiche dei primi quattro secoli dell’era cristiana, specialmente per quanto concerne la fede trinitaria e quella cristologica.

Bibliografia

E. Prinzivalli- M. Simonetti, La teologia degli antichi cristiani (secoli I-V), Brescia 2012 (Letteratura cristiana antica N.S. 26).

A. Segneri, CRIC

 

PT224B - Il Cristo di Ambrogio

È un’idea accettata da tutti, e già oggetto di numerosi lavori: Cristo sta nel cuore del pensiero, della pietà, dell’azione di Ambrogio di Milano. Quest’idea, tuttavia, merita che le venga dedicato uno studio complessivo, che costituisca una sintesi sul cristocentrismo ambrosiano – studio simultaneamente teorico (dogmatico) e “pratico” (cioè, ad esempio, etico, spirituale, politico). Al di là del gruppo delle opere stricto sensu trinitarie e cristologiche (principalmente De fide libri V De Incarnationis dominicae sacramento, ma anche De Spiritu sancto libri III) si tratterà di proporre un corso allo stesso tempo più specializzato nello scopo e più ampio nei riferimenti testuali, e che così cerchi di raggiungere il nocciolo della “visione” ambrosiana.

Bibliografia

Una bibliografia dettagliata verrà distribuita nella prima lezione.

Testi

Sancti Ambrosii Episcopi Mediolanensis Opera (SAEMO); Vol. 15, Fid.; vol. 16: Spir.Inc. (testo del CSEL; introd., trad., note et indici da C. Moreschini); Roma-Milano 1979 (19992)-1984.

Letteratura “secondaria”

M. Simonetti, La crisi ariana nel IV secolo, Rome 1975 (Studia Ephemeridis Augustinianum, 11). Su Ambrogio in particolare, 510-511; 524-525; altri riferimenti in Indice dei nomi e di alcune cose notevoli, s.v. Ambrogio di Milano, 583-584); B. Studer, Dieu sauveur. La rédemption dans la foi de l’Église ancienne, Traduit de l’allemand par J. Hoffmann, Paris 1989, spec. 213-215; J. Tixeront, Histoire des dogmes dans l’Antiquité chrétienne, T. 2. De saint Athanase à saint Augustin (318-430), Paris 19216. Si veda Table analytique, 513-514, s.u. Ambroise (Saint), in particolare sulla cristologia e sulla teologia della grazia.

Altri

G. Madec, L’homme intérieur selon saint Ambroise, in Ambroise de Milan. XVICentenaire de son élection épiscopale, Dix études rassemblées par Y.-M. Duval, Paris 1974 (Collection des Études Augustiniennes, Série Antiquité- 65), 283-308; Id., La patrie et la voix. Le Christ dans la vie et la pensée de saint Augustin, Paris 1989(Jésus et Jésus-Christ, 36); Id., La centralité du Christ dans la spiritualité d’Ambroise, in «Nec timeo mori». Atti del Congresso internazionale di studi Ambrosiani nel XVI centenario della morte di sant’Ambrogio (Milano 4-11 aprile 1997), éd. par L.F. Pizzolatoet M. Rizzi, Milan 1998, 207-220 (Studia Patristica Mediolanensia, 21); B. Maes, La loi naturelle selon Ambroise de Milan, Rome 1967 (Analecta Gregoriana, 162); G. Nauroy, L’Écriture dans la pastorale d’Ambroise de Milan, in J. Fontaine - Ch. Pietri,Le monde latin antique et la Bible, Paris 1985 (Bible de tous les temps, 2), 371-408 (repris dans le recueil Ambroise de Milan. Écriture et esthétique d’une écriture pastorale. Quatorze études, Metz-Berne 2003); F. Szabò, Le Christ créateur chez saint Ambroise, Rome 1967 (Studia Ephemeridis Augustinianum, 2).

P. Mattei

 

PT277E - Narsai e la Scuola di Nisibi

Tra le peculiarità della tradizione siro-orientale vi è senza dubbio il fenomeno delle “scuole”, che si sviluppa a partire soprattutto del V secolo, che possono essere considerate come una delle prime esperienze di “università”. Tali scuole formarono le più importanti figure di teologi e vescovi di questa tradizione, e rappresentarono i centri del sapere che fecero da ponte tra la cultura greca e quella araba. La più famosa è certamente quella di Nisibi. Il corso si prefigge di presentare la figura di Narsai, il fondatore della scuola di Nisibi, e di studiare il paradigma educativo della scuola − attraverso i suoi Statuti e la Causa della fondazione delle Scuole−, e le principali vicende teologiche e storiche, dalla sua fondazione alla cosiddetta “crisi di Henana” (fine VI- inizi VII sec.).

Bibliografia

A.H. Becker, Fear of God and the Beginning of Wisdom: The School of Nisibis and the Development of Scholastic Culture in Late Antique Mesopotamia, Philadelphia 2006; A.H. Becker, Sources for the Study of the School of Nisibis, Liverpool 2008; I. Ramelli, Barhadbeshabba di Halwan, “Causa della fondazione delle scuole”: traduzione e note essenziali, in ‘Ilu Revista de Ciencias de Las Religiones 10 (2005) 127-170; P. Bettiolo, Scuole e ambienti intellettuali nelle Chiese di Siria, in C. D’Ancona, Storia della filosofia nell’Islam medievale, vol. I, Torino 2005, 48-100.

M. Pampaloni, SJ

 

PT286B - Pietro negli apocrifi

Il corso si propone di affrontare il tema storico e storiografico generale della letteratura cristiana apocrifa e di approfondire, in particolare, gli apocrifi petrini. Nella prima parte saranno trattati i temi seguenti: formazione del canone neotestamentario; usi del termine “apocrifo” nell’antichità; generi letterari degli apocrifi cristiani; ricezione e fortuna; storiografia: raccolte di età moderna e contemporanea, tentativi di categorizzazione; studio scientifico della letteratura cristiana apocrifa, imprese editoriali. Nella seconda parte saranno approfondite le tradizioni apocrife sull’apostolo Pietro, attraverso le principali opere che lo hanno come protagonista: Atti di VercelliPseudoclementinePseudo-LinoPseudo-Egesippo,Pseudo-MarcelloPseudo-Abdia.

Bibliografia

a) Gli Apocrifi del Nuovo Testamento (a cura di M. Erbetta), I-III, Genova-Casale Monferrato 1966-1981; Gli Apocrifi del Nuovo Testamento (a cura di L. Moraldi), I-II, Torino 1971; A. Di Berardino, Gli apocrifi cristiani e il loro significato, in A. Di Berardino - B. Studer (edd.), Storia della teologia, I (Epoca patristica), Casale Monferrato 1992, 273-303. b) F. Bovon et aliiLes Actes apocryphes des Apôtres, Genève 1981; J.N. Bremmer (ed.), The Apocryphal Acts of Peter, Leuven 1998; E. Norelli, L’episodio del Quo vadis? tra discorso apocrifo e discorso agiografico, in Sanctorum 4 (2007), 15-45. Ulteriore bibliografia sarà segnalata nel corso delle lezioni.

A. D’Anna

 

 
 

Sezione III - LETTURA DEI PADRI

 

Primo semestre

 

LP346 - Le Recognitiones pseudo-Clementine

Le Recognitiones raccontano il viaggio di Clemente di Roma dalla sua città fino ad Antiochia, tramite Cesarea e altri luoghi, dove ha l’opportunità di conoscere l’Apostolo Pietro e di partecipare ai dibattiti con Simone mago, costituendo così una catechesi sistematica. Al viaggio si aggiunge un intrigo che implica la famiglia di Clemente e dà origine al titolo dell’opera. Un romanzo, quindi, di riconoscimenti a finalità catechetica. L’azione si situa idealmente nell’anno 40 d.C. L’opera verrà letta in una prospettiva ormai consolidata nella ricerca patristica: data di composizione, destinatari, risorse retoriche, fonti, testo critico, contenuto, commenti, interpretazioni.

Bibliografia

Edizioni e traduzioni

B. Rehm- G. Strecker (eds.), Rekognitionen in Rufins Übersetzung, en Griechischen christlichen Schriftsteller der ersten Jahrhunderte,vol. 51, Berlin 1994; Ps. Clemente, I ritrovamenti, a cura di S. Cola, Roma 1993; Les Reconnaissances du pseudo Clément. Roman chrétien des premiers siècles, Traduction, introduction et notes par A. Schneider- L. Cirillo, Turnhout 1999; Pseudo-Clemente, Los reconocimientos, preparado por J. Leal, Biblioteca de Patrística, Madrid 2018.

Atti di congressi

F. Amsler et al. (eds), Nouvelles intrigues pseudo-clémentines - Plots in the Pseudo-Clementine Romance, Actes du deuxième colloque international sur la littérature apocryphe chrétienne, Lausanne - Genève, 30 août - 2 sept. 2006, Lausanne 2008; J. N. Bremmer (ed.), The Pseudo-Clementines, in Studies on early Christian apocrypha, Leuven 2010.

Studi

F. Amsler, Les Reconnaissances du Pseudo-Clément comme catéchèse romanesque, in D. Marguerat (ed.), La Bible en récits, Geneva 2003, 442-455; L. Cerfaux, Le vrai prophète des Clémentines, in Rech. Sc. Rel. 18 (1928), 143-163; L. Cirillo, L’antipaolinismonelle Pseudoclementine. Un riesame della questione, in G. Filoramo- C. Gianotto, Verus Israel. Nuove prospettive sul giudeocristianesimo, Brescia 2001, 95-107; L. Cirillo, L’antipaolinismo nelle Pseudoclementine, in Ricerche Storico-Bibliche 1 (1989), 121-137; O. Cullmann, Le problème littéraire et historique du Roman pseudo-clémentin. Étude sur le rapport entre le gnosticisine et le judéo-christianisme (Études d’Histoire et de Philosophie religieuses 23), Paris 1930; A. Ferreiro, Simon Magus in patristic, medieval, and early modern traditions, Leiden-Boston 2005; M. Vielberg, Klemens in den pseudoklementinischen Rekognitionen. Studien zur literarischen Form des spätantiken Romans, Berlin 2000.

J. Leal

 

LP347 - Cirillo di Gerusalemme, Le catechesi mistagogiche

Le catechesi mistagogiche (cat. 19–23) di Cirillo di Gerusalemme sono una testimonianza unica della catechesi del IV secolo relativamente al battesimo, la crismazione e l’eucarestia in area gerosolimitana. Queste catechesi sono anche una testimonianza della liturgia e del catecumenato a Gerusalemme nel IV secolo. Durante il corso si tratterà, oltre che del contenuto dottrinale e liturgico, anche della questione dell’autenticità, dello stile dell’opera e della metodologia catechetica.

Bibliografia

Cyrille de Jèrusalem, Catéchèses mystagogiques (SC 126bis), ed. A. Piédagnel, Paris 1988; Cirillo di Gerusalemme, Le Catechesi, a cura di C. Riggi, Roma 1993; V. Saxer (ed.), Catechesi prebattesimali e mistagogiche, Milano 1994; A.J. Doval, Cyrill of Jerusalem, Mytagogue: tha authorship of the Mystagogic catecheses, Washington D.C. 2001.

C. dell’Osso

 

Secondo semestre

 

LP302D - L’esegesi patristica del salmo 136

Il Salmo 136 Super flumina Babylonis nella tradizione della Chiesa. Il grido dell’Ebreo pio deportato a Babilonia non ha cessato di farsi sentire nella vita della Chiesa. Ricevendo questo testo dall’Antico Testamento, i Padri l’hanno letto alla luce del Nuovo e ne hanno elaborato commenti la cui ricchezza è tuttora profonda, illuminata dalla Santa Scrittura e illuminante la medesima. Dopo uno studio del testo stesso, il corso si propone di esaminare le riflessioni elaborate sia da Greci (Origene, Eusebio di Cesarea) che da Latini (S. Ilario, S. Agostino, Arnobio il Giovane, Cassiodoro). Si sentirà l’attualità e la forza perenne di detti commenti.

Bibliografia

Origene commentatore dei SalmiAdamantius 20, Bologna 2014; A. Ceresa Gastaldo, Contenuto e metodo dell’Expositio Psalmorum di Cassiodoro, in VCh 5 (1968), 61-71; J. M. Courtès, Figures et tropes dans le Psautier de Cassiodore, in Revue des études latines 42 (1964), 361-375; C. Curti, L’esegesi di Eusebio di Cesarea : carattere e sviluppo, in Eusebiana I, Catania 1987, 195-213; N. Gastaldi, Hilario de Poitiers exégeta del Salterio: Un estudio de su exégesis en los Comentarios sobre los Salmos, Paris-Rosario 1969; S. Leanza, L’esegesi di Arnobio il giovane al libro dei Salmi, in VetChr 8 (1971), 223-239; B. de Margerie, Introduction à l’histoire de l’exégèse, t. 3, Paris 1982; G. Ravasi, Il libro dei Salmi, Bologna 1985, vol. 3, 745-770; M.-J. Rondeau, Les Commentaires patristiques du Psautier (IIIe-Ve siècles), Roma 1985; M. Simonetti, Lettera e/o allegoria. Un contributo alla storia dell’esegesi patristica, Roma 1985. Altre indicazioni saranno date durante le lezioni.

P. Descourtieux

 

LP390A - Ippolito, Contro Noeto: il primo trattato di cristologia

Il corso consisterà nella lettura e commento del Contro Noeto di Ippolito, teologo rappresentante della tradizione asiatica che in quest’opera ci ha lasciato, dal punto di vista formale, il primo trattato di cristologia. L’approfondimento dei passi permetterà cogliere le tensioni essitenti tra la soluzione monarchiana di Noeto e la risposta ippolitea. Tuttavia si potranno comprendere anche meglio determinate proposte di Ippolito alla luce della teologia gnostica (specialmente valentiniana) contemporanea. Si potrà vedere infine come la soluzione cristologica non si possa comprendere al margine di questioni di teologia fondamentale, ermeneutica biblica, visione cosmologica, etcetera.

Bibliografia

Ippolito, Contro Noeto, a cura di M. Simonetti, Bologna 2000; A. Zani, La cristologia di Ippolito, Brescia 1984; M. Simonetti, Studia sulla cristologia del II e III secolo, Roma 1993; M. Simonetti, Ortodossia ed eresia nel II secolo, Soveria Mannelli 1994; G. Uríbarri Bilbao, Monarquía y Trinidad, Madrid 1996, A.Orbe, En torno a Noeto, in Estudios sobre la teología cristiana primitiva, Madrid 1994, 71-95. 

P. de Navascués

 

 

Sezione IV - LINGUE E METODOLOGIA

 

*GL401 - Corso di lettura di greco (annuale)

Il I semestre è dedicato al completamento e all’approfondimento dello studio della morfologia e della sintassi dei casi e del verbo della lingua greca, già intrapreso nel corso base, affiancato da un cospicuo esercizio di traduzione di testi classici anche complessi. Nel II semestre viene particolarmente approfondito lo studio della sintassi del periodo affiancato da specifico esercizio applicativo. Viene inoltre letta, tradotta e commentata a livello linguistico, stilistico e retorico una scelta antologica di autori cristiani.

Bibliografia

Grammatica della lingua greca (lo stesso manuale già usato nel corso base di lingua greca). Vocabolario della lingua greca (consigliato: Franco Montanari, ed. Loescher). Materiale in fotocopia. 

A.M. Marafelli

 

*LL404 Corso di lettura di latino (annuale)

Il corso si propone di approfondire la conoscenza delle strutture morfo-sintattiche della lingua latina attraverso l’analisi e la traduzione di brani di autori classici e cristiani. con attenzione anche al livello retorico-stilistico dei testi. Attraverso l’analisi di passi scelti, verrà affrontato lo studio della sintassi del periodo e dei casi, con particolare attenzione al valore dei modi verbali, ai vari tipi di proposizioni subordinate, all’uso delle forme nominali del verbo. Nel II semestre verrà affrontato lo studio di un testo d’autore, vòlto ad integrare e a completare le conoscenze già acquisite nel corso del I semestre. Il testo prescelto verrà tradotto e ne verranno altresì esaminate le strutture sintattiche, nonché le caratteristiche retorico-stilistiche.

Bibliografia

L. Castiglioni - S. Mariotti, Il vocabolario della lingua latina, Loescher, Torino, o altro dizionario latino-italiano e italiano-latino. I testi oggetto di studio verranno forniti in fotocopia nel corso delle lezioni.

R. Baviera 


*PL 406 Metodologia e filologia patristica (primo semestre)

Il corso di metodologia patristica sarà sviluppato in tre moduli. Nel primo, si metteranno in evidenza le strategie da porre in atto per organizzare una ricerca in ambito patristico, soffermandosi soprattutto sulla fase di progettazione della ricerca; il secondo modulo presenterà gli strumenti – antichi e nuovi – che bisogna saper maneggiare per svolgere fruttuosamente una ricerca bibliografica; il terzo modulo, infine, offrirà le competenze che è necessario possedere per mettere a punto un lavoro scritto conforme ai criteri di scientificità. Durante lo svolgimento del corso gli studenti applicheranno, in itinere e con la supervisione dei docenti, le nozioni apprese per produrre, alla fine dello stesso, un elaborato.

G. Caruso, OSA - J. A. Cabrera, OSA - A. Gaytán, OSA

 

*LR406 - La retorica nei Padri (secondo semestre)

Il corso si propone di illustrare le principali teorie della retorica antica in ordine alla inventiodispositioed elocutio, a partire dai testi classici di Cicerone e Quintiliano, mostrandone l’influsso sui Padri della Chiesa. Un’attenzione particolare sarà riservata ad Agostino di Ippona e all’applicazione dei principi della retorica nei suoi scritti.

Bibliografia

N. Cipriani, La retorica negli scrittori cristiani antichi. Inventio dispositio, (Sussidi Patristici 18), Roma 2013.

Letture complementari

H. Lausberg, Elementi di retorica, Bologna 1969 (tit. orig. Elemente der literarischen Rhetorik, München 1949); Id., Handbook of literary rhetoric: a foundation for literary study, Leiden-Boston-Köln 1998; Id., Manual de retórica literaria: fundamentos de una ciencia de la literatura, Madrid 1996; M.P. Ellero, Introduzione alla retorica, Milano 1997; R. Barthes, La retorica antica, Milano 2000; O. Reboul, Introduzione alla retorica (Collana Manuali), Bologna 2002; B. Mortara Garavelli, Manuale di retorica, Milano 2003.

Retorica e S. Agostino

Sant’Agostino, La grammatica; Le regole; La retorica; La dialettica, intr., trad. e note di A. Pieretti, NBA vol. 36, Roma 2005. H.I. Marrou, S. Agostino e la fine della cultura antica, Milano 1987 (tit. orig.: Saint Augustin et la fin de la culture antique, Paris 19584); L.F. Pizzolato, Capitoli di retorica agostiniana (Sussidi Patristici 7), Roma 1994; J. Oroz Reta, La rétorica en los sermones de S. Agustín, Madrid 1963. Ulteriore bibliografia sarà indicata nel corso delle lezioni.

P. Cormio, OSA
 

 

Sezione V - CONTESTO SOCIO-CULTURALE
 

Primo semestre

 

PC512F - Platonismo e cristianesimo tra il IV e il V secolo

Dopo una breve introduzione sul pensiero di Plotino e di Porfirio (III secolo), che sono considerati i fondatori del Neoplatonismo, il corso si propone di sviluppare un confronto tra le principali figure del pensiero neoplatonico e quelle della coeva tradizione cristiana, nel IV e nel V secolo. Particolare attenzione sarà rivolta a Giamblico, a Calcidio e a Proclo (sul versante filosofico), e ai Padri Cappadoci, a Mario Vittorino e ad Agostino (sul versante cristiano). Tale confronto metterà in luce alcune somiglianze e differenze tra le due tradizioni, nonché la ripresa di tematiche filosofiche greche nelle opere dei Padri della Chiesa. Inoltre, la lettura diretta di passi scelti consentirà di approfondire la terminologia filosofica e teologica impiegata nelle fonti, nonché l’esame della traduzione della terminologia greca nella lingua latina (nel caso di Calcidio e di Mario Vittorino, ad esempio).

Bibliografia

Una dispensa di testi fornita dal docente. Un volume da concordare con il docente.

E. Vimercati

 

 PC595 - Fondamenti di archeologia cristiana(4 ECTS)

Durante il corso saranno affrontate le seguenti tematiche principali: nascita della disciplina, storia degli studi, principali fonti dell’archeologia cristiana, conquista cristiana dello spazio urbano, elementi architettonici e sistemi decorativi degli edifici di culto e delle aree funerarie, cimiteri paleocristiani. Attenzione particolare sarà riservata all’età di papa Damaso. Il corso prevede visite a complessi monumentali di Roma.

Bibliografia

V. Fiocchi Nicolai, Strutture funerarie ed edifici di culto paleocristiani di Roma dal IV al VI secolo, Studi e Ricerche pubblicati a cura della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, 3, Città del Vaticano 2001; F. Bisconti - O. Brandt (a cura di), Lezioni di archeologia cristiana, Sussidi allo studio delle antichità cristiane pubblicati a cura del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana XXVII, Città del Vaticano 2014; O. Brandt, La croce e il capitello. Le chiese paleocristiane e la monumentalità, Sussidi allo studio delle antichità cristiane pubblicati a cura del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana XXVIII, Città del Vaticano 2016. Ulteriore bibliografia sarà indicata nel corso delle lezioni.

M. Ghilardi

 

 

Secondo semestre 

 

PC585 - Ebrei e cristiani nel IV sec.

Il corso intende esplorare i rapporti tra giudaismo e cristianesimo nel IV sec., quando l’impero romano compie la scelta decisiva a favore della religione cristiana, con il fine di verificare quanto ciò abbia inciso sulle comunità ebraiche e sui rapporti tra le due tradizioni, con l’attenzione rivolta ai riflessi presenti nella letteratura rabbinica.

Dopo un quadro storico che illustrerà sviluppo e condizioni di ebrei e cristiani nell’impero romano, con un esame della legislazione imperiale al riguardo, si darà ampio spazio alla lettura, in traduzione, di testi tratti dai padri e dalla letteratura rabbinica, incentrati soprattutto sui temi che furono oggetto di disputa tra le due religioni: elezione ed esclusione di Israele; speranza ebraica nel Messia; ritorno alla terra dei padri; validità perenne della Torah (sabato, circoncisione, regole alimentari).

Bibliografia

G. Stemberger, Il giudaismo classico. Cultura e storia del tempo rabbinico (dal 70 al 1040), ed. italiana a cura di D. e L. Cattani, Roma 1991, 28-38 e 245-264; G. Tamani, Il giudaismo nell’età tardo-antica, in G. Filoramo (a cura di), Ebraismo, Roma-Bari 1999, 125-154; S. Pricoco, Dal concilio di Nicea a Gregorio Magno, in G. Filoramo (a cura di), Cristianesimo, Roma-Bari 2011, 55-78; G. Lacerenza, Il mondo ebraico nella tarda antichità, in G. Traina (a cura di), Storia d’Europa e del Mediterraneo, VII. Da Diocleziano a Giustiniano, Roma 2010, 351-385. Il docente fornirà inoltre un’antologia dei testi letti e commentati a lezione, insieme ad ulteriori indicazioni bibliografiche.

In lingua inglese in alternativa al saggio di G. Lacerenza, S.E. Porter - B.W.R. Pearson, Why the Split? Christians and Jews by the Fourth Century, in Journal of Greco-Roman Christianity and Judaism 1 (2000), 82-119. 

M. Gargiulo

 

PC586 - Leggi, società e religioni fra antico e tardoantico

Nel corso si fornirà una illustrazione delle leggi in materia religiosa fra antico e tardoantico. A partire da una riflessione introduttiva sui sistemi legislativi in materia religiosa fra mondo greco e romano, con uno sguardo ai rapporti interculturali sul Mediterraneo antico, il corso si concentrerà sul dinamico rapporto fra religioni e società per come esso è riflesso, normato e documentato nelle leggi codificate in età costantiniana e postcostantiniana. Un tema precipuo sarà quello delle dinamiche di inclusione e esclusione e in generale della tolleranza come prodotto storico con un risvolto concettuale a livello istituzionale e normativo.

Bibliografia

A. Saggioro, La religione e lo stato, Roma 2011; T. Canella, Il peso della tolleranza. Cristianesimo antico e alterità, Brescia 2017.

Fonti

A lezione saranno analizzate le fonti in lingua originale, C. Pharr, The Theodosian Code and Novels and the Sirmondian Constitutions: A Translation with Commentary, Glossary, and Bibliography, Princeton 1952 (= Pharr); E. Magnou-Nortier, Le Code Theodosien, livre 16 et sa reception au Moyen Age: texte latin de l’edition Mommsen et traduction française, Paris 2002 (= Magnou-Nortier); Code Théodosien Livre 16, translated by J. Rougé; introduction and notes by R. Delmaire, Paris 2005; A. Barzanò, Il cristianesimo nelle leggi di Roma imperiale, Milano 1996.

Approfondimenti

Saggi selezionati e indicati a lezione in: Lex et religio, Studia Ephemeridis Augustinianum 135; Diritto romano e identità cristiana (a cura di A. Saggioro).

A. Saggioro

 
 
 
Sezione VI - SANT'AGOSTINO
 
 
Primo semestre
 

SA634 - Agostino e il donatismo

Nel corso verranno presentati i tratti salienti dell’incontro/scontro fra Agostino ed il donatismo. Alcune tematiche affrontate per la prima volta dall’Ipponate in occasione di questa lunga polemica – quali l’ecclesiologia, la relazione superbia/santità, l’uso delle Scrittura, il rapporto con le autorità civili e la coercizione religiosa – diverranno elementi nodali della sua successiva riflessione teologica, ripercorrerle consentirà dunque di cogliere in modo vivido e diretto un tratto non irrilevante del suo itinerario speculativo e spirituale. I vari aspetti verranno considerati curando la contestualizzazione storica ed in rapporto diretto con le fonti, in modo tale che lo studente possa esercitarsi nella lettura critica dei testi.

Bibliografia

Ch. Pietri, L’échec de l’unité “impériale” en Afrique. La résistance donatiste (jusqu’en 361), e Id., Les difficultés du nouveau système en Occident: la querelle donatiste (363-420), in Histoire du Christianisme, v. 2, Paris 1995, rispett. 229-248; 435-451 (tr. it. Roma 2000, v. 2, 222-242; 414-428); S. Lancel- J.S. Alexander, s.v. Donatistae, in C. Mayer (hrsg.), Augustinus Lexicon, 2, Basel 1996, 606-663; R.A. Markus, Introduzione Generale, in Sant’Agostino, Polemica con i Donatisti, NBA 15/1, Roma 1998, VII-XXXVIII; E.Zocca, Dai «santi» al santo: un percorso storico-linguistico intorno all’idea di santità: Africa romana, secc. II-V, Roma 2003, 179- 277; Agostino e il Donatismo. Lectio Augustini XIX - Settimana Agostiniana Pavese, Roma 2007; L. Alici (ed.), I conflitti religiosi nella scena pubblica I. Agostino a confronto con manichei e donatisti, Roma 2015. Ulteriori indicazioni bibliografiche verranno fornite nel corso delle lezioni.

E. Zocca

 
Secondo semestre
 

SA605B - Agostino e l’iniziazione cristiana

Dopo la sua conversione, sant’Agostino ebbe una esperienza dell’iniziazione cristiana a Milano. Dopo alcuni anni, lui come pastore della Chiesa d’Ippona, sarà il mistagogo dei competentes, cioè di quelli che insieme chiedevano e si preparavano per ricevere il battesimo, per mezzo dei digiuni, le penitenze, la preghiera, la liturgia e la catechesi. 

Nel corso, dopo una breve introduzione all’itinerario spirituale e biblico di sant’Agostino, come strada che lo portò a ricevere il battesimo a Milano nel 387, ci soffermeremo a studiare l’esperienza di Agostino come uno dei competentes della Chiesa di Milano, seguendo le orme che si possono trovare negli scritti di sant’Ambrogio e negli scritti dello stesso Agostino, nei quali racconta i propri ricordi. Poi ci soffermeremo sull’itinerario battesimale che si seguiva nella Chiesa d’Ippona, seguendone le tracce che si possono trovare nei testi dello stesso sant’Agostino.

Bibliografia

Agostino, Discorsi, Città Nuova (XXXII,1-2), Roma 1984; La fede e il simbolo, Città Nuova (VI,1), Roma 1995; Catechizzare i semplici, Città Nuova (VII, 2), Roma 2001; Discorso sul Simbolo rivolto ai catechumeni. Ambrogio, Spiegazione del Credo, I sacramenti, I misteri, la penitenza, Roma 1982.

Lettura complementare:

J.P. Burns, Baptism as Dying and Rising with Christ in the Teaching of Augustine, in Journal of Early Christian Studies 20 (2012), 407-438; E. Eguiarte, San Agustín y la iniciación cristiana, in Augustinus 61 (2016), 53-110; E. Ferguson, Baptism in the Early Church: History, Theology, and Liturgy in the First Five Centuries, Grand Rapids 2008; Th. Finn (ed.), Early Christian Baptism and the Catechumenate, Message of the Fathers, vol. 6: Italy, North Africa, Egypt, Collegeville 1992; V. Grossi, La catechesi battesimale agli inizi del V secolo. Le fonti agostiniane, Roma 1993; W. Harmless, ‘... receive today how you are to call upon God’ (s. 58.1): The Lord’s Prayer and Augustine’s Mystagogy, in P. van Geest (ed.), Seeing Through the Eyes of Faith: The Mystagogy of the Church Fathers, Louvain 2014; W. Harmless, Augustine and the Catechumenate, Collegeville 2014; M.E. Johnson, The Rites of Christian Initiation: Their Evolution and Interpretation, Collegeville 1999; C.A. Satterlee, Ambrose of Milan’s Method of Mystagogical Preaching, Collegeville 2002.

E. Eguiarte, OAR



 

 

Sezione VII - CORSI OBBLIGATORI PER I DOTTORANDI
 
 
Primo semestre

PR710A - La Septuagintae le traduzioni latine della Bibbia

Nel corso saranno trattati i seguenti temi: storia della Septuaginta, suo ambito linguistico e culturale; Esapla di Origene e le revisioni di Aquila, Simmaco, e Teodozione. Il Siracide sarà il punto di partenza del nostro studio. Ci sarà uno studio scientifico degli apparati critici delle edizioni di Rahlfs-Hahnhart e di Göttingen. Le prime traduzioni latine della Bibbia apparvero quando la lingua della Bibbia (il Greco del Nuovo Testamento e la versione greca dell’Antico Testamento, la Septuaginta) divenne sempre meno comprensibile nel II secolo. Queste versioni latine delle Scritture (la Vetus Latina e la Vulgata) diventarono le fonti della teologia occidentale e dell’esegesi patristica. Concentreremo la nostra attenzione per prima cosa sulla Vetus Latina, unacollezione di testi biblici latini usata dai cristiani fin dall’inizio del II secolo. Saranno analizzati numerosi testimoni patristici così da offrire allo studente uno sguardo interno dei testi biblici che i Padri ed altri commentatori (storici, teologi ed esegeti) avevano a loro disposizione. La storia della Vulgata è estremamente complicata. Saranno esaminate caratteristiche e particolarità linguistiche ed inoltre le differenze significative fra la lingua della Vetus Latina e della Vulgata. Verranno discusse le più importanti edizioni della Bibbia nell’alto e basso Medio Evo.

Bibliografia

Septuaginta, Id est Vetus Testamentum graece juxta LXX interpretes, edidit A. Rahlfs; Editio altera quam recognovit et emendavit R. Hanhart (Stuttgart: Deutsche Bibelgesellschaft, 2006); N. Fernández Marcos, Introducción a las versiones griegas de la Biblia(Instituto de Filología de CSIC, Madrid 1998) [trad. ital.: La Bibbia dei Settanta, Introduzione alle versioni greche della Bibbia (Brescia: Paideia Editrice, 2000)]; A.J. Forte, Recensione di: H. Ausloos- J. Cook- F. García Martínez- B. Lemmelij- M. Vervenne (eds.), Translating a Translation. The LXX and its Modern Translations in the Context of Early Judaism, Leuven-Paris-Dudley (MA), 2008 (Bibliotheca ephemeridum theologicarum lovaniensium 213), in Gregorianum 90, 4 (2009), 874-876; A.J. Forte, Recensione di P. Sacchi, La Bibbia dei Settanta1. Pentateuco, a cura di P. Lucca, Brescia 2012, in Biblica 95.4 (2014), 626-630; M. Harl- G. Dorival- O. Munnich, La Bible grecque des Septante. Du judaïsme hellénistique à la patristique grecque, Paris 1994; J. Ziegler, Iesu Filii Sirach, Septuaginta. Vetus Testamentum Graecum Auctoritate Academiae Scientiarum Gottingensis editum, Göttingen 1964; Biblia Sacra iuxta latinam vulgatam versionem ad codicum fidem, iussu Pii PP. XI, cura et studio monachorum S. Benedicti Commisionis pontificae a Pio PP. X institutae sodalium, Città del Vaticano 1926-1995; Biblia Sacra iuxta vulgatam versionem, adiuvantibus B. Fischer, I. Gribomont, H.F.D. Sparks, W. Theile, recensuit et brevi apparatu critico instruxit R. Weber, editionem quartam emendatam cum sociis B. Fischer, H.I. Frede, H.F.D. Sparks, W. Theile, praeparavit R. Gryson, 2007; P.-M. Bogaert, The Latin Bible, c. 600 to c. 900, in The New Cambridge History of the Bible, 2012, I, 69-92; J. Fontaine- Ch. Pietri, Le monde latin antique et la Bible, Paris 1985; A.J. Forte, Vetus Latina, Die Reste der Altlateinischen Bibel. 11/2. Sirach (Ecclesiasticus) Pars Altera. Fascicle 1: Sir 25,1-28,24, Freiburg im Br. 2014, 1-80; A.J. Forte, The Old Latin Version of Sirach: Editio Critica and Textual Problems, in J.-S. Rey- J. Joosten (eds.), The Texts and Versions of the Book of Ben Sira: Transmission and Interpretation, Leiden 2011, 199-214, Supplements to the Journal for the Study of Judaism 150; A.J. Forte, Veteris Latinae Ecclesiastici: Apologia pro interprete latino, in Journal of the Septuagint and Cognate Studies 47 (2014), 70-93; A.J. Forte, Vetus Latina, Gemeinnützige Stiftung, 57-58. Bericht der Stiftung, 46-47. Forschungsbericht des Instituts, Sirach/Ecclesiasticus, 32-37; 19-20, 2016.

A. Forte, SJ

 

PR716A - Introduzione alla paleografia latina

Il corso vuole costituire una introduzione allo studio della paleografia latina fornendo un inquadramento generale della disciplina (formazione e sviluppo, scopi, metodi), una storia della scrittura libraria latina dall’antichità all’epoca umanistica, con alcuni approfondimenti sui principali tipi di scrittura, e con nozioni riguardanti la forma e la materia del libro manoscritto nei secoli. Si porrà attenzione sia al rapporto tra storia della scrittura e storia della cultura sia al profilo tecnico della paleografia (con esercitazioni di lettura).

Bibliografia

Un manuale a scelta tra i seguenti: P. Cherubini - A. Pratesi, Paleografia latina; l’avventura grafica del mondo occidentale, Città del Vaticano 2010; B. Bischoff, Paläographie des römischen Altertums und des abendländischen Mittelalters, Berlin 1986 (II ed.); ed. francese: Paléographie de l’antiquité romaine et du moyen âge occidental, Paris 1985; ed. inglese: Latin Palaeography: Antiquity and the Middle Ages, Cambridge-New York 1990; ed. italiana: Paleografia latina. Antichità e medioevo, a cura di G.P. Mantovani e S. Zamponi, Padova 1992; A. Petrucci, Breve storia della scrittura latina, Roma 1992 (II ed.); G. Battelli, Lezioni di paleografia, Città del Vaticano 1999 (IV ed.); G. Cencetti, Lineamenti di storia della scrittura latina, Bologna 1997.

Altre letture e strumenti consigliati: P. Cherubini- A. Pratesi, Paleografia latina. Tavole, Città del Vaticano 2004; F. deLasala, Esercizi di paleografia latina. Trascrizioni, commenti e tavole, Roma 1999; A. Petrucci, Prima lezione di paleografia, Roma-Bari 2002.

A. Piazzoni

 

Secondo semestre

 

PR723 - Introduzione alla paleografia greca

Il corso intende fornire i dati essenziali per la conoscenza dello sviluppo storico della scrittura libraria greca, al fine di acquisire non solo la capacità di leggere, datare e localizzare i manoscritti esaminati, ma anche la conoscenza delle modalità di confezione del manoscritto. Sulla base della trascrizione di tavole con relativo commento paleografico il corso intende: 1. fornire lo studente di una preparazione all’analisi dei principali tipi di scrittura libraria greca a partire dal IV secolo a.C. fino al Rinascimento, con particolare attenzione ai tipi di grafie attestate nei più antichi e importanti testimoni manoscritti della Sacra Scrittura; 2. esercitare alla lettura e allo studio dei manoscritti greci. 

Bibliografia

L. Perria, Graphis. Per una storia della scrittura greca libraria (secoli IV a.C. - XVI d.C.), Roma 2011 (Quaderni di Νέα Ῥώμη, 1).

Lettura obbligatoria

Per le esercitazioni di letture saranno utilizzate le seguenti raccolte: H. Follieri, Codices graeci Bibliothecae Vaticanae selecti, Città del Vaticano 1969 (Exempla scripturarum, 4); P. Canart- A. Jacob- S. Lucà- L. Perria, Facsimili di codici greci della Biblioteca Vaticana, I: Tavole, Città del Vaticano 1998 (Exempla scripturarum, 5).

Lettura complementare

M.L. Agati, Il libro manoscritto. Da Oriente a Occidente. Per una codicologia comparata, Roma 2009; M. Maniaci, Terminologia del libro manoscritto, Roma-Milano 1996 (2a ed.: 1998), le cui definizioni sono disponibili anche in rete all’indirizzo: http://vocabulaire.irht.cnrs.fr/. Altra bibliografia sarà indicata durante le lezioni.

D. Bucca

 

 

PR735A - L’edizione critica dei Padri

Il corso propone un’esercitazione pratica dell’edizione testuale. Gli studenti lavoreranno con manoscritti patristici componendo piccole edizioni per le quali si dovranno mettere in gioco le diverse discipline che compongono l’ecdotica: la codicologia, la paleografia, la filologia e le conoscenze filosofiche e teologiche.

Si affronteranno i problemi propri della composizione di edizioni critiche tra i quali la scelta e la collazione dei manoscritti, la composizione dello stemma e la punteggiatura.

Un’esercitazione di questo genere permetterà d’altronde una dimestichezza con la lettura e l’uso di edizioni di testi delle grandi collezioni a partire della Patrologia del Migne.

Il professore consegnerà agli studenti il materiale che si userà nelle lezioni.

J.L. Narvaja, SJ

 

 

PR797 - Epigrafia e antichità cristiane

Il corso, articolato in 12 lezioni di 2 h. ciascuna, si prefigge di presentare uno sguardo di insieme sui temi e sui problemi connessi alla nascita e allo sviluppo – tra i secoli II e VII – della prassi epigrafica dei cristiani alla luce del complessivo epigraphic habitdell’età romano-imperiale e in riferimento sul piano metodologico al concetto storiografico dell’Auseinandersetzung zwischen Antike und Christentumelaborato alla fine del secolo scorso da Franz Joseph Dölger. Le problematiche emergenti in questo ambito della comunicazione scritta antica saranno osservate e discusse sulla base di un dossier di documenti scelti allo scopo, con un particolare sguardo all’uso della Sacra Scrittura nella documentazione epigrafica.

Si prevede lo svolgimento di alcune lezioni con visione diretta dei documenti epigrafici in complessi rilevanti, quali la memoria apostolicasulla via Appia o la catacomba di Domitilla sulla via Ardeatina.

Bibliografia

C. Carletti, Epigrafia dei cristiani in Occidente dal II all'VIII secolo. Ideologia e prassi, Bari 20122(part. la Introduzione, 7-126); A.E. Felle, Una “lunga svolta costantiniana”: tradizione e mutamenti nella prassi epigrafica dei cristiani di Roma prima e dopo Costantino (260-320),in Costantino e i Costantinidi: l’innovazione costantiniana, le sue radici e i suoi sviluppi. Acta XVI Congressus Internationalis Archeologiae Christianae (Romae, 22-28.9.2013), Città del Vaticano 2016, pars I, 1159-1178; A.E. Felle, Biblia epigraphicaLa Sacra Scrittura nella documentazione epigrafica dell’Orbis christianus antiquus(III-VIII secolo) [ICI, Subsidia, V], Bari 2006, 9-36 (Introduzione); 381-444 (Sintesi); appunti delle lezioni.

Letture complementari (ai fini della verifica in sede di esame, si approfondisca la lettura in particolare dei testi seguenti, scegliendo uno dei temi seguenti)

Origini

C. Carletti, Preistoria dell’epigrafia dei cristiani. Un mito storiografico ex maiorum auctoritate?, in V. Fiocchi Nicolai- J. Guyon(a cura di), Origini delle catacombe romane, Città del Vaticano 2006, 91-119; A.E. Felle,Words and Images in Early Christian Inscriptions (3rd-7th Century), in Byzantine and Post-Byzantine Art: Crossing Borders. Art Readings I.2017, ed. by E. Moutafov- I. Toth, Sofia 2018, 39-69; A.E. Felle,The Use of Greek in the Early Christian inscriptions from Rome and Italy (3rd-4th cent.), in C. Breytenbach- J.M. Ogereau(eds.), Identity and Authority in Emerging Christianities in Asia Minor and Greece, Leiden 2018, 301-323.

Bibbia ed epigrafia

A.E. Felle, Esporre la Scrittura. L’uso di testi biblici in epigrafi d’ambito pubblico fra Tarda Antichità e prima età bizantina (secoli IV-VIII), in Antiquité Tardive. Revue Internationale d’Histoire et d’Archéologie (IVe - VIIe siècle) 23 (2015) 353-370; A.E. Felle, Expressions of hope quoted from Biblical texts in Christian funerary inscriptions (III-VII cent. CE), in W. Kraus- S. Kreuzer- M. Meiser- M. Sigismund (hrsgg.), Die Septuaginta - Text, Wirkung, Rezeption (4. Internationale Fachtagung veranstaltet von Septuaginta Deutsch (LXX.D), Wuppertal 19.-22. Juli 2012),Tübingen 2014, 775-824; A.E. Felle, Il repertorio scritturistico negli epitaffi metrici dei vescovi di Roma: da Damaso ad Adriano I, in Motivi e forme della poesia cristiana antica fra Scrittura e tradizione classica. XXXVI Incontro di Studiosi dell’Antichità cristiana (Istituto Patristico Augustinianum, Roma, 3-5 maggio 2007), Roma 2008, 197-211.

Epigrafia della devozione

A.E. Felle, Alle origini del fenomeno devozionale cristiano in Occidente: le inscriptiones parietariae ad memoriam apostolorum, in Martiri, santi, patroni: per una archeologia della devozione. Atti del X Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana, Arcavacata di Rende (Cosenza), 15-18 settembre 2010, Cosenza 2012, 477-502; A.E. Felle, Casi di epigrafi funerarie ‘non esposte’: alcune considerazioni, in Studi Medievali (ser. III) 58 (2017), 579-606, tavv. I-XIV.

Gerarchia ecclesiastica

A.E. Felle, Diaconi diaconissae tra Oriente e Occidente. L’apporto della documentazione epigrafica,in Διακονιαdiaconiae, diaconato: semantica e storia. XXXVIII Incontro di studiosi dell’antichità cristiana (Roma, Institutum Patristicum Augustinianum, 7-9 maggio 2009), Roma 2010, 489-537. 

A.E. Felle 

 

 

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