Corsi

Indice

Sezione I - Patrologia fondamentale
Sezione II - Teologia dei Padri
Sezione III - Lettura dei Padri
Sezione IV - Lingue e metodologia
Sezione V - Contesto socio-culturale
Sezione VI - S.Agostino
Sezione VII - Strumenti per la ricerca

Sezione I - PATROLOGIA FONDAMENTALE

 

*PF104 - Patrologia fondamentale (secc. I-III)

Scopo del corso è illustrare la nascita e lo sviluppo delle prime comunità cristiane attraverso l’esame della produzione letteraria sorta tra I e III secolo. In particolare si esamineranno i seguenti temi: gli ambiti giudaico-palestinese ed ellenistico, religioso e culturale, in cui sono sorte e si sono sviluppate le comunità dei credenti in Cristo, come pure il contesto politico-sociale del mondo greco-romano; la formazione del canone neotestamentario e la letteratura apocrifa; la letteratura apologetica, eretica e antieretica; tradizione e Scrittura; l’esegesi patristica; la riflessione cristologica e trinitaria, antropologica, soteriologica ed escatologica; il rapporto con il potere imperiale: le persecuzioni e la letteratura martiriale; l’organizzazione e la vita delle comunità: prassi liturgiche e istituzioni ecclesiastiche.

Bibliografia

Basica per la parte relativa ai secc. I-III: M. Simonetti- E. Prinzivalli, Storia della letteratura cristiana antica, Bologna 2010; C. Moreschini- E. Norelli, Manuale di letteratura Cristiana antica greca e latina, Brescia 2006; E. Prinzivalli- M. Simonetti, La teologia degli antichi cristiani, Brescia 2012.

Si raccomanda la lettura di M. Simonetti, Ortodossia ed eresia tra I e II secolo, Soveria Mannelli 1994; G. Rinaldi, Pagani e cristiani, Roma 2016; F. Ruggiero,La follia dei cristiani, Roma 2002. Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il corso.

 

F. Cocchini

*PF105 - Patrologia fondamentale (sec. IV)

Il IV secolo dell’era cristiana si inaugura con la conversione di Costantino: se questa è stata e continua a essere oggetto di un vivace dibattito storiografico, è indubbio che il passaggio da una posizione marginale a una del tutto centrale nella compagine dell’Impero fu, per la comunità ecclesiale, foriera di molte e profonde conseguenze, diversamente valutate. Il corso si propone di prendere in esame gli sviluppi dottrinali di questo secolo di trasformazione, soffermandosi specialmente sui processi che porteranno a riconoscere alcuni movimenti (Donatismo, Arianesimo, Apollinarismo, Origenismo, Priscillianismo) come eterodossi e pertanto a combatterli per l’affermazione della retta fede, la cui formulazione richiese spesso uno sforzo non indifferente e sulle prassi attraverso le quali la Chiesa intese, nel mutato contesto, preservare la sua carica di rottura nei riguardi delle strutture sociali (monachesimo, catecumenato).

Bibliografia

Per la storia della Chiesa nel periodo in esame si rimanda a J. M. Mayeur- Ch. E L. Pietri- A. Vauchez- M. Venard(éds.), Storia del Cristianesimo: religione, politica, cultura, vol 2, La nascita di una cristianità, 250-430, Roma 2000 (originale francese: Histoire du Christianisme des Origines à nos jours, vol. 2, Naissance d’une Chrétienté (250-430), Paris 1995). Si tratta di un’opera miscellanea, attenta sia agli avvenimenti storici ma ancor più alle loro ripercussioni nell’ambito ecclesiale. Inoltre vengono affrontati, in questo volume, sia pure cursoriamente, anche i principali problemi teologici che travagliano questo secolo. Altre storie della chiesa nel periodo in oggetto: M. M. Mitchell- F. M. Young(eds.), The Cambridge History of Christianity 1,Origins to Constantine, Cambridge 2006 e la sua continuazione: A. Casiday- F. W. Norris(eds.), The Cambridge history of Christianity 2. Constantione to c. 600, Cambridge 2007. Per un profilo storico rapido, e tuttavia affidabile, dell’antichità cristiana, si veda G. Filoramo- E. Lupieri- S. Pricoco,Storia del cristianesimo. L’antichità, Bari 1997. Inoltre si segnala per l’attenzione agli aspetti tipici del cristianesimo vissuto e percepito dall’uomo comune, secondo l’intento della collana, V. Burrus(ed.), A people’s history of Christianity 2. Late ancient Christianity, Minneapolis 2005. Sulla riflessione teologica nel periodo in questione si veda: B. Studer,La riflessione teologica nella Chiesa imperiale (s. IV-V), Roma 1989 e anche A. DiBerardino- B. Studer(a cura di), Storia della Teologia 1. L’età patristica, Casale Monferrato 1993. Per una serie di riflessioni relative alla cristianizzazione dell’impero verificatasi nel IV secolo si veda: A. Momigliano(ed.), The conflict between Paganism and Christianity in the fourth century, Oxford 1963 (trad. it. Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV, Torino 1968); A. Fraschetti, La conversione. Da Roma pagana a Roma cristiana, Bari 1999; J. Curran, Pagan City and Christian Capital. Rome in the Fourth Century, Oxford 2000. Bibliografia specifica sui singoli argomenti sarà fornita durante le lezioni.

 

G. Caruso, OSA

*PF106 -Patrologia fondamentale (secc. V-VI)

Il corso intende presentare storia letteratura pensiero cristiani tra il secolo V ineuntee VI exeunte. La materia del corso sarà indagata di volta in volta seguendo un criterio geografico e excursustematici accompagnati da lettura di alcuni testi. Si ricorda che, per sostenere l’esame, ogni studente dovrà prepararsi con gli strumenti indicati, in modo dettagliato, in Bibliografianonché attraverso gli appunti delle lezioni la cui frequenza non è opzionale.

Bibliografia

Patrologia. III. Dal Concilio di Nicea (325) al Concilio di Calcedonia (451): I Padri latini, a cura di A. Di Berardino, Genova 1978 [studiare: capp. V, La poesia cristiana; VI, S. Agostino; VII, Amici e avversari di Agostino; VIII, Gli scrittori della Gallia; IX, Scrittori dell’Italia fino a Leone Magno];Patrologia. IV. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Beda: I Padri latini, a cura di A. Di Berardino, Genova 1996 [studiare: capp. I, Introduzione; II, Letteratura cristiana d’Africa; IV, Scrittori dell’Italia, IV.1, I papi e i loro scritti (pp. 121-151); IV.2, Gli altri scrittori dell’Italia(pp. 190-243); V, Scrittori della Gallia(fino a Venanzio Fortunato inclusive); VI, 2, Irlanda(pp. 430-449); VII, Letteratura gotica; VIII, Letteratura canonistica, penitenziale e liturgica]; Patrologia. V. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Giovanni Damasceno († 750), a cura di A. Di Berardino, Genova 2000 [studiare: capp. I, Introduzione; II, Letteratura di area costantinopolitana e microasiatica(pp. 25-100 e Dionigi l’Areopagita, pp. 135-143); le sezioni introduttive ai capp. III (Letteratura greca della Siria, pp. 175-176), IV (Scrittori della regione palestinese, pp. 253-254); V (Scrittori alessandrini ed egiziani, pp. 343-344); VI (Letteratura siriaca, pp. 415-426; 455-457; 470-471); VII (Testi patristici in lingua copta, pp. 497-499); VIII (Testi patristici in armeno); IX (Catene esegetiche greche, pp. 611-621); X (Letteratura canonica e liturgica)]; B. Luiselli, La formazione della cultura europea occidentale(Biblioteca di cultura Romanobarbarica, 7), Roma 2003, pp. 9-244; M. Simonetti, Romani e Barbari. Le lettere latine alle origini dell’Europa (secoli V-VIII), Carocci, Roma 2006, ultima edizione è del 2018. Per approfondire il contesto storico:Histoire du christianisme des origines à nos jours. 3. Les Églises d’Orient et d’Occident (432-610), a cura di L. Pietri et alii, Paris 1998 (tr. ital. a cura di E. Prinzivalli, Roma 2002). Altre letture opzionali, per l’approfondimento personale, saranno fornite all’occorrenza dal docente.

 

R. Ronzani, OSA

*PF107 - Patrologia fondamentale (secc. VII-IX)

 

Il corso si propone di fornire una panoramica dell’ultimo periodo patristico, da Gregorio Magno fino all’epoca carolingia e all’espansione dell’islam. Le lezioni saranno organizzate in base a criteri geografici – la Hispania visigotica, l’Italia longobarda e bizantina, il mondo franco, le isole britanniche e l’Impero bizantino –, controversie teologiche –monotelismo, monoenergismo, iconoclasmo, la questione del filioque – e autori di rilievo sia occidentali che orientali.

Bibliografia

La bibliografia è disponibile sul sito: http://pf107.blogspot.it

J. A. Cabrera Montero, OSA
 
 
Sezione II - TEOLOGIA DEI PADRI
 
 

Primo semestre

 

PT249C - I Padri Cappadoci e lo sviluppo della dottrina sullo Spirito Santo

La prima parte del corso sarà dedicata a un’ampia panoramica sulle opere e il pensiero dei Padri Cappadoci, oltre che sugli strumenti per il loro studio e le ricerche di cui sono oggetto. Nella seconda parte verrà analizzata la loro produzione nell’ambito della controversia legata alla natura e all’origine dello Spirito Santo, che a partire dal 360 assume un’importanza sempre maggiore. Attraverso lo studio dei testi, in particolare del Trattato Sullo Spirito Santo di Basilio di Cesarea, dell’Orazione 31 di Gregorio di Nazianzo e dell’Adversus Macedonianos di Gregorio di Nissa, sarà possibile approfondire il metodo, le fonti e le argomentazioni che caratterizzano la produzione cappadoce.

Bibliografia

Per i testi che verranno presi in esame: cf. Basile de Césarée. Sur le Saint-Esprit, introduction, texte, traduction et notes par B. Pruche, Paris 19682(réimpr. 2002) (SCh 17bis);Basilio di Cesarea. Lo Spirito Santo, a cura di G. Azzali Bernardelli, Roma 19982(testi patristici 106); Grégoire de Nazianze. Discours 27-31, introduction, texte critique, traduction et notes par P. Gallay, avec la collaboration de M. Jourjon, Paris 1978 (réimpr.2006) (SCh 250); Gregorio di Nissa. Opere dogmatiche, a cura di C. Moreschini, Milano 2014.

Per un’ambientazione generale: cf. M. Simonetti, La crisi ariana nel IV secolo, Roma 1975; C. Moreschini,I Padri Cappadoci. Storia, letteratura, teologia, Roma 2008.

C.Moreschini, Osservazioni sulla pneumatologia dei Cappadoci: preannunci del Filioque?,in Il Filioque. A mille anni dal suo inserimento nel Credo a Roma (1014-2014). Atti del Convegno di Studi Ateneo Pontificio «Regina Apostolorum», Roma (27-28 novembre 2014), ed. M. Gagliardi, Città del Vaticano 2015, 117-146; J.-R. Pouchet, Le Traité de saint Basile sur le Saint-Esprit. I : Son milieu originel. II : Sa structure et sa portée, in Id., Vivre la communion dans l’Esprit Saint et dans l’Église. Études sur Basile de Césarée, Bégrolles-en-Mauges 2014, 241-309; A. Meredith,The Pneumatology of the Cappadocian Fathers and the Creed of Constantinople, in Irish Theological Quarterly48 (1981), 196-211; G. Maspero,The Fire, the Kingdom and the Glory: The Creator Spirit and the Intra-Trinitarian Processions in the Adversus Macedonianos of Gregory of Nyssa, in Gregory of Nyssa: The Minor Treatises on Trinitarian Theology and Apollinarism: Proceedings of the 11th International Colloquium on Gregory of Nyssa (Tübingen, 17-20 September 2008), edd. V. HenningDrecoll- M. Berghaus, Leiden-Boston 2011, 229-276.

Ulteriore bibliografia legata ai principali contributi sul dibattito sarà fornita durante le lezioni, come anche l’indicazione di testi, in traduzione italiana, di cui sarà fatta lettura e analisi durante il corso.

 

C. Curzel, FCJ

 

PT281B - Introduzione a Origene

Origene di Alessandria, insieme con Agostino, è l’autore cristiano antico più rappresentativo e cruciale ai fini dei successivi sviluppi della dottrina cristiana. Il corso si propone di presentare tutti gli aspetti più significativi del suo pensiero e della sua produzione letteraria, anche grazie a un costante rapporto diretto con i testi.

Bibliografia

A. MonaciCastagno(a cura di), Origene. Dizionario. La cultura, il pensiero, le opere, Roma 2000; M. Simonetti,Origene esegeta e la sua tradizione, Brescia 2004; E. Prinzivalli- M. Simonetti,La teologia degli antichi cristiani(sec. I-V),Brescia 2012 (n.b. nel corso delle lezioni sarà segnalato e a volte distribuito ulteriore materiale bibliografico).

 

E. Prinzivalli

 

PT287C - Damaso e Ambrogio: la celebrazione dei martiri a Roma e a Milano

Pressoché contemporanei, Damaso (366-384) a Roma e Ambrogio (374-397) a Milano hanno avuto un ruolo essenziale nella promozione del culto dei martiri. Mentre Damaso è rimasto famoso per i suoi epigrammata, l’opera di Ambrogio si mostra più variegata e include narrazioni, exempla, inni... Ne studieremo vari esempi da un punto di vista sia storico che letterario. Vedremo poi in quale misura i loro scritti hanno influenzato la produzione agiografica successiva e come in particolare il nome di Ambrogio ha assicurato il successo di molte passioni pseudepigrafe. Il corso sarà dunque centrato sulla lettura delle fonti; gli studenti avranno l’occasione di familiarizzarsi col metodo dell’agiografia critica e con gli strumenti bibliografici specializzati. 

Bibliografia

F. Scorza Barcellona, Le origini, in A. Benvenutiet al., Storia della Santità nel cristianesimo occidentale, Roma 2005, 19-89; C. Lanéry, Ambroise de Milan hagiographe, Paris 2008; Ead.,Hagiographie d’Italie (300-550). I. Les Passions latines composes en Italie, in Hagiographies, V, Turnhout 2010, 15-369; M. Löx, Monumenta sanctorum. Rom und Mailand als Zentren des frühen Christentums. Märtyrerkult und Kirchenbau unter den Bischöfen Damasus und Ambrosius, Wiesbaden 2013; Ambroise de Milan, Hymnes, cur. J. Fontaineet al., Paris 1992; Damasus of Rome, The epigraphic poetry.Introduction, texts, translations, and commentary, cur. D. Trout, Oxford 2015.

 

R. Godding, SJ

 

Secondo semestre

 

*PT267A - Temi di teologia trinitaria e cristologica (secc. V-VIII)

Il corso intende presentare i principali temi della teologia trinitaria e cristologia dal V all’VIII secolo, a partire dalla crisi nestoriana fino alle questioni che interessarono la fine dell’epoca patristica, e cioè il monoenergismo/monotelismo e il triteismo. Verranno presentati i concili di Efeso (431) e Calcedonia (451), il II concilio di Costantinopoli (551)  e i personaggi che caratterizzarono questo periodo.  Si seguirà la riflessione teologica illustrando gli sviluppi del calcedonismo fino al cosiddetto neocalcedonismo e agli esiti più tardivi del dienergismo e ditelismo. Verranno letti e commentati i testi dei principali autori/teologi di questo periodo, a partire da Cirillo di Alessandria, passando a Leonzio di Bisanzio, Leonzio di Gerusalemme, Sofronio, fino a Massimo il Confessore. Si farà cenno anche alla teologia latina del Tomus Leonis e poi del De Trinitate di Agostino.

Bibliografia

A. Grillmeier, Christus im Glauben der Kirche 2/2,Freiburg 2002; M. Simonetti, La crisi ariana del IV secolo,Roma 1975; C. dell’Osso, Cristo e Logos, Roma 20122; C. dell’Osso, Monoenergiti e Monoteliti del VII secolo in oriente,Roma 2017. Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il corso.

 

C. dell’Osso

 

PT206D - L’escatologia della 1 Thess. nell’esegesi patristica

Andare oltre il confine disegnato dalla morte è desiderio dell’uomo di ogni generazione e, nel contempo, una delle sue paure più grandi qualora si pensi che una vita oltre la morte venga accompagnata dal bilancio delle proprie azioni realizzato mediante un giudizio. Paolo volle rispondere, nella Prima lettera ai Tessalonicesi, agli interrogativi che la sua stessa predicazione aveva fatto sorgere a riguardo nei fedeli da lui evangelizzati. L’Apostolo ha risolto solo in parte la problematica riguardante le realtà ultime, lasciando una serie di questioni aperte. Il corso intende studiare l’elaborazione escatologica dei Padri che sorge precisamente dallo studio e dall’esegesi di questa Epistola di Paolo.

Bibliografia

M.Adinolfi, La prima Lettera ai Tessalonicesi nel mondo greco-romano, Roma 1990; F. Cocchini, L’esegesi paolina di Teodoreto di Cirro, in Atti del II Simposio di Tarso su s. Paolo Apostolo, ed. L. Padovese, Roma 1994 (Turchia: la Chiesa e la sua storia 7), 145-153; Ead., Il Paolo di Origene: contributo alla storia della recezione delle epistole paoline nel III secolo, Roma 1992; R. F. Collins, Studies on the First Letter to the Thessalonians, Leuven 1984 (Bibliotheca ephemeridum theologicarum lovaniensium 66); H. deLubac, Exégèse médiévale: les quatre sens de l’Écriture, 4 voll., Paris 1959-1964; R. Penna, Aspetti originali dell’escatologia paolina, in Annali di Storia dell’Esegesi16 (1999), 77-103; R. Pesch, La scoperta della più antica lettera di Paolo. Paolo rivisitato: le lettere alla comunità dei Tessalonicesi, Brescia 1987 (edizione italiana a cura di M. AngillettaPanini); A. Pitta, Ermeneutica paolina della Scrittura, in Ricerche Storico Bibliche19 (2007), 163-190; J. SánchezBosch,Scritti paolini(edizione italiana a cura di A. Zani).

 

J.A. Gaytán Luna, OSA

 

PT286C - L’infanzia di Gesù negli apocrifi

Il corso si propone di affrontare il tema storico e storiografico generale della letteratura cristiana apocrifa e di approfondire, in particolare, alcuni apocrifi sull’infanzia di Gesù. Nella prima parte saranno trattati i temi seguenti: formazione del canone neotestamentario; usi del termine “apocrifo” nell’antichità; generi letterari degli apocrifi cristiani; ricezione e fortuna; storiografia: raccolte di età moderna e contemporanea, tentativi di categorizzazione; studio scientifico della letteratura cristiana apocrifa, imprese editoriali. Nella seconda parte saranno approfondite alcune tradizioni apocrife sull’infanzia di Gesù, attraverso opere che, più o meno ampiamente e secondo vari generi letterari, trattano quell’argomento; ad esempio: Natività di Maria (Protovangelo di giacomo), Vangelo dell’infanzia “dello Psuedo-Matteo”; Racconti dell’infanzia[paidikádel Signore GesùLibro del riposo.

Bibliografia

a) A. Di Berardino, Gli apocrifi cristiani e il loro significato, in A. Di Berardino - B. Studer(edd.), Storia della teologia, I (Epoca patristica), Casale Monferrato 1992, 273-303; b) Gli Apocrifi del Nuovo Testamento,a cura di M. Erbetta, I,2 (Vangeli: Infanzia, Passione, Assunzione di Maria), Genova-Casale Monferrato 1981; F. Bovon - P. Geoltrain(edd.), Écrits apocryphes chrétiens, I (Bibliothèque de la Pléiade 442), Paris 1997; P. Geoltrain- J.-D. Kaestli(edd.), Écrits apocryphes chrétiens, II (Bibliothèque de la Pléiade 516), Paris 2005. Ulteriore bibliografia, comprensiva delle edizioni critiche delle opere trattate, sarà segnalata nel corso delle lezioni.

 

A. D’Anna

 

 
 

Sezione III - LETTURA DEI PADRI

 

Primo semestre

 

LP316A - Lettura del trattato De anima di Tertulliano

Il primo autore cristiano di lingua latina si inserisce, con il suo De anima,nella tradizione degli omonimi trattati ampiamente diffusi in ambito filosofico pagano, tra i quali eccelle quello di Aristotele; Tertulliano dedica allo studio dell’anima umana la seconda opera più estesa del suo corpus, scritta in chiave polemica contro alcune tendenze della sua epoca. L’opera verrà letta in una prospettiva ormai consolidata nella ricerca patristica: data di composizione, destinatari, risorse retoriche, fonti, testo critico, contenuto, commenti, interpretazioni.

Bibliografia

Quinti Septimi Florentis Tertulliani De anima,edited with introduction and commentary by J.H. Waszink, Amsterdam 1947; Tertulliano, L’Anima (De anima), a cura di M. Menghi, Venezia 1988; J.H. Waszink, Tertullian, Über die Seele, Zürich 1980; H.U. Meyboom, Over de Ziel, Leyde 1930; E.A. Quain,Tertullian on the Soul, Washington D.C. 1950, 179-309; J.J. RamosPasalodos,Tertuliano, Acerca del alma, Madrid 2001; S. Vicastillo, Tertuliano, El alma, Fuentes patrísticas 29, Madrid 2016; J. Leal- P. Mattei, Tertullien. De L’âme, Introduction, texte latin, apparats et notes Jerónimo Leal, traduction Paul Mattei, Sources Chrétiennes N° 601, Paris 2019. Altre letture: G. Esser, Die Seelenlehre Tertullians, Paderborn 1893; A.J. Festugière, La composition et l’esprit du “De anima” de Tertullien, in Revue des sciences philosophiques et théologiques33 (1949), 129-161; R. Polito, I quattro libri sull’anima di Sorano e lo scritto De anima di Tertulliano, in Rivista di storia della filosofia49 (1994), 423-468; F. Seyr,Die Seelen- und Erkenntnislehre Tertullians und die Stoa, in Commentationes Vindobonenses3 (1937), 51-74; J. Leal,La antropología de Tertuliano. Estudio de los tratados polémicos de los años 207-212 d.C., Roma 2001; J. Leal, Credibile... quia ineptum: Tertuliano y el problema de la interpretación, (Quaderni di Storia della Chiesan. 2) Roma 2012.

 

J. Leal

 

LP322B - “I doni di Dio sono irrevocabili”: il destino di Israele nell’esegesi antiochena di Rm. 9-11

Il corso offre una prospettiva diacronica dell’esegesi antiochena su un testo fondamentale quale la Lettera ai Romani. Si analizzeranno, in particolare, i capitoli 9-11 dell’epistola sul “mistero di Israele” nei commenti di Diodoro di Tarso, Teodoro di Mopsuestia, Giovanni Crisostomo, Teodoreto di Ciro.

A partire da alcune fondamentali questioni interpretative del testo paolino, attuali nell’odierno dibattito teologico a partire dalla costituzione Nostra Aetatesul tema della “chiamata irrevocabile” di Israele, si mostrerà l’originalità dell’approccio antiocheno, senza trascurare il quadro delle controversie teologiche – quale quella apollinarista e, per Teodoreto, quella nestoriana – più pressanti tra IV e V secolo, e gli studi più recenti sul rapporto tra Chiesa e sinagoga nei primi secoli del cristianesimo.

Bibliografia

L’exégèse patristique de Romains 9-11. Grace et liberté, Israel et nations, Le mystère du Christ. Colloque du 3 février 2007, Centre Sèvres – Facultés jésuites de Paris, Paris 2007; A. Vaccari,La teoria esegetica antiochena, Biblica 1 (1934), 94-101; M. Simon, Verus Israel, Étude sur les relations entre chrétiens et juifs dans l’empire romain (135-425), Paris 1948; K.H. Schelkle,Paulus Lehrer der Vater: Die altkirchliche Auslegung Von Romer 1-11,Dusseldorf 1959; M. Simonetti, La crisi ariana del IV secolo, Roma 1975; H. Schlier, La lettera ai Romani,Brescia 1982; S. Zincone, Studi sulla visione dell’uomo in ambito antiocheno, L’Aquila 1987; J. Dunn, The Partings of the Ways: Between Christianity and Judaism and Their Significance for the Character of Christianity, 1991 (ris. 2006); Verus IsraelNuoveprospettive sul giudeocristianesimo, a cura di G. Filoramo- C. Gianotto, Brescia 2001; A.H. Becker- A. YoshikoReed,The Ways that Never Parted, Tubingen 2003; A. Schremer, Brothers estranged. Heresy, Christianity, and Jewish identity in late antiquity, New York 2010; Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo: Perché i doni e la chiamata di dio sono irrevocabili (rm11,29) riflessioni su questioni teologiche attinenti alle relazioni cattolico-ebraiche in occasione del 50º anniversario di Nostra Aetate: http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/relations-jews-docs/rc_pc_chrstuni_doc_20151210_ebraismo-nostra-aetate_it.html; J. Ratzinger, Gnade und Berufung ohne Reue: Anmerkungen zum Traktat «De Iudaeis», in Communio 2017 https://www.communio.de/pdf/vorabveroeffentlichung/Communio-Benedikt_XVI-2018.pdf (traduzione italiana disponibile su pdf).

 

G. Ricciardi

 

Secondo semestre

 

LP305A - Atanasio d’Alessandria e la controversia trinitaria del IV secolo

Lettura e commento di alcuni testi di Atanasio rilevanti nell’ambito della controversia trinitaria del IV secolo. In particolare, l’attenzione si soffermerà sul Tomus ad Antiochenosdel Concilio alessandrino del 362, sul trattato De Synodis, di poco precedente, e su alcuni testi e professioni di fede di altri autori coevi (es. Melezio di Antiochia), coinvolti nella medesima controversia e non sempre allineati con l’impostazione atanasiana.

Bibliografia

Atanasio,Lettera agli antiocheni. Introduzione, testo, traduzione e commento, ed. A. Segneri, Bologna 2010 (Biblioteca patristica 46); Athanase d’Alexandrie, Lettre sur les synodes, edd. A. Martin - X. Morales, Paris 2013 (Sources Chrétiennes 563); Atanasio, Sobre los sínodos. Introducción, texto crítico, traducción y notas, ed. S. Fernández, Madrid 2019 (Fuentes Patrísticas 33); X. Morales,La théologie trinitaire d’Athanase d’Alexandrie, Paris 2006 (Collection des Études Augustiniennes, Série Antiquité 180).

 

A. Segneri, CRIC

  

LP399G - Teoria e pratica dell’esegesi dei Salmi nelle opere di Ilario di Poitiers

Dopo uno studio dell’Instructio Psalmorum,che definisce i grandi tratti dell’esegesi dei Salmi, il corso analizzerà i trattati sui Salmi 134-137, che appartengono alla terza e ultima cinquantina nella quale tutti gli uomini sono «convocati al ringraziamento e alla lode di Dio», essendo «portata a compimento la speranza dei santi» (Tr. Ps. 150, 1). La lode di Dio (Tr. Ps. 134) sbocca nel canto al cospetto degli angeli (Tr. Ps. 137), tramite una confessione della misericordia divina (Tr. Ps. 135) e una meditazione sull’ardente desiderio della Gerusalemme celeste (Tr. Ps. 136).

Bibliografia

Hilarius Pictaviensis, Tractatus super Psalmos,Corpus Christianorum Series Latina LXI, Turnhout 1997, 3-18 ; LXI B, Turnhout 2009, 143-190; Ilario di Poitiers, Commenti ai Salmi, introduzione, traduzione e note a cura di Antonio Orazzo, Testi patristici 185, 91-109; 187, 179-223, Roma 2005-2006; P.C. Burns, A Model for the Christian Life:Hilary of Poitiers’ Commentary on the Psalms, Washington 2012; M. Durst, Die Eschatologie des Hilarius von Poitiers, Bonn 1987; M. Ferreira, Fé e Profecia em Santo Hilário de Poitiers, Lisboa 1994; N.J. Gastaldi, Hilario di Poitiers exégeta del Salterio, Paris-Rosario 1969; Ch. Kannengiesser, L’exégèse d’Hilaire de Poitiers, in Hilaire et son temps, Paris 1969, 127-142; L. Ladaria, San Hilario de Poitiers. Diccionario, Burgos 2006; X. Le Bachelet, Hilaire de Poitiers, inDictionnaire de Théologie Catholique, Paris 1920, t. 6, 2388-2462.

 

P. Descourtieux

 

 

Sezione IV - LINGUE E METODOLOGIA

 

*GL401 - Corso di lettura di greco (annuale) 

Il I semestre è dedicato al completamento e all’approfondimento dello studio della morfologia e della sintassi dei casi e del verbo della lingua greca, già intrapreso nel corso base, affiancato da un cospicuo esercizio di traduzione di testi classici anche complessi. Nel II semestre, con un particolare approfondimento della sintassi del periodo, viene letta, tradotta e commentata a livello linguistico, stilistico e retorico un’opera o una scelta antologica di autori cristiani.

Bibliografia

Grammatica della lingua greca (lo stesso manuale già usato nel corso base di lingua greca). Vocabolario della lingua greca (consigliato: Franco Montanari, ed. Loescher). Materiale in fotocopia.

 

A. M. Marafelli

 

*LL404 - Corso di lettura di latino (annuale)

Il corso si propone di approfondire la conoscenza delle strutture morfo-sintattiche della lingua latina attraverso l’analisi e la traduzione di passi scelti di autori classici con attenzione anche al livello retorico-stilistico dei testi. Attraverso l’analisi dei testi, verrà affrontato lo studio della sintassi del periodo e dei casi, con particolare attenzione al valore dei modi verbali, ai vari tipi di proposizioni subordinate, all’uso delle forme nominali del verbo. Nel II semestre verrà affrontato lo studio di un testo d’autore o di un’antologia di testi, vòlto ad integrare e a completare le conoscenze già acquisite nel corso del I semestre. Il testo prescelto verrà tradotto e ne verranno altresì esaminate le strutture sintattiche, nonché le caratteristiche retorico-stilistiche.

Bibliografia

I testi oggetto di studio verranno forniti in fotocopia o tramite e-mail nel corso delle lezioni. Si raccomanda l’utilizzo del vocabolario di latino L. Castiglioni - S. Mariotti, IL vocabolario della lingua latina, Loescher, Torino, o altro dizionario latino-italianoitaliano-latino.

 

R. Baviera

 

*PL406 - Metodologia patristica (primo semestre)

Il corso di metodologia patristica sarà sviluppato in tre moduli. Nel primo, si metteranno in evidenza le strategie da porre in atto per organizzare una ricerca in ambito patristico, soffermandosi soprattutto sulla fase di progettazione della ricerca; il secondo modulo presenterà gli strumenti – antichi e nuovi – che bisogna saper maneggiare per svolgere fruttuosamente una ricerca bibliografica; il terzo modulo, infine, offrirà le competenze che è necessario possedere per mettere a punto un lavoro scritto conforme ai criteri di scientificità. Durante lo svolgimento del corso gli studenti applicheranno, in itineree con la supervisione dei docenti, le nozioni apprese per produrre, alla fine dello stesso, un elaborato.

 

G. Caruso, OSA - J. A. Cabrera, OSA - A. Gaytán, OSA

 

*LR406 - La retorica nei Padri (secondo semestre)

Il corso si propone di illustrare le principali teorie della retorica antica in ordine alla inventiodispositioed elocutio, a partire dai testi classici di Cicerone e Quintiliano, mostrandone l’influsso sui Padri della Chiesa. Un’attenzione particolare sarà riservata ad Agostino di Ippona e all’applicazione dei principi della retorica nei suoi scritti.

Bibliografia

N. Cipriani, La retorica negli scrittori cristiani antichi. Inventio dispositio, (Sussidi Patristici 18), Roma 2013.

Letture complementari

H. Lausberg, Elementi di retorica, Bologna 1969 (tit. orig. Elemente der literarischen Rhetorik, München 1949); Id., Handbook of literary rhetoric: a foundation for literary study, Leiden-Boston-Köln 1998; Id., Manual de retórica literaria: fundamentos de una ciencia de la literatura, Madrid 1996; M.P. Ellero, Introduzione alla retorica, Milano 1997; R. Barthes, La retorica antica, Milano 2000; O. Reboul, Introduzione alla retorica (Collana Manuali), Bologna 2002; B. Mortara Garavelli, Manuale di retorica, Milano 2003.

Retorica e S. Agostino

Sant’Agostino, La grammatica; Le regole; La retorica; La dialettica, intr., trad. e note di A. Pieretti, NBA vol. 36, Roma 2005. H.I. Marrou, S. Agostino e la fine della cultura antica, Milano 1987 (tit. orig.: Saint Augustin et la fin de la culture antique, Paris 19584); L.F. Pizzolato, Capitoli di retorica agostiniana (Sussidi Patristici 7), Roma 1994; J. Oroz Reta, La rétorica en los sermones de S. Agustín, Madrid 1963. Ulteriore bibliografia sarà indicata nel corso delle lezioni.

P. Cormio, OSA
 

 

Sezione V - CONTESTO SOCIO-CULTURALE
 

 

Primo semestre

 

PC501C - Il Medioplatonismo e i Padri della Chiesa (II-III secolo)

Una volta chiarita la categoria storiografica di “Medioplatonismo”, il corso si propone di sviluppare un confronto tra le principali figure del pensiero medioplatonico e quelle della coeva tradizione cristiana. Particolare attenzione sarà rivolta a Filone di Alessandria, Plutarco, Apuleio, Celso e Numenio (sul versante filosofico), e a Giustino, Clemente e Origene (sul versante cristiano). Tale confronto metterà in luce le somiglianze e le differenze tra le due tradizioni, nonché la ripresa di tematiche filosofiche greche nelle opere dei Padri della Chiesa. Inoltre, la lettura diretta di passi scelti consentirà di approfondire la terminologia filosofica e teologica impiegata nelle fonti, nonché l’esame della traduzione della terminologia greca nella lingua latina (nel caso di Apuleio o di Tertulliano, ad esempio).

Bibliografia

Una dispensa di testi fornita da docente; un volume da concordare con il docente. Indicazioni saranno fornite a lezione.

 

E. Vimercati

  

PC510B - Introduzione all’arte cristiana delle origini

Trattando dei segni ammessi per i cristiani che volevano decorare i sigilli dei propri anelli, l’ateniese Clemente Alessandrino, sul finire del II - inizi III secolo, sconsigliava tutte quelle immagini care al patrimonio figurativo pagano e suggeriva, al contrario, di adottare simboli neutri o ricchi di rispondenze salvifiche o cristologiche, come la colomba, l’ancora, la nave, la lira ed il pesce (Paed. 3, 11, 59-60). Questa preziosa testimonianza letteraria, estremamente significativa per comprendere la genesi e la formazione del repertorio iconografico paleocristiano, ci indica la principale caratteristica dell’arte cristiana che, contrariamente all’alfabetario figurativo pagano di derivazione mitologica, attinge ad un linguaggio estremamente sintetico, fatto di segni criptici, non sempre immediatamente decodificabili dall’esterno e talora suscettibili di scioglimenti semantici diversi o di cumuli significativi complessi o stratificati. L’orante e il buon pastore, figure simbolo delle prime comunità di fedeli, prima di assurgere ad emblemi caratteristici della fede cristiana, derivano tuttavia lo schema compositivo da precedenti immagini di invenzione e fortuna pagana e, come queste, molte altre immagini pagane trovano una loro naturale continuità nella cultura figurativa cristiana. Studiando la formazione e la codificazione del vocabolario artistico paleocristiano, il corso – che sarà arricchito da visite a monumenti significativi del primitivo cristianesimo romano – intende analizzare ed evidenziare il valore profondo delle espressioni artistiche e connotarne il ruolo fondamentale nella trasmissione del messaggio cristiano nell’evangelizzazione dei popoli.

Bibliografia

F. Bisconti, Letteratura patristica ed iconografia paleocristiana, in A. Quacquarelli(a cura di), Complementi interdisciplinari di patrologia, Roma 1989, 367-412; Id., Genesi e primi sviluppi dell’arte cristiana: i luoghi, i modi, i temi, in A. Donati(a cura di), Dalla terra alle genti. La diffusione del cristianesimo nei primi secoli, Milano 1996, 71-93; Id., La decorazione delle catacombe romane, in V. FiocchiNicolai- F. Bisconti- D. Mazzoleni, Le catacombe cristiane di Roma. Origini, sviluppo, apparati decorativi, documentazione epigrafica,Regensburg 1998, 71-144; Id., La pittura paleocristiana, in A. Donati(a cura di), Romana pictura. La pittura romana dalle origini all’età bizantina, Milano 1998, 33-53; Id.,Arte e artigianato nella cultura figurativa paleocristiana. Altre equivalenze tra letteratura patristica e iconografia paleocristiana, in A. Quacquarelli(a cura di), Res christiana. Temi interdisciplinari di patrologia, Roma 1999, 23-108; Id. (a cura di), Temi di iconografia paleocristiana, Sussidi allo Studio delle Antichità Cristiane pubblicati a cura del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, XIII, Città del Vaticano 2000. Ulteriore bibliografia sarà indicata nel corso delle lezioni.

 

M. Ghilardi 

 

Secondo semestre 

 

PC521 - Martirio e persecuzione nella Chiesa dei primi secoli

La persecuzione dei Cristiani nell’Impero Romano ha da sempre attratto l’attenzione di studiosi di vario genere. L’enorme volume di letteratura sull’argomento è in parte dovuto al fatto che può essere affrontato da molte direzioni diverse: offre una sfida agli storici dell’impero romano (in particolare della sua amministrazione pubblica), agli esperti di diritto romano, agli storici ecclesiastici, ai teologi cristiani e agli studenti di religione romana e di religione greca. In realtà tutti questi approcci sono rilevanti e tutti devono essere usati insieme.

La storia del successo della rivoluzione cristiana contro l’impero romano è stata raccontata spesso. Nell’ora del trionfo del Cristianesimo all’inizio del quarto secolo scrittori e predicatori cristiani hanno guardato alle persecuzioni come all’era eroica della Chiesa. Una grande quantità di letteratura agiografica e devozionale crebbe intorno alle persecuzioni – creando anche dei problemi di evidenza, quale rimangono e continueranno a complicare lo studio delle persecuzioni. Di recente, tuttavia, lo storico ha ricevuto un aiuto costante e continuo da parte dell’archeologo. In questo corso, mentre non trascuriamo i problemi legali e amministrativi sollevati dai primi cristiani nell’impero romano, tenteremo di studiare l’ascesa del Cristianesimo non solo come movimento religioso, ma anche politico, sociale, e culturale, e di sfruttare appieno, dove possibile, le prove sia delle fonti letterarie che dell’archeologia.

Bibliografia

G.W. Bowersock, Martyrdom and Rome, Cambridge-New York 1995; J. Corke-Webster,Eusebius and Empire. Constructing Church and Rome in the Ecclesiastical History, Cambridge 2019, 175-211; G.E.M. De Ste. Croix, Aspects of the “Great Persecution”, in The Harvard Theological Review47.2 (1954), 75-113; G.E.M. deSte. Croix, Why were the early Christians persecuted?, in Past & Present26.1 (1963), 6-38. W.H.C. Frend, Martyrdom and Persecution in the Early Church: A Study of Conflict from the Maccabees to Donatus, Oxford 1965 (Eugene [OR] 2014); L. Grig, Making Martyrs in Late Antiquity, Bristol 2004; J.B. Rives,The decree of Decius and the religion of Empire, in Journal of Roman Studies89 (1999), 135-154. J. Rüpke, Tra Giove e Cristo. Trasformazioni religiose nell’impero romano, a cura di R. Alciati, Brescia2013; L.V. Rutgers,Subterranean Rome, Leuven 2000; R.G. Salinero, Le persecuzioni contro i cristiani nell’Impero romano. Approccio critico, Perugia 2009; R. Selinger, The Mid-Third Century Persecutions of Decius and Valerian, Frankfurt am Main 2002.

 

A. Evers

 

PC541A - Paganesimo e cristianesimo in età patristica: identità, conflitti, coabitazioni

Il corso mira a fornire una presentazione del paganesimo in età patristica, a partire da un inquadramento generale delle religioni del Mediterraneo antico e soffermandosi quindi sulle fonti cristiane. Il corso sarà articolato in tre parti: 1) introduzione generale alle religioni del Mediterraneo antico; 2) definizione generale dei rapporti fra cristianesimo e ‘paganesimo’; 3) analisi di temi o casi di studio particolari.

Bibliografia

A. Brelich, Il politeismo, Roma 2007; P. Borgeaud - F. Prescendi, Religioni antiche. Un’introduzione comparata, Roma 2011.

Approfondimenti:

G. De Sanctis, La religione a Roma, Roma 2012;G. Rinaldi, Pagani e cristiani. La storia di un conflitto (secoli I-IV), Roma 2016; F. Massa, Tra la vigna e la croce. Dioniso nei discorsi letterari e figurativi cristiani (II-IV secolo), Stuttgart 2014.

 

A. Saggioro 

 
 
Sezione VI - SANT'AGOSTINO
 
 
Primo semestre
 

*SA600A -Introduzione a S. Agostino

Il corso prenderà in esame i temi principali del pensiero teologico dell’Ipponate: Trinità, Cristo, Chiesa, uomo (natura e grazia), etica, storia, società e politica, con attenzione alle fonti bibliche, patristiche e profane e allo sviluppo di Agostino dal catecumenato all’episcopato. Durante le lezioni si leggerano testi scelti di Agostino per illustrarne la dottrina teologica.

Bibliografia

A. Trapè, S. Agostino. L’uomo, il pastore, il mistico, Fossano 1976; A. Pincherle,Vita di Sant’Agostino, Roma-Bari 1980; P. Brown, Augustine of Hippo. A Biography. A New Edition with an Epilogue, Berkeley-Los Angeles 2000 (trad. molt.); G. Catapano, Agostino, Roma 2010; N. Cipriani,Dialogi di Agostino, Roma 2013; N. Cipriani,La teologia di sant’Agostino. Introduzione generale e riflessione trinitaria, Roma 2015.

 

G. Caruso, OSA

  

SA701 - Esegesi biblica della Passio Christinelle Enarrationes in Psalmos

L’interesse esegetico di Sant’Agostino per l’Antico Testamento, dal punto di vista pastorale, si esprime fortemente nell’interpretazione dei Salmi, interpretazione – basicamente cristologica in un senso lato – che cerca il Christus Totus, cioè Cristo e la Chiesa. Durante il corso, dopo una breve introduzione al De Enarrationes in Psalmose alla versione biblica usata da Sant’Agostino, seguiremo le orme dell’itinerario esegetico agostiniano sull’argomento della Passio Christi, sottolineando gli aspetti peculiari dell’esegesi agostiniana in merito ai nomi dei personaggi e dei luoghi del Antico Testamento presenti nei Salmi.

Bibliografia

S. Agostino,Esposizione sui Salmi, Città Nuova, Roma 1982-1990-1993.

Lettura obbligatoria: E. Eguiarte, Los salmos son mi gozo,Guadarrama 2011.

Letture complementari:B. Aprile, Passio Christi tam evidenter quasi evangelium recitatur’. La Passione di Cristo sulla croce: Studio sul commento II, al salmo 21 di Agostino d’Ippona, Roma 2007; N. Cipriani,Molti e uno solo in Cristo. La spiritualità di Agostino, Roma 2009; E. Eguiarte, Nomina mystica. La teología espiritual de la interpretación exegética de los nombres de los personajes y lugares del Antiguo Testamento en las Enarrationes in Psalmos de san Agustín, Zaragoza 2010; M. Fiedrowicz, Psalmus vox totius Christi: Studien zu Augustins „Enarrationes in Psalmos“, Freiburg 1997; P. Grech, Ermeneutica e Teologia biblica, Roma 1986; V. Grossi, Leggere la Bibbia con S. Agostino, Brescia 1999; M. Simonetti, Lettera e/o allegoria. Un contributo alla storia dell’esegesi patristica, Roma 1985.

 

E. Eguiarte, OAR

 
Secondo semestre
 

SA635 - L’esegesi biblica africana elaborata durante la controversia donatista

Il corso si propone di esaminare il ruolo che assunse l’interpretazione della Scrittura nei più antichi trattati anti-donatisti e nei primi manuali di ermeneutica biblica composti in Occidente. Dopo un excursussulla storia del cristianesimo africano di IV-V secolo, saranno letti e commentati molteplici passi dell’Adversus donatistas di Ottato, del Liber Regularumdi Ticonio e del De doctrina christianadi Agostino. Così si potranno conoscere le principali soluzioni interpretative che la Chiesa della Proconsolare adottò per fare fronte allo scisma che si era verificato a Cartagine in seguito all’elezione di Maggiorino. 

Bibliografia

Fonti: Ottato di Milevi,La vera Chiesa, a cura di L. Dattrino, Roma 1988; Sant’Agostino, L’istruzione cristiana, a cura di M. Simonetti, Milano 1994; Ticonio, Sette Regole per la Scrittura, a cura di L. e D. Leoni, Bologna 1997.

Studi: R.B. Eno, The Work of Optatus as a Turning Point in the African Ecclesiology, in The Tomist37 (1973), 668-685; M.A. Tilley, The Bible in Christian North Africa: The Donatist World, Minneapolis 1997; P. Camastra, Il “Liber regularum” di Ticonio: contributo alla lettura, Roma 1998; P. Marone,L’uso delle “Regole” di Ticonio nella produzione letteraria di Agostino, in Studi e Materiali di Storia delle Religioni66 (2000), 241-254 (online https://www.academia.edu/1761333); P. Marone,L’esegesi biblica di Ottato di Milevi,(Studi e Proposte 5), Roma 2008 (online https://www.academia.edu/1757873).

 

P. Marone

  

SA686 - Lettura del Contra Faustum Manichaeumdi Sant’Agostino

Fausto (Faustus), oriundo di Milevi (Numidia,oggi Mila, Algeria), era un “vescovo” manicheo che Agostino, “uditore” nella setta, incontrò, senza poter trarre da lui rassicurazioni sui dubbi che nutriva al riguardo della religione di Mani:circostanza che contribuì a staccarsi di più (cfr. Conf.5).Più tardi, diventato vescovo di Ippona, Agostino ricevette dai «fratelli» una raccolta di capitula (sorte di “volantini”, spesso brevi), scritti da Fausto, morto nel frattempo, e che iniziò a confutare.Donde i 33 libri del Contra Faustum Manichaeumche presentano tutti la stessa forma: trascrizione di un capitulumpoi confutazione dettagliata.

In tale senso, questo grande lavoro (il più voluminoso, ma non l’ultimo in data, che l’ipponate abbia diretto contro il manicheismo), chiede precisazioni di ordine storico e letterario: genere e destinazione dei capitulafaustiani, datazione del Contra Faustum, metodo adottato da Agostino (cita i capitula in extenso?donde viene che il lavoro non offre nessun schema sistematico, ma comporta ripetizioni e ritorni su punti già trattati?).Pone soprattutto un grande numero di questioni dottrinali.

Anzitutto, sia nei capituladi Fausto che nelle pagine di Agostino, fornisce numerosissime informazioni sul manicheismo.Con un’interrogazione sussidiaria: potrebbe il manicheismo di Fausto riflettere una forma specificamente africana, o addirittura personale?

In seguito il Contra Faustumcostituisce una maggiore espressione della riflessione di Agostino.L’obiettivo di quest’ultimo, quando redige il trattato, è doppio. Da un lato, egli vuole, in una prospettiva offensiva ed in un modo generalmente ironico e satirico, ma anche indignato e patetico, denunciare l’insania, l’immoralità e l’illogicità del mito manicheo, mero paganesimo ed immane delirio fantasmagorico. Dall’altro intende difendere la lettura cattolica della Bibbia e le convinzioni fondamentali dell’“ortodossia”, battute in breccia da Fausto.Su quattro piani principali: primo piano, relativo alla “teologia” stricto sensu.Si tratta di far vedere la bontà del Dio unico della tradizione ebraica, creatore e provvidenza, e l’eccellenza della sua creazione; secondo piano, relativo alla storia della salvezza.Si tratta di mostrare che il Vecchio Testamento è nel contempo rivelazione santa ed annuncio del Nuovo.Cristo compie la prima Alleanza senza abolirla:ne realizza le profezie e le figure e, tramite l’invio dello Spirito, dà la forza di attuare i suoi precetti morali.Secondo un versetto di Giovanni (1, 17) che ritorna nel trattato come un leitmotiv, «la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo»; terzo piano, relativo alla cristologia, ricollocata nell’ambito della storia della salvezza.Si tratta di riaffermare la realtà dell’Incarnazione e della Resurrezione di Cristo, vero Dio e vero uomo, quali riferite nel Nuovo Testamento; quarto piano, relativo all’ermeneutica e all’esegesi.Del Nuovo Testamento la tradizione ininterrotta della Chiesa, garantita dalla successione apostolica, proibisce di sospettare l’integrità e l’autenticità, per quanto riguarda tanto i vangeli che le epistole paoline.

Il trattare di queste quattro grandi masse trascina con lui l’esame di tanti altri problemi.Due esempi soltanto.Il discredito gettato da Fausto sulla moralità di molti cattolici dà l’occasione di sviluppare una riflessione sulla Chiesa nel mondo di questo tempo, in cui il buon grano non è ancora separato del loglio. La condanna che pronuncia contro il culto del Vecchio Testamento dà l’occasione di sviluppare una riflessione sulle nozioni di sacrificio e di sacramento.

Il Contra Faustumcontiene dunque una vasta panoplia polemica e dottrinale, e la “lettura” che ne sarà proposta rappresenterà allo stesso tempo un’iniziazione (con tentativi di messe a punto) al manicheismo ed uno studio di capitoli basilari nel pensiero agostiniano.

Bibliografia

Una bibliografia dettagliata verrà distribuita nella prima lezione. Sono citati qui solo i titoli fondamentali, da leggere preferibilmente prima dell’inizio del corso. 

Edizioni delContra FaustumPL42, col. 207-518; CSEL25/1, 1891, p. 251-797 (J. Zycha). Traduzioni: Italiana. Opere di Sant’Agostino. 1, Opere polemische. 14, 1, Contro Fausto Manicheo. Testo latino dell’edizione Maurina confrontato con il Corpus scriptorium ecclesiasticorum Latinorum e il Corpus Christianorum Latinorum, introd. di L(uigi) Alici, trad. di U. Pizzani, L(aura) Alici, A. Di Pilla, note di U. Pizzani, A. Di Pilla, indici di F. Monteverde, Rome 2004; francese (tre volumi previsti: uno stampato; il secondo in corso di stampa; il terzo in preparazione). Sous la direction de M. Dulaey, avec I. Bochet, J.-D. Dubois, A. Massie, P. Mattei, M.-Y Perrin et G. Wurst, édition traduite et annotée d’Augustin, Contre Fauste le Manichéen Contra Faustum Manichaeum Livres I-XII, «Bibliothèque Augustinienne» 18/A, Paris 2018.

Letteratura “secondaria”. Sul manicheismo in generale.J.K. Coyle, Mani-Manichei-Manicheismo, in Nuovo Dizionario Patristico e di Antichitàcristiane,direttoda A. Di Berardino, Casale Monferrato, vol. 2, 2007, 2991-3000; F. Decret, Mani et la tradition manichéenne, Paris 1974 (coll. «Maîtres spirituels», 40); H.-C. Puech, Le manichéisme, in Encyclopédie de la Pléiade, Histoire des religions, H.-C. Puech(éd.), Paris 1972, t. II, 523-645; M. Tardieu,Le manichéisme, Paris 19811; 19972(coll. «Que sais-je?», n 1940). Trad. ital. Il manicheismo, Cosenza 1988; Sul Contra Faustume il suo contesto: J.K. Coyle, Fausto manicheo, in Nuovo Dizionario Patristico,vol. 2, 2007, 1913-1914; F. Decret, Aspects du manichéisme de l’Afrique romaine: les controverses de Fortunatus, Faustus et Félix avec saint Augustin, Paris 1970; Id., L’Afrique manichéenne (IVe- V°siècles): étude historique et doctrinale, Paris 1978; Id.,Essais sur l’Église manichéenne en Afrique du Nord et à Rome au temps de saint Augustin. Recueil d’Études,Rome 1995; A. Massie, Peuple prophétique et nation témoin.Le peuple juif comme peuple prophétique dans le Contra Faustumd’Augustin d’Hippone, Paris 2011, (Collection des Études Augustiniennes, Série Antiquité - 191); J. Ries,La Bible chez saint Augustin et chez les manichéens, dans RÉAug 7, 1961, 231-243; 9, 1963, 201-213; 10, 1964, 309-329; M. Tardieu, Principes de l’exégèse manichéenne du Nouveau Testament,dans M. Tardieuéd., Les Règles de l’interprétation, Paris 1987, 123-146.

 

P. Mattei



 

 

Sezione VII - STRUMENTI PER LA RICERCA
 
 
Primo semestre

PL735A - L’edizione critica dei Padri

Il corso si propone come oggetto l’approccio filologico allo studio delle opere dei padri della Chiesa. Si prenderanno in esame in primo luogo, anche dal punto di vista storico, i fondamenti metodologici dell’ecdotica come disciplina storica e letteraria. Lo scopo ultimo del lavoro sarà la comprensione del metodo di lavoro della ricostruzione critica e testuale; essa tuttavia sarà affrontata col ricorso ad una serie di discipline collaterali, dalla paleografia e codicologia alla stemmatica, allo studio linguistico, contenutistico e dottrinale dei testi. L’ecdotica sarà quindi affrontata come attività principe del lavoro del critico del testo e al tempo stesso come approccio interdisciplinare e completo. Il corso risponde anche ad una esigenza di preparazione alla ricerca che si basi su una analisi capillare e precisa dei testi in esame. Sono previste delle esecitazioni di analisi del testo sul De resurrectionedi Tertulliano; si esamineranno i testimoni del testo e si prenderanno in esame le problematiche principali legate alla ricostruzione del testo e all’allestimento degli apparati, critico, delle fonti etc.

Bibliografia

P. Chiesa, Elementi di critica testuale, Bologna 2012; T. Dorandi, Nell’officina dei classici. Come lavoravano gli autori antichi, Roma 2007; G. Pasquali,Storia della tradizione e critica del testo, Firenze 1988; L.D. Reynolds- N.G. Wilson, Scribes and Scholars, Oxford 1974 (trad. ital., Padova 1987); S. Timpanaro,La genesi del metodo di Lachmann, Torino 2012 o altre edizioni. Per un panorama sulla letteratura del periodo: C.Moreschini- E. Norelli, Storia della letteratura cristiana antica greca e latina, I-III, Brescia 1995 ss. 

 

P. Podolak

  

PR716A - Introduzione alla paleografia latina

Il corso vuole costituire una introduzione allo studio della paleografia latina fornendo un inquadramento generale della disciplina (formazione e sviluppo, scopi, metodi), una storia della scrittura libraria latina dall’antichità all’epoca umanistica, con alcuni approfondimenti sui principali tipi di scrittura, e con nozioni riguardanti la forma e la materia del libro manoscritto nei secoli. Si porrà attenzione sia al rapporto tra storia della scrittura e storia della cultura sia al profilo tecnico della paleografia (con esercitazioni di lettura).

Bibliografia 

Un manuale a scelta tra i seguenti: P. Cherubini - A. Pratesi, Paleografia latina; l’avventura grafica del mondo occidentale, Città del Vaticano 2010;B. Bischoff, Paläographie des römischen Altertums und des abendländischen Mittelalters, Berlin 1986 (II ed); ed. francese: Paléographie de l’antiquité romaine et du moyen âge occidental, Paris 1985; ed. inglese:Latin Palaeography: Antiquity and the Middle Ages, Cambridge-New York 1990; ed. italiana: Paleografia latina. Antichità e medioevo, a cura di G.P. Mantovani- S. Zamponi, Padova 1992; A. Petrucci,Breve storia della scrittura latina, Roma 1992 (II ed.); G. Battelli, Lezioni di paleografia, Città del Vaticano 1999 (IV ed.); G. Cencetti,Lineamenti di storia della scrittura latina, Bologna 1997.

Altre letture e strumenti consigliati: P. Cherubini- A. Pratesi, Paleografia latina. Tavole, Città del Vaticano 2004; F. deLasala, Esercizi di paleografia latina. Trascrizioni, commenti e tavole, Roma 1999; A. Petrucci, Prima lezione di paleografia, Roma-Bari 2002.

 

A. Piazzoni 

 

PR710A - La Septuagintae le traduzioni latine della Bibbia(4 ECTS)

Per parafrasare una celebre citazione di Girolamo si potrebbe affermare mutatis mutandische chi non conosce la Scrittura non conosce i Padri. Su tale linea, lo scopo del corso è di familiarizzare gli studenti con quelle versioni testuali della Bibbia che formavano i fondamenti della esegesi e riflessione patristica: la cosiddetta Versione dei Settanta (LXX), da ambientare nel giudaismo ellenistico, che nei secoli successivi venne riconosciuta come la Bibbia Greca dei cristiani; l’Esapla di Origene e le revisioni di Aquila, Simmaco e Teodozione; i resti delle prime traduzioni della Scrittura in Occidente raccolti sotto il nome di Vetus latina; non da ultimo la Vulgata, progetto che ha la sua origine nel IV secolo e successivamente, in un processo ampiamente complesso, venne continuato in età medievale. Durante le lezioni verranno presentate le edizioni critiche e forniti gli strumenti principali per affrontare uno studio scientifico della materia da diverse angolazioni: attraverso una conoscenza approfondita della Forschungsgeschichte, la lettura esercitata degli apparati, commenti e osservazioni sui fenomeni linguistici e l’inquadramento dei testi nei vari contesti storico-culturali. Particolare attenzione sarà prestata al libro del Siracide.

Bibliografia

Biblia Sacra iuxta latinam vulgatam versionem ad codicum fidem, iussu Pii PP. XI, cura et studio monachorum S. Benedicti Commissionis pontificae a Pio PP. X institutae sodalium, Città del Vaticano 1926-1995; Biblia Sacra iuxta vulgatam versionem, adiuvantibus B. Fischer, I. Gribomont, H.F.D. Sparks, W. Thiele recensuit et brevi apparatu critico instruxit R. Weber; Editionem quintam emendatam retractatam praeparavit R. Gryson (Stuttgart: Deutsche Bibelgesellschaft, 2007);Septuaginta, Id est Vetus Testamentum graece iuxta LXX interpretes, edidit A. Rahlfs; Editio altera quam recognovit et emendavit R. Hanhart (Stuttgart: Deutsche Bibelgesellschaft, 2006); Septuaginta. Vetus Testamentum Graecum auctoritate Academiae Scientiarum Gottingensis editum(Göttingen: Göttinger Akademie der Wissenschaften, 1931segg.); P.-M. Bogaert, The Latin Bible, c. 600 to c. 900, in The New Cambridge History of the Bible, 2012, I, 69-92; E. Bons- J. Joosten(eds.), Die Sprache der Septuaginta. (Gütersloh: Gütersloher Verlagshaus, 2016), Handbuch zur Septuaginta, vol. 3; B. Feichtinger-Zimmermann- I. Schaaf, Prologus in libro Iesu filii Sirach / Liber Iesu filii Sirach, in A. Beriger - W.-W. Ehlers - M. Fieger (eds.), Biblia Sacra Vulgata, Lateinisch–Deutsch Vol. III: Psalmi, Proverbi, Ecclesiastes, Canticum canticorum, Sapientia, Iesus Sirach, (Boston-Berlin: De Gruyter, 2018), 1024-1243, Sammlung Tusculum; N. Fernández Marcos,Introducción a las versiones griegas de la Biblia, 2 (Instituto de Filología de CSIC, Madrid 1998) (trad. ital.: La Bibbia dei Settanta, Introduzione alle versioni greche della Bibbia[Brescia: Paideia Editrice, 2000]);J. Fontaine - Ch. Pietri, Le monde latin antique et la Bible, Paris 1985; A.J. Forte, Vetus Latina, Die Reste der Altlateinischen Bibel. 11/2. Sirach (Ecclesiasticus) Pars Altera. Fascicle 1: Sir 25,1-28,24, Freiburg i. Br. 2014, 1-80; A.J. Forte, The Old Latin Version of Sirach: Editio Critica and Textual Problems, in J.-S. Rey- J. Joosten (eds.), The Texts and Versions of the Book of Ben Sira: Transmission and Interpretation, Leiden 2011, 199-214, Supplements to the Journal for the Study of Judaism 150; M. Harl- G. Dorival - O. Munnich, La Bible grecque des Septante. Du judaïsme hellénistique à la patristique grecque, Paris 1994.

 

I. Schaaf

 

Secondo semestre

 

PR723 - Introduzione alla paleografia greca

Il corso intende fornire i dati essenziali per la conoscenza dello sviluppo storico della scrittura libraria greca, al fine di acquisire non solo la capacità di leggere, datare e localizzare i manoscritti esaminati, ma anche la conoscenza delle modalità di confezione del manoscritto. Sulla base della trascrizione di tavole con relativo commento paleografico il corso intende: 1. fornire lo studente di una preparazione all’analisi dei principali tipi di scrittura libraria greca a partire dal IV secolo a.C. fino al Rinascimento, con particolare attenzione ai tipi di grafie attestate nei più antichi e importanti testimoni manoscritti della Sacra Scrittura; 2. esercitare alla lettura e allo studio dei manoscritti greci.

Bibliografia

L. Perria, Graphis. Per una storia della scrittura greca libraria (secoli IV a.C. - XVI d.C.), Roma 2011 (Quaderni di Νέα Ῥώμη, 1).

Lettura obbligatoria

Per le esercitazioni di letture saranno utilizzate le seguenti raccolte: H. Follieri, Codices graeci Bibliothecae Vaticanae selecti, Città del Vaticano 1969 (Exempla scripturarum, 4); P. Canart- A. Jacob- S. Lucà- L. Perria,Facsimili di codici greci della Biblioteca Vaticana, I: Tavole, Città del Vaticano 1998 (Exempla scripturarum, 5).

Lettura complementare

M.L. Agati, Il libro manoscritto. Da Oriente a Occidente. Per una codicologia comparata, Roma 2009; M. Maniaci,Terminologia del libro manoscritto, Roma-Milano 1996 (2a ed.: 1998), le cui definizioni sono disponibili anche in rete all’indirizzo: http://vocabulaire.irht.cnrs.fr/. Altra bibliografia sarà indicata durante le lezioni.

 

D. Bucca

 

PR797 - Epigrafia e antichità cristiane

Il corso, articolato in 12 lezioni di 2 h. ciascuna, si prefigge di presentare uno sguardo di insieme sui temi e sui problemi connessi alla nascita e allo sviluppo – tra i secoli II e VII – della prassi epigrafica dei cristiani alla luce del complessivo epigraphic habitdell’età romano-imperiale e in riferimento sul piano metodologico al concetto storiografico dell’Auseinandersetzung zwischenAntike und Christentumelaborato alla fine del secolo scorso da Franz Joseph Dölger. Le problematiche emergenti in questo ambito della comunicazione scritta antica saranno osservate e discusse sulla base di un dossier di documenti scelti allo scopo, con un particolare sguardo all’uso della Sacra Scrittura nella documentazione epigrafica.

Si prevede lo svolgimento di alcune lezioni con visione diretta dei documenti epigrafici in complessi rilevanti, quali la memoria apostolicasulla via Appia o la catacomba di Domitilla sulla via Ardeatina.

Bibliografia

C.Carletti, Epigrafia dei cristiani in Occidente dal II allVIII secolo. Ideologia e prassi, Bari 20122(part. la Introduzione,7-126); A.E.Felle, Una “lunga svolta costantiniana”: tradizione e mutamenti nella prassi epigrafica dei cristiani di Roma prima e dopo Costantino (260-320),inCostantino e i Costantinidi: l’innovazione costantiniana, le sue radici e i suoi sviluppi. Acta XVI Congressus Internationalis Archeologiae Christianae (Romae, 22-28.9.2013), Città del Vaticano 2016, pars I, 1159-1178; A.E. Felle, Biblia epigraphica.La Sacra Scrittura nella documentazione epigrafica dell’Orbis christianus antiquus(III-VIII secolo)[ICI, Subsidia, V], Bari 2006, 9-36 (Introduzione); 381-444 (Sintesi); appunti delle lezioni.

Letture complementari (ai fini della verifica in sede di esame, si approfondisca la lettura in particolare dei testi seguenti, scegliendo uno dei temi seguenti)

Origini

C.Carletti, Preistoria dell’epigrafia dei cristiani. Un mito storiografico ex maiorum auctoritate?, in V. FiocchiNicolai- J. Guyon(a cura di), Origini delle catacombe romane, Città del Vaticano 2006, 91-119; A.E. Felle,Words and Images in Early Christian Inscriptions (3rd-7th Century), in Byzantine and Post-Byzantine Art: Crossing Borders. Art Readings I.2017, ed. by E. Moutafov- I. Toth, Sofia 2018, 39-69; A.E.Felle,The Use of Greek in the Early Christian inscriptions from Rome and Italy (3rd-4th cent.), in C. Breytenbach- J.M. Ogereau(eds.), Identity and Authority in Emerging Christianities in Asia Minor and Greece, Leiden 2018, 301-323.

Bibbia ed epigrafia

A.E. Felle,Esporre la Scrittura. L’uso di testi biblici in epigrafi d’ambito pubblico fra Tarda Antichità e prima età bizantina (secoli IV-VIII),inAntiquité Tardive. Revue Internationale d’Histoire et d’Archéologie (IVe - VIIe siècle),23 (2015) 353-370; A.E. Felle, Expressions of hope quoted from Biblical texts in Christian funerary inscriptions (III-VII cent. CE),in W. Kraus- S. Kreuzer- M. Meiser- M. Sigismund(hrsgg.),Die Septuaginta - Text, Wirkung, Rezeption (4. Internationale Fachtagung veranstaltet von Septuaginta Deutsch (LXX.D), Wuppertal 19.-22. Juli 2012),Tübingen 2014, 775-824; A.E. Felle,Il repertorio scritturistico negli epitaffi metrici dei vescovi di Roma: da Damaso ad Adriano I,in Motivi e forme della poesia cristiana antica fra Scrittura e tradizione classica. XXXVI Incontro di Studiosi dell’Antichità cristiana (Istituto Patristico Augustinianum, Roma, 3-5 maggio 2007), Roma 2008, 197-211.

Epigrafia della devozione

A.E.Felle, Alle origini del fenomeno devozionale cristiano in Occidente: leinscriptiones parietariae ad memoriam apostolorum, inMartiri, santi, patroni: per una archeologia della devozione. Atti del X Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana, Arcavacata di Rende (Cosenza), 15-18 settembre 2010, Cosenza 2012, 477-502; A.E. Felle,Casi di epigrafi funerarie ‘non esposte’: alcune considerazioni,in Studi Medievali(ser. III), 58 (2017), 579-606, tavv. I-XIV.

Gerarchia ecclesiastica

A.E.Felle, Il repertorio scritturistico negli epitaffi metrici dei vescovi di Roma: da Damaso ad Adriano I, in Motivi e forme della poesia cristiana antica fra Scrittura e tradizione classica. XXXVI Incontro di Studiosi dell’Antichità cristiana (Istituto Patristico Augustinianum, 3-5 maggio 2007), Roma 2008, 197-211; A.E. Felle, Diaconi diaconissaetra Oriente e Occidente. L’apporto della documentazione epigrafica,in Διακονιαdiaconiae, diaconato: semantica e storia. XXXVIII Incontro di studiosi dell’antichità cristiana (Roma, Institutum Patristicum Augustinianum, 7-9 maggio 2009), Roma 2010, 489-537.

 

A.E. Felle

 

 

 

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