Corsi

Indice

Sezione I - Patrologia fondamentale
Sezione II - Teologia dei Padri
Sezione III - Lettura dei Padri
Sezione IV - Lingue e metodologia
Sezione V - Contesto socio-culturale
Sezione VI - S.Agostino
Sezione VII - Strumenti per la ricerca

Sezione I - PATROLOGIA FONDAMENTALE

 

*PF104 - Patrologia fondamentale (secc. I-III). 6 ECTS

Scopo del corso è illustrare la nascita e lo sviluppo delle prime comunità cristiane attraverso l’esame della produzione letteraria sorta tra I e III secolo. In particolare si esamineranno i seguenti temi: gli ambiti giudaico-palestinese ed ellenistico, religioso e culturale, in cui sono sorte e si sono sviluppate le comunità dei credenti in Cristo, come pure il contesto politico-sociale del mondo greco-romano; la formazione del canone neotestamentario e la letteratura apocrifa; la letteratura apologetica, eretica e antieretica; tradizione e Scrittura; l’esegesi patristica; la riflessione cristologica e trinitaria, antropologica, soteriologica ed escatologica; il rapporto con il potere imperiale: le persecuzioni e la letteratura martiriale; l’organizzazione e la vita delle comunità: prassi liturgiche e istituzioni ecclesiastiche.

Bibliografia

Basica per la parte relativa ai secc. I-III: M. Simonetti - E. Prinzivalli, Storia della letteratura cristiana antica, Bologna 2010; C. Moreschini - E. Norelli, Storia della letteratura cristiana antica greca e latina. 1. Da Paolo all’età costantiniana, Brescia 2019; E. Prinzivalli - M. Simonetti, La teologia degli antichi cristiani, Brescia 2012.

Si raccomanda la lettura di M. Simonetti, Ortodossia ed eresia tra I e II secolo, Soveria Mannelli 1994; M. Zambon, “Nessun dio è mai sceso quaggiù”La polemica anticristiana dei filosofi antichi, Roma 2019.

F. Cocchini

 

*PF105 - Patrologia fondamentale (sec. IV). 6 ECTS

Il IV secolo dell’era cristiana si inaugura con la conversione di Costantino: se questa è stata e continua a essere oggetto di un vivace dibattito storiografico, è indubbio che il passaggio da una posizione marginale a una del tutto centrale nella compagine dell’Impero fu, per la comunità ecclesiale, foriera di molte e profonde conseguenze, diversamente valutate. Il corso si propone di prendere in esame gli sviluppi dottrinali di questo secolo di trasformazione, soffermandosi specialmente sui processi che porteranno a riconoscere alcuni movimenti (Donatismo, Arianesimo, Apollinarismo, Origenismo, Priscillianismo) come eterodossi e pertanto a combatterli per l’affermazione della retta fede, la cui formulazione richiese spesso uno sforzo non indifferente e sulle prassi attraverso le quali la Chiesa intese, nel mutato contesto, preservare la sua carica di rottura nei riguardi delle strutture sociali (monachesimo, catecumenato).

Bibliografia

Per la storia della Chiesa nel periodo in esame si rimanda a J. M. Mayeur - Ch. e L. Pietri - A. Vauchez - M. Venard (éds.), Storia del Cristianesimo: religione, politica, cultura, vol. 2, La nascita di una cristianità, 250-430, Roma 2000 (originale francese: Histoire du Christianisme des Origines à nos jours, vol. 2, Naissance d’une Chrétienté [250-430], Paris 1995). Si tratta di un’opera miscellanea, attenta sia agli avvenimenti storici ma ancor più alle loro ripercussioni nell’ambito ecclesiale. Inoltre vengono affrontati, in questo volume, sia pure cursoriamente, anche i principali problemi teologici che travagliano questo secolo. Altre storie della chiesa nel periodo in oggetto: M. M. Mitchell - F. M. Young (eds.), The Cambridge History of Christianity 1, Origins to Constantine, Cambridge 2006 e la sua continuazione: A. Casiday - F. W. Norris (eds.), The Cambridge history of Christianity 2. Constantione to c. 600, Cambridge 2007. Per un profilo storico rapido, e tuttavia affidabile, dell’antichità cristiana, si veda G. Filoramo - E. Lupieri - S. Pricoco, Storia del cristianesimo. L’antichità, Bari 1997. Inoltre si segnala per l’attenzione agli aspetti tipici del cristianesimo vissuto e percepito dall’uomo comune, secondo l’intento della collana, V. Burrus (ed.), A people’s history of Christianity 2. Late ancient Christianity, Minneapolis 2005. Sulla riflessione teologica nel periodo in questione si veda: B. Studer, La riflessione teologica nella Chiesa imperiale (s. IV-V), Roma 1989 e anche A. Di Berardino - B. Studer (a cura di), Storia della Teologia 1. L’età patristica, Casale Monferrato 1993. Per una serie di riflessioni relative alla cristianizzazione dell’impero verificatasi nel IV secolo si veda: A. Momigliano (ed.), The conflict between Paganism and Christianity in the Fourth Century, Oxford 1963 (trad. it. Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV, Torino 1968); A. Fraschetti, La conversione. Da Roma pagana a Roma cristiana, Bari 1999; J. Curran, Pagan City and Christian Capital. Rome in the Fourth Century, Oxford 2000.

Bibliografia specifica sui singoli argomenti sarà fornita durante le lezioni.

G. Caruso, OSA

 

*PF106 - Patrologia fondamentale (secc. V-VI). 6 ECTS 

Il corso intende presentare storia letteratura pensiero cristiani tra il secolo V ineunte e VI exeunte. La materia del corso sarà indagata di volta in volta seguendo un criterio geografico e excursus tematici accompagnati da lettura di alcuni testi. Si ricorda che, per sostenere l’esame, ogni studente dovrà prepararsi con gli strumenti indicati, in modo dettagliato, in Bibliografia nonché attraverso gli appunti delle lezioni la cui frequenza non è opzionale.

Bibliografia

Patrologia. III. Dal Concilio di Nicea (325) al Concilio di Calcedonia (451): I Padri latini, a cura di A. Di Berardino, Genova 1978 [studiare: capp. V, La poesia cristiana; VI, S. Agostino; VII, Amici e avversari di Agostino; VIII, Gli scrittori della Gallia; IX, Scrittori dell’Italia fino a Leone Magno]; Patrologia. IV. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Beda: I Padri latini, a cura di A. Di Berardino, Genova 1996 [studiare: capp. I, Introduzione; II, Letteratura cristiana d’Africa; IV, Scrittori dell’Italia, IV.1, I papi e i loro scritti (pp. 121-151); IV.2, Gli altri scrittori dell’Italia (pp. 190-243); V, Scrittori della Gallia (fino a Venanzio Fortunato inclusive); VI, 2, Irlanda (pp. 430-449); VII, Letteratura gotica; VIII, Letteratura canonistica, penitenziale e liturgica]; Patrologia. V. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Giovanni Damasceno († 750), a cura di A. Di Berardino, Genova 2000 [studiare: capp. I, Introduzione; II, Letteratura di area costantinopolitana e microasiatica (pp. 25-100 e Dionigi l’Areopagita, pp. 135-143); le sezioni introduttive ai capp. III (Letteratura greca della Siria, pp. 175-176), IV (Scrittori della regione palestinese, pp. 253-254); V (Scrittori alessandrini ed egiziani, pp. 343-344); VI (Letteratura siriaca, pp. 415-426; 455-457; 470-471); VII (Testi patristici in lingua copta, pp. 497-499); VIII (Testi patristici in armeno); IX (Catene esegetiche greche, pp. 611-621); X (Letteratura canonica e liturgica)]; B. Luiselli, La formazione della cultura europea occidentale (Biblioteca di cultura Romanobarbarica, 7), Roma 2003, pp. 9-244; M. Simonetti, Romani e Barbari. Le lettere latine alle origini dell’Europa (secoli V-VIII), Carocci, Roma 2006, ultima edizione è del 2018. Per approfondire il contesto storico: Histoire du christianisme des origines à nos jours. 3. Les Églises d’Orient et d’Occident (432-610), a cura di L. Pietri et alii, Paris 1998 (tr. ital. a cura di E. Prinzivalli, Roma 2002).

Altre letture opzionali, per l’approfondimento personale, saranno fornite dal docente. 

R. Ronzani, OSA

 

*PF107 - Patrologia fondamentale (secc. VII-IX). 6 ECTS

Il corso si propone di fornire una panoramica dell’ultimo periodo patristico, da Gregorio Magno fino all’epoca carolingia. Le lezioni saranno organizzate in base a criteri geografici, controversie teologiche e autori di rilievo.

Bibliografia

Il programma e la bibliografia sono disponibili sul sito: pf107.blogspot.com.

J. A. Cabrera Montero, OSA

 

 

 

 
 
Sezione II - TEOLOGIA DEI PADRI
 
 

Primo semestre

 

PT506 - Pensare la Trinità: la riflessione teologica dei Padri Cappadoci. 4 ECTS

La prima parte del corso sarà dedicata a un’ampia panoramica sulle opere e il pensiero dei Padri Cappadoci, sugli strumenti per il loro studio e le ricerche di cui sono oggetto. 

Nella seconda parte verrà approfondita la teologia trinitaria che li caratterizza e che segna in maniera determinante lo sviluppo del pensiero teologico negli ultimi decenni del IV secolo. Particolare attenzione sarà riservata alle cinque Orazioni teologiche (27-31) di Gregorio di Nazianzo, considerate la sintesi più matura e completa di tale processo. Attraverso la lettura e l’analisi di singoli brani, sarà possibile evidenziare i temi di maggior interesse, il metodo esegetico utilizzato, le fonti e le argomentazioni più caratteristiche, le tappe e gli approdi che segnano il pensiero teologico dei grandi Padri Cappadoci.

Bibliografia

M. Simonetti, La crisi ariana nel IV secolo, Roma 1975; C. Moreschini, I Padri Cappadoci. Storia, letteratura, teologia, Roma 2008.

Grégoire de Nazianze. Discours 27-31, introduction, texte critique, traduction et notes par P. Gallay, avec la collaboration de M. Jourjon, Paris 1978 (réimpr. 2006) (SCh 250); Faith gives fullness to reasoning. The five Theological Orations of Gregory Nazianzen, introduction and commentary by F.W. Norris; translation by L. Wickham and F. Williams, Leiden-New York-København-Köln 1991 (Supplements to Vigiliae Christianae 13); Gregorio Nazianzeno. I cinque discorsi teologici, traduzione, introduzione e note a cura di C. Moreschini, Roma 20063 (Testi patristici 58*); C. A. Beeley, Gregory of Nazianzus on the Trinity and the knowledge of God. In your light we shall see light, Oxford-New York 2008 (Oxford Studies in Historical Theology).

Ulteriore bibliografia legata ai principali contributi sul dibattito sarà fornita durante le lezioni, come anche l’indicazione di testi di cui sarà fatta lettura e analisi durante il corso.

C. Curzel, FCJ

 

PT507 - Origene: una vita tra speculazione intellettuale ed esigenze pastorali. 4 ECTS

Il corso costituisce un’introduzione alla figura e all’opera di Origene di Alessandria, che, insieme ad Agostino, è stato il pensatore più influente per la successiva storia del pensiero cristiano. Saranno prese in esame tutte le principali tesi dottrinali di Origene, senza trascurare la proiezione in senso pastorale della seconda parte della sua vita, svoltasi a Cesarea di Palestina. La recente scoperta (e pubblicazione) delle 29 omelie sui Salmi nell’originale greco rende opportuno riflettere anche sulle modalità della sua prassi omiletica.

Bibliografia

A. Monaci Castagno (a cura di), Origene. La cultura, il pensiero, le opere, Roma 2000; M. Simonetti, Origene esegeta e la sua tradizione, Brescia 2004.

Nel corso delle lezioni saranno forniti ulteriori suggerimenti bibliografici e materiali utili.

E. Prinzivalli

 

 

Secondo semestre

 

*PT267A - Temi di teologia trinitaria e cristologia (secc. V-VIII). 4 ECTS

Il corso presenta i principali temi della teologia trinitaria e cristologica dal V all’VIII secolo, a partire dalla crisi nestoriana fino alle questioni relative al monoenergismo e monotelismo. Verranno esposti gli eventi, i personaggi e le discussioni riguardanti i concili di Efeso (431), Calcedonia (451) e Costantinopoli II (553). Si seguirà la riflessione teologica, illustrando gli sviluppi dal calcedonismo al cosiddetto neocalcedonismo fino agli esiti più tardivi del dienergismo-ditelismo e del triteismo. Verranno letti e commentati i testi dei principali autori/teologi dei secoli in esame, a partire da Cirillo di Alessandria, Leonzio di Bisanzio, Leonzio di Gerusalemme fino a Massimo il confessore. Si farà anche cenno alla teologia latina del medesimo periodo, prestando particolare attenzione al Tomus Leonis e al De Trinitate di Agostino.

Bibliografia

A. Grillmeier, Christus im Glauben der Kirche 2/2, Freiburg 2002; M. Simonetti, La crisi ariana del IV secolo, Roma 1975; C. dell’Osso, Cristo e Logos, Roma 20122; C. dell’Osso, Monoenergiti e Monoteliti del VII secolo in oriente, Roma 2017; C. dell’Osso, Il triteismo del VI secolo in Oriente, in Augustinianum 60 (2020), 189-207.

Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il corso.

C. dell’Osso

 

PT508 - Esegesi paolina: tra protologia ed escatologia. 4 ECTS

Il corso prenderà in esame l’esegesi patristica di alcuni passi pregnanti delle lettere paoline riguardanti l’inizio e la fine della cosiddetta «storia della salvezza», così come le tradizioni precristiane relative al composto umano, alla creazione e alla fine del mondo, con il proposito di approfondire i due fattori, esegesi e tradizione, che insieme hanno generato le dottrine sull’aldilà che nei primi secoli del cristianesimo si andavano delineando.

Bibliografia

Fonti e traduzioni: Iohannes Chrysostomus, in Epistulam I ad Corinthios (PG 61, 9-382); Iohannes Chrysostomus, in Epistulam I ad Thessalonicenses; in Epistulam II ad Thessalonicenses (PG 62, 391-500); S. Giovanni Crisostomo, Commento alle lettere di S. Paolo ai Corinti, traduzione di C. Tirone, Siena 1962; Theodoretus episcopus Cyri, Interpretatio in XII epistulas s. Pauli (PG 82, 36-877); Teodoreto di Cirro, Commento alle lettere di Paolo, a cura di P. Perretti, Milano 2017 (Letture cristiane del primo millennio 57).

Studi: M. V. Cerutti, Antropologia e apocalittica, Roma 1990; G. van Kooten, Quaestiones disputatae. How Greek was Paul’s Eschatology?, in New Testament Studies 61 (2015), 239-253; A. Lindemann, Paulus im ältesten Christentum. Das Bild des Apostels und die Rezeption der paulinischen Theologie in der frühchristlischen Literatur bis Marcion, Tübingen 1979; G. Sfameni Gasparro, Enkrateia e antropologia. Le motivazioni protologiche della continenza e della verginità nel cristianesimo dei primi secoli e nello gnosticismo, Roma 1984 (SEA 20); J. D. Worthington, Creation in Paul and Philo, Tübingen 2011.

Risorse elettroniche: https://paulandpatristics.web.ox.ac.uk/https://www.biblindex.org/

J. A. Gaytán Luna, OSA

 

PT509 - Apocrifi cristiani: le tradizioni su Pietro e Paolo a Roma. 4 ECTS

Il corso si propone di affrontare il tema storico e storiografico generale della letteratura cristiana apocrifa e di approfondire, in particolare, alcuni apocrifi cristiani in particolare. 

Nella prima parte (a) saranno trattati i temi seguenti: formazione del canone neotestamentario; usi del termine “apocrifo” nell’antichità; generi letterari degli apocrifi cristiani; ricezione e fortuna; storiografia: raccolte di età moderna e contemporanea, tentativi di categorizzazione; studio scientifico della letteratura cristiana apocrifa, imprese editoriali. 

Nella seconda parte (b) saranno analizzate alcune opere, o parti di esse, riconducibili al genere degli atti apocrifi degli Apostoli, nelle quali sono attestate antiche tradizioni sulla presenza di Pietro e di Paolo a Roma ed è possibile osservare l’evoluzione di tali tradizioni dal II al V secolo: Atti di PietroAtti di PaoloPassioni “dello Pseudo-Lino”, Passione “dello Pseudo-Egesippo”, Passione “dello Pseudo Marcello”.

Bibliografia

a) A. Di Berardino, Gli apocrifi cristiani e il loro significato, in A. Di Berardino - B. Studer (edd.), Storia della teologia, I (Epoca patristica), Casale Monferrato 1992, 273-303;

b) Gli Apocrifi del Nuovo Testamento (a cura di M. Erbetta), II (Atti e leggende), Genova-Casale Monferrato 1966; D. L. Eastman, The Many Deaths of Peter and Paul, Oxford 2019.

Ulteriore bibliografia, comprensiva della riproduzione digitale delle edizioni critiche delle opere trattate (di R. A. Lipsius, L. Vouaux, V. Ussani), sarà fornita dal docente nel corso delle lezioni.

A. D’Anna

 

 

Sezione III - LETTURA DEI PADRI

 

Primo semestre

 

LP505 - “Testimonium animae naturaliter christianae”: lettura del De testimonio animae di Tertulliano in rapporto all’Apologeticum e Ad nationes. 4 ECTS

Il De testimonio animae prende avvio da Apol. XVII, 6: O testimonium animae naturaliter christianae! Secondo G. Lazzati, quest’opera si deve considerare come «l’esegesi fondamentale dell’Apologeticum». Questo è quindi il contesto in cui si deve leggere il nostro scritto, ma riferirsi al Apologeticum necessariamente ci porta a scavare nelle sue origini, vale a dire, nel trattato Ad nationes. Come si desume dalla bibliografia sotto riportata, non di rado si trovano studi in cui si riprendono insieme le due opere, come è il caso di Haidenthaller, Siniscalco o Tibiletti. L’opera verrà letta in una prospettiva ormai consolidata nella ricerca patristica: data di composizione, destinatari, risorse retoriche, fonti, testo critico, contenuto, commenti, interpretazioni.

Bibliografia

Edizioni: G. Quispel, Tertullianus. De testimonio animae, Leiden 1952; A. Reifferscheid - G. Wissowa, CSEL 20 (1890), 134-143; W. A. J. C. Scholte, Q. S. Fl. Tertulliani De Testimonio Animae cum praefatione, translatione, adnotationibus, Amsterdam 1934 (traduzione olandese); C. Tibiletti, Q. S. F. Tertulliani “De testimonio animae”. Introd. testo e commento, Torino 1959; R. Willems, CCL I (1954), 173-183.

Traduzioni: J. Pellicer, Obras de Quinto Septimio Florente Tertuliano, Barcelona 1639, 1-11; Tertullien, Des croyances payennes. Traduction de l'écrit de Tertullien, intitulé: «De testimonio animo liber aduersus gentes», in Annales de philosophie chrétienne 4 (1832), 439-448; M. Haidenthaller, Tertullians zweites Buch ,Ad Nationes’ und ,De Testimonio Animae’, Paderborn 1942; S. Thelwall, The Ante-Nicene Fathers, Michigan 1980, III, 175-179; Tertullian, Über die Seele (De anima), Das Zeugnis der Seele (De testimonio animae), Vom Ursprung der Seele (De censu animae). Eingeleitet, übersetzt und erläutert von J. H. Waszink, Zürich-München 1980; Tertulliano, La testimonianza dell’anima. Introduzione, traduzione e note di P. A. Gramaglia, Roma 1982; Tertulliano, La testimonianza dell’anima, a cura di C. Tibiletti, Firenze 1984; Tertullian, Die Seele ist ein Hauch. Über die Seele. Das Zeugnis der Seele. Vom Ursprung der Seele. Eingeleitet, übersetzt und erläutert von J. H. Waszink, Zürich-München 1986.

Studi: E. Bickel, Fiunt, non nascuntur christiani, in Pisciculi. Studien zur Religion und Kultur des Altertums, Münster 1939, 54-61; N. Brox, Anima naturaliter non christiana, in Zeitschrift für katholische Theologie 91 (1969), 70-75; J. Fontaine, Sur un titre de Satan chez Tertullien: Diabolus interpolator, in Studi A. PincherleStudi e Materiali di Storia delle Religioni 38 (1967) 197-216; A. Labhardt - A. Schneider, “Memoriam facere” (Tert., test. Anim. 4,5), in Aduersus Tempus. Mélanges offers à Willy Rordorf pour son 50anniversaire, Neuchâtel 1983, 185-191; G. Lazzati, Il “De natura deorum” fonte del “De testimonio animae” di Tertulliano?, in Atene e Roma 17 (1939), 153-166; A. Miodonski, “O swiadectwíe duszy” Tertulliana, in Eos 5 (1904), p. 117-121; G. Quispel, Anima naturaliter christiana, in Latomus. Revue d’études latines 10 (1951), 163-169; G. Quispel, Hermes Trismegistus and Tertullian, in Vigiliae Christianae 43 (1989), 188-190. [Test 2,2]; A. Schneider, Note sur la tradition manuscrite de Tert. Test. 4,1, in Autour de Tertullien. Hommage à René Braun, T. II, Nice 1990, 91-95; P. Siniscalco, Anima sine materia stabiliPer la storia dell'interpretazione di alcuni passi di Tertulliano (Apol. 48,4 e Test. 4,1), in Autour de Tertullien. Hommage à René Braun, T. II, Nice 1990, 111-128; P. Siniscalco, Argomentazioni escatologiche e pubblico in alcune opere di Tertulliano, in De Tertullien aux Mozarabes, Mélanges offerts à J. Fontaine, Tome I, Paris 1992, 393-402; C. Tibiletti, Natura e salvezza in Tertulliano, in Augustinianum 23 (1983), 383-397; C. Tibiletti, Nota sul presunto modernismo di Tertulliano (“De testimonio animae”), in Augustinianum 33 (1993), 449-465; C. Tibiletti, Postilla sul tema dell’anima cristiana per natura (Tertulliano, “Apol.” 17,6), in Augustinianum 34 (1994), 447-454; C. Tibiletti, Note critiche al testo di Tertulliano “De testimonio animae”, in Giornale Italiano di Filologia XII, 1959, 258-262; C. Tibiletti, S. Ireneo e l’escatologia nel »De testimonio animae« di Tertulliano, in Atti della Accademia delle Scienze de Torino 94 (1959/60), 290-330; C. Tibiletti, Tertulliano e la dottrina dell’anima “naturaliter cristiana”, in Atti della Accademia delle Scienze di Torino, Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche, 88 (1953/4), 84-117; J. H. Waszink, Osservazioni sul “De testimonio animae” di Tertulliano, in Paradoxos politeia. Studi Patristici in onore di G. Lazzati, Milano 1979, 178-184.

J. Leal

 

LP506 - La creazione del mondo nell’esegesi dei primi versetti di Genesi: Antiocheni e Cappadoci a confronto. 4 ECTS

Mentre gli studi che evidenziano l’opposizione metodologica tra le cosiddette scuole di Alessandria e di Antiochia sono abbondanti, poco si parla del rapporto tra antiocheni e cappadoci. Il corso, a partire dal commento basiliano ai primi versetti della Genesi, si propone di stabilire un confronto tra l’esegesi del grande Cappadoce e i testi corrispondenti della tradizione antiochena, analizzando temi ricorrenti, analogie e differenze di metodo e contenuto.

Bibliografia

Basilio di Cesarea, Sulla Genesi. Omelie sull’Esamerone, a cura di M. Naldini, 1990; S. J. Voicu, Teofilo e gli antiocheni posteriori, in Augustinianum 46 (2006), 375-387; M. Simonetti, Antiochia cristiana (sec. I-III), Roma 2016.

Altra bibliografia e/o materiali didattici saranno forniti durante il corso.

G. Ricciardi

 

Secondo semestre

 

LP504 - Ambrogio, De officiis4 ECTS

È noto che i tre libri di sant’Ambrogio Sui doveri (De officiis) rappresentano la retractatio dei tre libri omonimi di Cicerone. Resta da chiedersi, tuttavia, il senso di tale ripresa: come e secondo quali mezzi il vescovo, il cristiano Ambrogio, desideroso di comporre qualcosa che si potrebbe definire un’opera di etica, ha ritenuto opportuno “copiare” o, se si preferisce, adattare un pagano, un “filosofo”, Cicerone? 

Il problema che Cicerone affronta col proprio De officiis si radica nelle peculiarità della morale stoica. L’ideale del saggio stoico risulta tanto elevato che è lecito dubitare, come già facevano gli adepti del Portico, che tale altissima figura fosse mai esistita, ed anche sia in grado di mai esistere. Ma occorre vivere, e vivere da uir bonus. Pertanto, oltre al concetto di dovere assoluto, sorta di imperativo categorico posto in abstracto, si è sviluppata la nozione del “ciò che si conviene”, o dovere relativo, con la quale gli stoici (almeno quelli della seconda generazione) tentarono di stabilire norme concrete e realizzabili di comportamento virtuoso, in rapporto con i diversi eventi empiricamente incontrati: la definizione del “ciò che si conviene” appare, come si vede, quale un tentativo di determinare in concreto il bello e il brutto morale, una prova di morale pratica o, se si vuole, di casistica. Nel sec. II a.C., il filosofo mediostoico Panezio di Rodi aveva scritto in greco un trattato Su “ciò che si conviene” (Peri kathekontos). È questo trattato, oggi perduto, che Cicerone volse in latino, con un margine di autonomia che, appunto, la perdita del modello greco impedisce di valutare con precisione. Ambrogio, a sua volta, imita Cicerone. I suoi tre libri ricalcano il piano globale dei tre libri di Cicerone. Ma l’imitazione è selettiva. Specialmente, pur riutilizzando concetti o termini di Cicerone, e alcune delle sue categorie, rimpiazza l’etica stoica, umanista ed antropocentrica, che, al di là dello stesso figlio Marco, il dedicatario del trattato, l’Arpinate proponeva ai futuri dirigenti di una Repubblica romana allora ben malata, una morale teocentrica e trascendente, di cui nulla dice, nemmeno la tradizione testuale incerta del titolo (De officiis tout court, o De officiis ministrorum), che si rivolgesse esclusivamente ai chierici. Il Milanese non intende sistematizzare una sintesi tra cristianesimo e filosofia: alle parole e ai concetti che riprende imprime una modifica interna che conferisce loro una nuova portata – operazione tanto più legittima a suo parere che, così facendo, riteneva di soltanto recuperare beni inizialmente cristiani che la filosofia avrebbe usurpato e denaturato; opera un decentramento, in uno scopo escatologico: l’uomo secondo Ambrogio è creato per la vita eterna.

L’esame del De officiis ambrosiano offrirà pertanto l’occasione per una duplice indagine: 1) per cogliere nei suoi processi e le sue finalità come Ambrogio rilavora le opere dei suoi predecessori, filosofi pagani o teologi cristiani per edificare, anche sotto l’apparenza di un plagio servile, un pensiero originale; 2) per capire meglio l’idea che nel XX secolo ha dominato a lungo la ricerca in patrologia, oltre all’unico Ambrogio: quella di “conversione”, da parte dei “Padri”, in teoria e in pratica, della cultura antica al cristianesimo. 

In tal modo, con una serie di lezioni che, dopo aver collocato, per mezzo di un ampio dittico introduttivo, il De officiis ciceroniano e poi il De officiisambrosiano, saranno essenzialmente dedicate al commento ragionato, corsivo o dettagliato a seconda delle necessità, di estratti dell’opera del Milanese, cercheremo da un lato di entrare più avanti nell’universo letterario, dottrinale e spirituale di Ambrogio, così come si costruisce all’incrocio di influssi diversi, e di studiare dall’altro, su un caso tipico, un aspetto fondamentale dell’atteggiamento patristico nei confronti della civiltà ambientale nelle sue più alte manifestazioni.

Bibliografia 

Una bibliografia dettagliata verrà distribuita nella prima lezione. Sono citati qui solo i titoli fondamentali, da leggere preferibilmente prima dell’inizio del corso. 

Edizioni e traduzioni del De officiis di Cicerone. Francese: Cicéron, Les devoirs, Texte établi et traduit par M. Testard, 2 vol., Paris 1965-1970; italiana: Cicerone, I doveri, introduzione e note di E. Narducci, Traduzione di A(nna) Resta Barile, testo latino a fronte, Milano 201914.

Edizioni e traduzioni del De officiis di Ambrogio. Francese: Ambroise, Les devoirs, Texte établi, traduit et annoté par M. Testard, 2 vol., Paris 1984-1992; inglese: Ambrose, De officiis, introd., ed., transl., comm. I. J. Davidson dir., 2 vol. Oxford 2002; italiana: Sancti Ambrosii Episcopi Mediolanensis Opera (SAEMO) 13. Opere morali I – I doveri, (testo di J. G. Krabinger, Tubingae 1857; introd., trad. e note di G. Banterle).

Letteratura «secondaria». Sul De officiis ciceroniano: si vedano le ampie Introduzioni del Testard e del Narducci; P. Grimal, Le De officiis de Cicéron, in Vita Latina 115 (1989), 2-9.

Sul De officiis ambrosiano: si veda l’ampio commento di Davidson; M. L. Colish, The Stoic Tradition from Antiquity to the Early Middle Ages. 2: Stoicism in Christian Latin Thought through the Sixth Century, Leiden 1985, 48-70; G. Madec, Saint Ambroise et la philosophie, Paris 1974; H. Savon, Les intentions de saint Ambroise dans la préface du De officiis, in M. Soetard (cur.), Valeurs dans le stoïcisme. Du Portique à nos jours. Textes rassemblés en hommage à M. Spanneut, Lille 1993, 155-169; M. Testard, Observations sur le thème de la conscientia dans le De officiisministrorum de saint Ambroise, in RÉL 51 (1973), 219-261; M. Testard, Étude sur la composition dans le De officiis ministrorum de saint Ambroise, in Y.-M. Duval (éd.), Ambroise de Milan. Dix Études, Paris 1974, 155-197; M. Testard, Recherches sur quelques méthodes de travail de saint Ambroise dans le De officiis, in Recherches Augustiniennes 24 (1989), 65-122; M. Testard, Le De officiis de saint Ambroise. Observations philologiques et historiques sur le sens et le contexte du traité, in Recherches Augustiniennes 28 (1995), 3-35.

P. Mattei

 

LP507 - La pseudoepigrafia patristica greca nella controversia trinitaria dei primi secoli. 4 ECTS

Dopo alcune lezioni introduttive sul fenomeno della pseudoepigrafia, il corso si concentrerà sull’analisi di importanti opere teologiche dell’epoca patristica diffuse sotto il falso nome di Atanasio, Didimo, Basilio, Anfilochio, Giovanni Crisostomo, Dionigi l’Areopagita, ecc.

Bibliografia

G. Pasquali, Storia della tradizione e critica del testo, Firenze 1934, 19522; G. Bardy, Faux et fraudes littéraires dans l’antiquité chrétienne, in Revue d’Histoire Ecclésiastique 32 (1936), 5-23. 275-302; M. Richard, Les florilèges diphysites du Ve et du VIe siècle, in Das Konzil von Chalkedon. Geschichte und Gegenwart, 1, edd. A. Grillmeier - H. Bacht, Würzburg 1952, 721-748; W. Speyer, Die Literarische Fälschung im heidnischen und christlichen Altertum. Ein Versuch ihrer Deutung, München 1971; A. Hamman, Pseudoepigrafia, in Nuovo Dizionario Patristico e di Antichità Cristiane, 3, ed. A. Di Berardino, Genova-Milano 2008, 4404-4407; M. Simonetti, L’edizione critica di un testo patristico. Caratteri e problemi, in La trasmissione dei testi patristici latini: problemi e prospettive, ed. E. Colombi, Turnhout 2012, 33-49; M. Simonetti, Di antichi falsi letterari in ambito classico giudaico e cristianoLectio brevis tenuta presso l’Accademia dei Lincei, Roma 9/11/2012.

Ulteriori indicazioni bibliografiche relative alle singole opere pseudoepigrafe analizzate saranno fornite durante lo svolgimento del corso.

A. Segneri, CRIC

 

LP508 - Il Salmo 142 (143) nella tradizione della Chiesa. 4 ECTS

Il corso intende illustrare la ricchezza della tradizione esegetica e spirituale della Chiesa nei commenti dei Salmi a partire di esempi tratti dal Salmo142, letto da Origene, Ilario di Poitiers e Girolamo, fino al medioevo testimoniato da san Bruno il Certosino e dal vescovo Bruno di Segni. Strada facendo, si incontreranno le meditazioni di sant’Agostino e Cassiodoro nonché quelle di Giovanni Crisostomo e Teodoreto di Ciro. Si scoprirà un’unità di fondo attraverso la varietà degli approcci

Bibliografia

Hilarius Pictaviensis, Tractatus super Psalmos, Corpus Christianorum Series Latina LXIB, Turnhout 2009, 246-253; Ilario di Poitiers, Commenti ai Salmi, Introduzione, traduzione e note a cura di A. Orazzo, Testi patristici 187, 297-305, Roma 2006; N. J. Gastaldi, Hilario di Poitiers exégeta del Salterio, Paris-Rosario 1969; Origene commentatore dei SalmiAdamantius 20, Bologna 2014; A. Ceresa Gastaldo, Contenuto e metodo dell’Expositio Psalmorum di CassiodoroVetera Christianorum 5 (1968), 61-71; G. Ravasi, Il libro dei Salmi, Bologna 1985, vol. 3, 877-892; M.-J. Rondeau, Les Commentaires patristiques du Psautier (IIIe-Ve siècles), Roma 1985; M. Simonetti, Lettera e/o allegoria. Un contributo alla storia dell’esegesi patristica, Roma 1985.

Altre indicazioni saranno date durante le lezioni.

P. Descourtieux

 

 

 

Sezione IV - LINGUE E METODOLOGIA

 

*GL401 - Corso di lettura di greco (annuale). 8 ECTS 

Il I semestre è dedicato al completamento e all’approfondimento dello studio della morfologia e della sintassi dei casi e del verbo della lingua greca, già intrapreso nel corso base, affiancato da un cospicuo esercizio di traduzione di testi classici anche complessi. Nel II semestre, con un particolare approfondimento della sintassi del periodo, viene letta, tradotta e commentata a livello linguistico, stilistico e retorico un’opera o una scelta antologica di autori cristiani.

Bibliografia

Grammatica della lingua greca (lo stesso manuale già usato nel corso base di lingua greca).

Vocabolario della lingua greca (consigliato: Franco Montanari, ed. Loescher).

Materiale in fotocopia.

A. M. Marafelli

 

*LL404 - Corso di lettura di latino (annuale). 8 ECTS

Il corso si propone di approfondire la conoscenza delle strutture morfo-sintattiche della lingua latina attraverso l’analisi e la traduzione di passi scelti di autori classici con attenzione anche al livello retorico-stilistico dei testi. Attraverso l’analisi dei testi, verrà affrontato lo studio della sintassi del periodo e dei casi, con particolare attenzione al valore dei modi verbali, ai vari tipi di proposizioni subordinate, all’uso delle forme nominali del verbo. Nel II semestre verrà affrontato lo studio di un testo d’autore o di un’antologia di testi, vòlto ad integrare e a completare le conoscenze già acquisite nel corso del I semestre. Il testo prescelto verrà tradotto e ne verranno altresì esaminate le strutture sintattiche, nonché le caratteristiche retorico-stilistiche.

Bibliografia

I testi oggetto di studio verranno forniti in fotocopia o tramite e-mail nel corso delle lezioni.

Si raccomanda l’utilizzo del vocabolario di latino L. Castiglioni - S. Mariotti, IL vocabolario della lingua latina, Loescher, Torino, o altro dizionario latino-italiano e italiano-latino.

R. Baviera

 

*PL406 - Metodologia patristica. 4 ECTS

Il corso di metodologia patristica sarà sviluppato in tre moduli. Nel primo, si metteranno in evidenza le strategie da porre in atto per organizzare una ricerca in ambito patristico, soffermandosi soprattutto sulla fase di progettazione della ricerca; il secondo modulo presenterà gli strumenti – antichi e nuovi – che bisogna saper maneggiare per svolgere fruttuosamente una ricerca bibliografica; il terzo modulo, infine, offrirà le competenze che è necessario possedere per mettere a punto un lavoro scritto conforme ai criteri di scientificità. Durante lo svolgimento del corso gli studenti applicheranno, in itinere e con la supervisione dei docenti, le nozioni apprese per produrre, alla fine dello stesso, un elaborato.

J. A. Cabrera Montero, OSA - G. Caruso, OSA - J. A. Gaytán Luna, OSA

 

*LR406 - La retorica nei Padri (secondo semestre)

Il corso si propone di illustrare le principali teorie della retorica antica in ordine alla inventiodispositio ed elocutio, a partire dai testi classici di Cicerone e Quintiliano, mostrandone l’influsso sui Padri della Chiesa. Un’attenzione particolare sarà riservata ad Agostino di Ippona e all’applicazione dei principi della retorica nei suoi scritti.

Bibliografia

N. Cipriani, La retorica negli scrittori cristiani antichi. Inventio dispositio (Sussidi Patristici 18), Roma 2013.

Letture complementari: H. Lausberg, Elementi di retorica, Bologna 1969 (tit. orig.: Elemente der literarischen Rhetorik, München 1949); Id.,Handbook of literary rhetoric: a foundation for literary study, Leiden-Boston-Köln 1998; Id., Manual de retórica literaria: fundamentos de una ciencia de la literatura, Madrid 1996; M. P. Ellero, Introduzione alla retorica, Milano 1997; R. Barthes, La retorica antica, Milano 2000; O. Reboul, Introduzione alla retorica (Collana Manuali), Bologna 2002; B. Mortara Garavelli, Manuale di retorica, Milano 2003.

Retorica e S. Agostino: Sant’Agostino, La grammatica; Le regole; La retorica; La dialettica, intr., trad. e note di A. Pieretti, NBA vol. 36, Roma 2005; H. I. Marrou, S. Agostino e la fine della cultura antica, Milano 1987 (tit. orig.: Saint Augustin et la fin de la culture antique, Paris 19584); L. F. Pizzolato, Capitoli di retorica agostiniana (Sussidi Patristici 7), Roma 1994; J. Oroz Reta, La retórica en los sermones de S. Agustín, Madrid 1963.

Ulteriore bibliografia sarà indicata nel corso delle lezioni. 

P. Cormio, OSA

 

 

Sezione V - CONTESTO SOCIO-CULTURALE
 

 

Primo semestre

 

PC501C - Il Medioplatonismo e i Padri della Chiesa (II-III secolo). 4 ECTS

Una volta chiarita la categoria storiografica di “Medioplatonismo”, il corso si propone di sviluppare un confronto tra le principali figure del pensiero medioplatonico e quelle della coeva tradizione cristiana. Particolare attenzione sarà rivolta a Filone di Alessandria, Plutarco, Apuleio, Celso e Numenio (sul versante filosofico), e a Giustino, Clemente e Origene (sul versante cristiano). Tale confronto metterà in luce le somiglianze e le differenze tra le due tradizioni, nonché la ripresa di tematiche filosofiche greche nelle opere dei Padri della Chiesa. Inoltre, la lettura diretta di passi scelti consentirà di approfondire la terminologia filosofica e teologica impiegata nelle fonti, nonché l’esame della traduzione della terminologia greca nella lingua latina (nel caso di Apuleio o di Tertulliano, ad esempio).

Bibliografia

a) una dispensa di testi fornita dal docente;

b) un volume da concordare con il docente. Indicazioni saranno fornite a lezione.

E. Vimercati

 

PC543A - Letteratura patristica e iconografia paleocristiana. 4 ECTS

 

Il corso intende condurre, con approccio interdisciplinare, alla comprensione delle origini dell’arte cristiana nel contesto della storia della Chiesa antica e della formazione del suo pensiero: la familiarità con le fonti bibliche e patristiche, nonché l'esame dei primi testi conciliari, sveleranno il nesso unitario fra le arti e la fede viva della comunità cristiana dei primi secoli. Proiezioni di immagini e visite ai principali monumenti figurativi della Roma cristiana antica completano l’offerta didattica del corso.

Programma breve: 1. «Non ti farai immagine alcuna»: il divieto mosaico e i primi Padri della Chiesa; 2. «Pístis parétheke Ichthỳn»: fondamento biblico degli antichi simboli cristiani; 3. I Semina Verbi germogliati: il Pastore e l’Orante; 4. L’unità dei Testamenti nelle prime iconografie bibliche; 5. Le prime scene neotestamentarie: l’iconografia di Cristo; 6. Apocrifi dell’Antico e del Nuovo Testamento nell’arte paleocristiana

 

Bibliografia

 

J. Daniélou, I simboli cristiani primitivi, Roma 1990 (ed. or. francese: Paris 1961; 19962); G.-H. Baudry, Simboli cristiani delle origini. I-VII secolo, Milano 2016 (ed. or. francese: Paris 2009); M. Zibawi, Le prime immagini cristiane, Milano 20182; H. Rahner, I simboli della Chiesa. L’ecclesiologia dei Padri, Cinisello Balsamo 1995 (ed. or. tedesca: Salzburg 1964); H. Rahner, Miti greci nell’interpretazione cristiana, Bologna 1990 (ed. or. tedesca: Zürich 1957); M. Dulaey, I simboli cristiani. Catechesi e Bibbia (I-VI sec.), Cinisello Balsamo 2004 (ed. or. francese: Paris 2001); M. Dulaey, Symboles des Évangiles (Ier-VIe siècles). Le Christ médecin et thaumaturge, Paris 20102; A. Ferrua, La polemica antiariana nei monumenti paleocristiani, Città del Vaticano 1991; J. Dresken Weiland, Immagine e parola. Alle origini dell’iconografia cristiana, Città del Vaticano 2012.

 

U. Utro

 

Secondo semestre 

 

PC541A - Paganesimo e cristianesimo in età patristica: identità, conflitti, coabitazioni. 4 ECTS

Il corso mira a fornire una presentazione del paganesimo in età patristica, a partire da un inquadramento generale delle religioni del Mediterraneo antico e soffermandosi quindi sulle fonti cristiane. Il corso sarà articolato in tre parti: 1) introduzione generale alle religioni del Mediterraneo antico; 2) definizione generale dei rapporti fra cristianesimo e ‘paganesimo’; 3) analisi di temi o casi di studio particolari.

Bibliografia

A. Brelich, Il politeismo, Roma 2007; G. Borgeaud - F. Prescendi, Le religioni antiche, Roma 2016; G. De Sanctis, La religione a Roma, Roma 2012. Letture di approfondimento: G. Rinaldi, Pagani e cristiani. La storia di un conflitto (secoli I-IV); F. Massa, Tra la vigna e la croce. Dioniso nei discorsi letterari e figurativi cristiani (II-IV secolo), Stuttgart 2014.

A. Saggioro

 

PC587 - I vescovi nei primi secoli della Chiesa: coerenza, conflitto e compromesso. 4 ECTS

La Tarda Antichità assistette a una grande trasformazione dell’autorità e del potere dell’episcopato all’interno della Chiesa, con il risultato che i vescovi arrivarono a incarnare l’essenza del Cristianesimo e ad oscurare sempre più i principali laici cristiani. L’ascesa del potere episcopale avvenne in un periodo in cui drastici cambiamenti politici produssero lunghi e significativi conflitti sia all’interno che all’esterno della Chiesa. Questo corso esamina in profondità questi problemi, dall’inizio della Chiesa fino al regno di Gregorio Magno (590-604), esaminando i vari ruoli dei vescovi sia nel causare che nella risoluzione di queste controversie, comprese quelle interne alla chiesa, quelle che sono iniziate all’interno della chiesa ma che hanno avuto effetti importanti sulla società più ampia e quelle di natura secolare.

Bibliografia

A. Di Berardino, Organizzazione geografica delle comunità cristiane al tempo del Concilio di Nicea (325), in Costellazioni ecclesiali da Costantino a Giustiniano: dalle chiese ‘principali’ alle chiese patriarcali. XLIII Incontro di Studiosi dell’Antichità Cristiana (Roma, 7-9 maggio 2015), Rome 2017, 7-38; Ph. Blaudeau, Le siège de Rome et l’Orient (448-536): étude géo-ecclésiologique, Rome 2012; P. Brown, Augustine of Hippo: A Biography, Berkeley 2000; Id., The Rise of Western Christendom: Triumph and Diversity 200-1000, Oxford 2003; H. Drake, Constantine and the Bishops: the Politics of Intolerance, Baltimore 2002; A. Fear - J. Fernández Urbiña - M. Marcos Sanchez (eds.), The Role of the Bishop in Late Antiquity: Conflict and Compromise, London 2013; R. Lizzi Testa, Vescovi e strutture ecclesiastiche nella città tardoantica. L’Italia annonaria nel IV-V secolo d.C., Como 1989; Ead., Senatori, popolo, papi. Il governo di Roma al tempo dei Valentiniani, Bari 2004; R. Markus, Saeculum: History and Society in the Theology of St. Augustine, 2nd ed., Cambridge 1989; Id., Gregory the Great and His World, Cambridge 1997; J. Moorhead, The Popes and the Church of Rome in Late Antiquity, London 2014; P. Norton, Episcopal Elections: Hierarchy and Popular Will in Late Antiquity, Oxford 2007; J. Patout Burns, Cyprian the Bishop, London 2002 

A. Evers

 

 
 
Sezione VI - SANT'AGOSTINO
 
 
Primo semestre
 

*SA600A - Introduzione ad Agostino. 4 ECTS

Il corso si propone di offrire agli studenti un’introduzione generale ai principali temi della riflessione di Agostino. Si metterà in evidenza – anche attraverso la lettura di brani scelti – il contributo agostiniano la dottrina su Trinità, Cristo, chiesa, uomo (creato e redento), etica, storia, società e politica, evidenziando le fonti bibliche, patristiche e filosofiche e allo sviluppo diacronico dell’elaborazione dell’Ipponense. 

Bibliografia

A. Trapé, S. Agostino. L’uomo, il pastore, il mistico, Fossano 1976; Roma 2001; A. Pincherle, Vita di Sant’Agostino, Bari 1980; A. D. Fitzgerald(cur.), Augustine through the Ages: An Encyclopedia, Grand Rapids 1999 (anche in francese, spagnolo e italiano); G. CatapanoAgostino, Roma 2010; N. Cipriani, I Dialogi di Agostino: guida alla lettura (SEA 134), Roma 2013; N. Cipriani, La teologia di Sant’Agostino. Introduzione generale e riflessione trinitaria (SEA 143), Roma 20202.

Ulteriore bibliografia verrà indicata nel corso delle lezioni.

G. Caruso, OSA - K. Chabi, OSA

 

*SA804 - Agostino esegeta di Giovanni. 4 ECTS

Il corso prenderà in esame l’esegesi agostiniana del vangelo di Giovanni, concentrandosi sia sulla trattazione sistematica dell’intero testo proposta da Agostino nei Tractatus in Evangelium Joannis che sull’utilizzo del quarto Vangelo nella formulazione della sua dottrina trinitaria nel De Trinitate. In particolare, il corso esaminerà la reinterpretazione agostiniana dei due grandi temi teologici del quarto vangelo: il rapporto tra Figlio, Padre e lo Spirito e la significatività del dualismo tra il Salvatore e il “mondo”. Attraverso uno studio puntuale delle fonti primarie, il corso fornirà agli studenti gli strumenti fondamentali per una lettura storico-critica dei testi agostiniani, evidenziando la stretta dipendenza della proposta teologica agostiniana da quella giovannea.

Bibliografia

Estratti dai seguenti testi primari e secondari: Augustinus, In Iohannis evangelium tractatus CXXIV (R. Willems ed., In Iohannis evangelium tractatus CXXIV post Maurinos textum edendum, 1954, CCSL 36); Augustinus, De Trinitate (W.-J. Mountain ed., De trinitate libri XV, 1968, CCSL 50, 50A); Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni (G. Reale ed., Milano 2010); Agostino, La trinità (G. Catapano ed., Milano 2012); G. Hermanin deReichenfeld, The Spirit, the World and the Trinity: Origen’s and Augustine’s interpretations of the Gospel of John, Turnhout 2021; G. Lettieri, Origene, Agostino e il mistero di Giuda: due esegesi in conflitto di Ioh XIII, in M. Maritano, Commento a Giovanni. Lettura origeniana, Roma 2006, 83-133; L. Ayres, Augustine and the Trinity, Cambridge 2010.

Ulteriore bibliografia e testi verranno forniti dal docente durante le lezioni. 

G. Hermanin de Reichenfeld

 

Secondo semestre
 

SA803 - Agostino e il catecumenato. 4 ECTS

 

Dopo la conversione, Agostino ebbe una esperienza dell’iniziazione cristiana a Milano. Dopo alcuni anni, come pastore della Chiesa d’Ippona, Agostino sarà il mistagogo dei competentes, cioè di quelli che insieme chiedevano e si preparavano per ricevere il battesimo, per mezzo dei digiuni, le penitenze, la preghiera, la liturgia e la catechesi. Nel corso, dopo una breve introduzione all‘itinerario spirituale e biblico di Agostino, come strada che lo portò a ricevere il battesimo a Milano nel 387, ci soffermeremo a studiare l’esperienza di Agostino come uno dei competentes della Chiesa di Milano, seguendo le orme che si possono trovare negli scritti di Ambrogio e negli scritti dello stesso Agostino, dove ci racconta i propri ricordi. Poi ci soffermeremo sull’itinerario battesimale che si seguiva nella Chiesa d’Ippona, seguendone le tracce che se possono trovare nei testi dello stesso Agostino.

 

Bibliografia

S. Agostino, Discorsi, Città Nuova (XXXII,1-2), Roma 1984; La fede e il simbolo, Città Nuova (VI,1), Roma 1995; Catechizzare i semplici, Città Nuova (VII, 2), Roma 2001; Discorso sul Simbolo rivolto ai catecumeni. S. Ambrogio, Spiegazione del Credo, I sacramenti, I misterii, la penitenza, Roma 1982.

Letture complementari: J. Patout Burns, Baptism as Dying and Rising with Christ in the Teaching of Augustine, in Journal of Early Christian Studies20 (2012), 407-438; E. Eguiarte, San Agustín y la iniciación cristiana, in Augustinus 61 (2016), 53-110; E. Eguiarte - M. Saavedra, El Catecumenado en san Agustín. Hacerse cristiano en Milán e Hipona en los siglos IV y V, Madrid 2020; E. Ferguson, Baptism in the Early Church: History, Theology, and Liturgy in the First Five Centuries, Grand Rapids 2008; Th. Finn (ed.), Early Christian Baptism and the Catechumenate, Message of the Fathers, vol. 6: Italy, North Africa, Egypt, Collegeville 1992; V. Grossi, La catechesi battesimale agli inizi del V secolo. Le fonti agostiniane, (SEA 39), Roma 1993; W. Harmless, ‘... receive today how you are to call upon God’ (s. 58.1): The Lord’s Prayer and Augustine’s Mystagogy, in P. van Geest, (ed.) Seeing Through the Eyes of Faith: The Mystagogy of the Church Fathers, Louvain 2014; W. Harmless, Augustine and the Catechumenate, 20th Anniversary edition, Collegeville 2014; M. E. Johnson, The Rites of Christian Initiation: Their Evolution and Interpretation, Collegeville 1999; C. A. Satterlee, Ambrose of Milan’s Method of Mystagogical Preaching, Collegeville 2002.

 

E. Eguiarte, OAR

 

 

Sezione VII - STRUMENTI PER LA RICERCA
 
 
Primo semestre

†PR716A - Introduzione alla paleografia latina. 4 ECTS

Il corso intende costituire una introduzione allo studio della paleografia latina fornendo un inquadramento generale della disciplina (formazione e sviluppo, scopi, metodi), una storia della scrittura libraria latina dall’antichità all’epoca umanistica, con alcuni approfondimenti sui principali tipi di scrittura, e con nozioni riguardanti la forma e la materia del libro manoscritto nei secoli. Si porrà attenzione sia al rapporto tra storia della scrittura e storia della cultura sia al profilo tecnico della paleografia (con esercitazioni di lettura).

Bibliografia

Un manuale a scelta tra i seguenti: P. Cherubini - A. Pratesi, Paleografia latina; l’avventura grafica del mondo occidentale, Città del Vaticano 2010; B. Bischoff, Paläographie des römischen Altertums und des abendländischen Mittelalters, Berlin 1986 (II ed); ed. francese: Paléographie de l’antiquité romaine et du moyen âge occidental, Paris 1985; ed. inglese: Latin Palaeography: Antiquity and the Middle Ages, Cambridge-New York 1990; ed. italiana: Paleografia latina. Antichità e medioevo, a cura di G. P. Mantovani - S. Zamponi, Padova 1992; A. Petrucci, Breve storia della scrittura latina, Roma 1992 (II ed.); G. Battelli, Lezioni di paleografia, Città del Vaticano 1999 (IV ed.); G. Cencetti, Lineamenti di storia della scrittura latina, Bologna 1997.

Altre letture e strumenti consigliati: P. Cherubini - A. Pratesi, Paleografia latina. Tavole, Città del Vaticano 2004; F. de Lasala, Esercizi di paleografia latina. Trascrizioni, commenti e tavole, Roma 1999; A. Petrucci, Prima lezione di paleografia, Roma-Bari 2002.

Altri sussidi. Si utilizzerà talvolta il sussidio informatico, realizzato dal docente, all’indirizzo: https://spotlight.vatlib.it/latin-paleography. Si consiglia pertanto la disponibilità di un personal computer o analoga tecnologia.

A. Piazzoni

 

†PR735A - L’edizione critica dei Padri. 4 ECTS

Scopo del corso è quello di illustrare almeno per grandi linee gli elementi di base sia della storia della tradizione che della critica del testo: si porranno in luce i più comuni processi di produzione e di diffusione dei testi cristiani dall’età tardoantica fino a quella contemporanea e al tempo stesso si cercherà di familiarizzare gli studenti con i passaggi fondamentali per l’allestimento di un testo critico, come la recensio e l’emendatio. Le lezioni mireranno anche a favorire un approccio consapevole agli strumenti fondamentali della ricerca in ambito patristico, cioè l’edizione critica dei testi di base. 

La parte monografica del corso cercherà di calare i principi teorici nella realtà di una tradizione testuale concreta come quella della Vita Antonii di Atanasio, vero e proprio best-seller della letteratura cristiana antica. Del testo si prenderanno in esame i differenti rami di tradizione nelle lingue antiche occidentali, come la complessa trasmissione del testo greco e quella delle due traduzioni latine, di Evagrio di Antiochia e dell’Anonimo.

Bibliografia

E. Castelli, L’edizione del testo patristico greco e latino. Sguardo alla ricerca del XX secolo, in Vetera Christianorum 48 (2011), 81-98 e ivi ulteriore bibliografia; P. Chiesa - L. Castaldi (edd.), La trasmissione dei testi latini del medioevo - Medieval Latin Texts and their Transmission (Te.Tra.), I-III, Tavarnuzze-Impruneta (Firenze) 2004-2008; P. Chiesa, Elementi di critica testuale, Bologna 2012; E. Colombi (ed.), La trasmissione dei testi patristici latini: problemi e prospettive. Atti del convegno Roma, 26-28 ottobre 2009, «Instrumenta Patristica et Mediaevalia», 60, Turnhout 2012; T. Dorandi, Nell’officina dei classici. Come lavoravano gli autori antichi, Roma 2007; G. Pasquali, Storia della tradizione e critica del testo, Firenze 1988; L. D. Reynolds - N. G. Wilson, Scribes and Scholars, Oxford 1974 (trad. ital., Padova 1987); S. Timpanaro, La genesi del metodo di Lachmann, Torino 2012 o altre edizioni; M. Wallraff, Les éditions des textes patristiques, in B. Pouderon - E. Norelli (ed.), Histoire de la littérature grecque chrétienne, 1. Introduction. «Initiations aux Pères de l’Église», Paris 2008. 

Per un panorama sulla letteratura del periodo: C. Moreschini - E. Norelli, Storia della letteratura cristiana antica greca e latina, I-III, Brescia 1995ss. 

Per il testo della Vita di Antonio di Atanasio, su cui si terranno le lezioni “monografiche” ed alcune esercitazioni, cf. l’edizione di riferimento: G. J. M. Bartelink, Athanase d’Alexandrie, Vie d’Antoine. Introduction, texte critique, traduction, notes et index, SC 400, Paris 1994; 2004; Atanasio d’Alessandria, Vita di Antonio, testo critico e commento a cura di G. J. M. Bartelink, traduzione di P. Citati e S. Lilla, Milano 1990; 2007; Atanasio d’Alessandria, Sant’Antonio Abate, la sua vita. Introduzione, testo critico, note e indici a cura di G. J. M. Bartelink, traduzione italiana, note e aggiornamento di L. Bruzzese, Bologna 2013.

P. Podolak

 

 

Secondo semestre

 

†PR710A - La Septuaginta e le traduzioni latine della Bibbia. 4 ECTS

La Septuaginta e le versioni latine della Bibbia costituiscono la base sulla quale si è formato il pensiero cristiano dell’antichità occidentale. Infatti, esse costituiscono i testi sui quali i Padri della chiesa di lingua greca e latina hanno fondato la loro esegesi biblica e la loro riflessione teologica. La Septuaginta in molti casi è stata l’unica fonte biblica degli autori giudaici di lingua greca di epoca ellenistica, come per esempio Filone e Flavio Giuseppe, così come degli autori del Nuovo Testamento e, in seguito, dei Padri. Numerosi dettagli terminologici e di contenuto di questi scritti, per esempio l’idea di creazione o l’uso degli epiteti divini, sono comprensibili solo quando viene preso in considerazione il loro sfondo biblico greco nel suo complesso. A questo proposito giocano un ruolo importante anche le recensioni della LXX – Aquila, Simmaco e Teodozione – quando si tratta di spiegare particolari aspetti filologici e teologici del testo greco. Verso la fine del IV secolo Girolamo traduce in latino l’Antico Testamento alla luce della sua profonda conoscenza dei testi ebraici, dei testi greci a lui disponibili e con l’ausilio dei testi latini già esistenti. 

Lo scopo del corso è quello di introdurre a queste versioni differenti della Bibbia mettendo in luce aspetti storici, linguistici, ermeneutici e teologici. In particolare, durante il corso verranno presi in esame esempi tratti dal Salterio.

Bibliografia

Biblia Sacra iuxta latinam vulgatam versionem ad codicum fidem, iussu Pii PP. XI, cura et studio monachorum S. Benedicti Commissionis pontificae a Pio PP. X institutae sodalium, Città del Vaticano 1926-1995; Biblia Sacra iuxta vulgatam versionem, adiuvantibus B. Fischer, I. Gribomont, H. F. D. Sparks, W. Thiele recensuit et brevi apparatu critico instruxit R. Weber; Editionem quintam emendatam retractatam praeparavit R. Gryson, Stuttgart 2007; Septuaginta, Id est Vetus Testamentum graece iuxta LXX interpretes, edidit A. Rahlfs; Editio altera quam recognovit et emendavit R. Hanhart, Stuttgart 2006; Septuaginta. Vetus Testamentum Graecum auctoritate Academiae Scientiarum Gottingensis editum, Göttingen 1931 segg.; P.-M. Bogaert, The Latin Bible, c. 600 to c. 900, in The New Cambridge History of the Bible, Cambridge 2012, I, 69-92; E. Bons - J. Joosten (eds.), Die Sprache der Septuaginta. The Language of the Septuagint, Gütersloh 2016, Handbuch zur Septuaginta, vol. 3; N. Fernández Marcos, Introducción a las versiones griegas de la Biblia, 2, Madrid 1998 (trad. ital.: La Bibbia dei Settanta. Introduzione alle versioni greche della Bibbia, Brescia 2000); J. Fontaine - Ch. Pietri, Le monde latin antique et la Bible, Paris 1985; M. Harl - G. Dorival - O. Munnich, La Bible grecque des Septante. Du judaïsme hellénistique à la patristique grecque, Paris 1994; E. Bons - D. Candido - D. Scialabba (eds.), La Settanta. Perché è attuale la Bibbia greca?, Siracusa 2016 = La Septuaginta. ¿Por qué resulta actual la Biblia griega?, Estella 2018; J. M. Dines, The Septuagint, London 2004; M. Karrer - W. Kraus - S. Kreuzer (eds.), Handbuch zur Septuaginta = Handbook of the Septuagint (LXX.H), Gütersloh 2016 ss.; E. Bons, (ed.), Historical and Theological Lexicon of the Septuagint, vol. I, Tübingen 2020; A Salvesen - T. M. Law (eds.), The Oxford Handbook of the Septuagint, New York-Oxford 2021; J. Smith, Septuagint, in A. Lange - E. Tov (eds.), Textual History of the Bible, vol. 1C, Leiden 2017, 82-88; J. Rogers, Vulgate, in ibidem, 104-110; J. M. Cañas Reíllo, Vetus Latina, in ibidem, 115-119.

D. Scialabba

 

†PR723A - Introduzione alla paleografia greca. 4 ECTS

Il corso intende fornire i dati essenziali per la conoscenza dello sviluppo storico della scrittura libraria greca, al fine di acquisire non solo la capacità di leggere, datare e localizzare i manoscritti esaminati, ma anche la conoscenza delle modalità di confezione del manoscritto. Sulla base della trascrizione di tavole con relativo commento paleografico il corso intende: 1. fornire lo studente di una preparazione all’analisi dei principali tipi di scrittura libraria greca a partire dal IV secolo a.C. fino al Rinascimento, con particolare attenzione ai tipi di grafie attestate nei più antichi e importanti testimoni manoscritti della Sacra Scrittura; 2. esercitare alla lettura e allo studio dei manoscritti greci.

Bibliografia 

L. Perria, Graphis. Per una storia della scrittura greca libraria (secoli IV a.C. - XVI d.C.), Roma 2011 (Quaderni di Νέα Ῥώμη, 1).

Lettura obbligatoria. Per le esercitazioni di letture saranno utilizzate le seguenti raccolte: H. Follieri, Codices graeci Bibliothecae Vaticanae selecti, Città del Vaticano 1969 (Exempla scripturarum, 4); P. Canart - A. Jacob - S. Lucà - L. Perria, Facsimili di codici greci della Biblioteca Vaticana, I: Tavole, Città del Vaticano 1998 (Exempla scripturarum, 5).

Altra bibliografia sarà indicata durante le lezioni.

D. Bucca

 

 

 

 

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